La revisione contabile nelle Aziende Sanitarie Locali


Le Aziende Sanitarie Locali sono Enti dotati di personalità giuridica pubblica, di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica.


 Le A.S.L.  provvedono ad organizzare l’ assistenza sanitaria nel proprio ambito territoriale e ad erogarla attraverso strutture pubbliche o private accreditate.    


In Italia, ad oggi, vi sono 197  Aziende Sanitarie Locali. Esse operano attraverso 934 distretti con le competenze di seguito elencate: 159 centri ufficiali di prenotazione, 167 dipartimenti di salute mentale, 180 dipartimenti di prevenzione, 92 servizi di trasporto e centro dialisi, 138 dipartimenti materno infantili, 189 servizi di assistenza domiciliare integrata.


 


Le aziende  sanitarie locali e le aziende ospedaliere hanno la  disponibilità del proprio  patrimonio secondo il regime della proprietà privata, tuttavia i  beni mobili e immobili che le unità sanitarie locali e le aziende ospedaliere utilizzano per il perseguimento dei loro fini istituzionali costituiscono patrimonio indisponibile e la loro alienazione è condizionata dal parere della Regione di appartenenza della  azienda sanitaria.


Le Regioni emanano norme per la gestione economico finanziaria e patrimoniale delle aziende  sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, informandole  ai principi di cui al decreto legislativo 30 dicembre 2002, n. 502 .


Del  predetto decreto legislativo  è evidente il nostro interesse per l’art. 3 ter, titolato “Collegio Sindacale”, che recita :


1)  Il collegio sindacale:


a)      verifica l’amministrazione dell’azienda sotto il profilo economico;


b)      vigila sull’osservanza della legge ;


c)      accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, ed effettua periodicamente verifiche di cassa;


d)      riferisce almeno trimestralmente alla Regione, anche su richiesta di quest’ultima, sui risultati del riscontro eseguito, denunciando immediatamente i fatti se vi è fondato sospetto di gravi irregolarità; trasmette periodicamente, e comunque con cadenza almeno semestrale, una propria relazione sull’andamento dell’attività dell’unità sanitaria locale o dell’azienda ospedaliera rispettivamente alla Conferenza dei sindaci o al sindaco del comune capoluogo della provincia dove e’ situata l’azienda stessa.



2)  I componenti del collegio sindacale possono procedere ad atti di ispezione e controllo, anche  


     individualmente.


 


3)  Il collegio sindacale dura in carica tre anni ed è  composto da cinque membri, di cui due designati dalla Regione, uno designato dal Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica ora dell’Economia , uno dal Ministro della Sanità e uno dalla Conferenza dei sindaci; per le aziende ospedaliere quest’ultimo componente e’ designato dall’organismo di rappresentanza dei Comuni. I componenti del collegio sindacale sono scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero di Giustizia , ovvero tra i funzionari del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica che abbiano esercitato per almeno tre anni le funzioni di revisori dei conti o di componenti dei collegi sindacali.


Il direttore generale dell’unità sanitaria locale nomina i sindaci revisori con specifico provvedimento e li convoca per la prima seduta. Il presidente del collegio viene eletto dai revisori all’atto della prima seduta. Ove a seguito di decadenza, dimissioni o decessi il collegio sindacale  risultasse mancante di uno o più componenti, il direttore generale provvede ad acquisire le nuove designazioni dalle amministrazioni competenti. In caso di mancanza di più di due componenti si dovrà procedere alla ricostituzione dell’intero collegio. Qualora il direttore generale non proceda alla ricostituzione del collegio entro trenta giorni, la Regione provvede a costituirlo in via straordinaria con un funzionario della Regione  stessa e con due professionisti  designati dal Ministro del Tesoro. Il collegio sindacale “ straordinario”  cessa le proprie funzioni all’atto dell’insediamento del collegio “ordinario”. L’indennità annua lorda spettante ai componenti del collegio dei revisori è fissata in misura pari al 10 per cento degli emolumenti del direttore generale dell’unità sanitaria locale. Al presidente del collegio compete una maggiorazione pari al 20 per cento dell’indennità fissata per gli altri componenti.


Il D. Lgs. n. 502/92 ha  sancito il passaggio, per le aziende sanitarie, dalla contabilità finanziaria, tipica degli enti pubblici  alla contabilità generale ( economico – patrimoniale) caratteristica delle imprese  private; tuttavia solo dall’anno 2002   tutte le Aziende Sanitarie Locali di tutte le Regioni Italiane  si sono dotate di questo sistema di rilevazione. 


Le Regioni , al fine di razionalizzare le procedure contabili che le  varie aziende sanitarie del proprio territorio devono adottare , con  norme regionali vanno ad individuare degli  standars amministrativo- contabili che si possono così sintetizzare: 


a)      la tenuta di una contabilità analitica per centri di costo e responsabilità che consenta analisi comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati;


b)      la destinazione dell’eventuale avanzo e le modalità di copertura degli eventuali disavanzi di esercizio;


c)      l’adozione del bilancio economico pluriennale di previsione nonché del bilancio preventivo economico annuale relativo all’anno successivo .


d)      uno schema di bilancio e di nota integrativa.


Lo schema di bilancio e di nota integrativa  vengono predisposti  per  conferire struttura uniforme alle voci dei bilanci pluriennali ed annuali e dei conti consuntivi annuali delle Aziende Sanitarie Locali, nonché omogeneità ai valori inseriti in tali voci e per consentire all’Agenzia per i servizi sanitari regionali rilevazioni comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati. Gli schemi vengono predisposti  di concerto tra  i Ministeri del Tesoro e della Sanità, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.


L’ultimo schema ministeriale è inserito nel D.M. 11 febbraio 2002, tuttavia nel decreto mancano sia i requisiti minimali della nota integrativa , sia  uno schema della stessa .


Le Aziende Sanitarie Locali hanno l’obbligo di rendere pubblici, annualmente, i risultati delle  proprie analisi dei costi, dei rendimenti e dei risultati per centri di costo e responsabilità.


 


Luglio 2005                                                            

Dott. Marcello Mazza


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