Il Governo accelera sul correttivo IRES






 


Sembra prossimo al varo da parte del Consiglio dei Ministri il Decreto battezzato “correttivo IRES” verso il quale si stanno cristallizzando le attese e le tante attenzioni della platea di contribuenti ed addetti al settore, in particolar modo per il nodo, ancora da sciogliere, della data di entrata in vigore delle disposizioni del decreto correttivo della Manovra.


Nonostante le molte preoccupazioni sulla necessità di stringere i tempi Vi è da sciogliere il nodo della distanza temporale che separa la riforma, che ricordiamo essere divenuta operativa a pieno titolo dallo scorso 1° gennaio 2004, ed il correttivo di pasqua 2005.


Nei giorni scorsi si era fatta strada l’ipotesi che la retrodatazione delle correzioni fosse disposta unicamente per le misure a vantaggio del contribuente; di diversa opinione il Senatore Maurizio Leo – Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera – il quale ha espresso dubbi circa la complessità operativa tale questa scelta comporterebbe, indicando la strada di rendere operative tutte le disposizioni di correzione unicamente dal 1° gennaio 2005 con la sola, ed ovvia esclusione, delle norme di coordinamento realmente necessarie per l’anno di imposta 2004 tra le quali possiamo annoverare con ogni probabilità le disposizioni relative ad associazione in partecipazione e consolidato nonché le disposizioni di coordinamento in materia di ritenute.


Lo scorso 18 marzo il Governo ha licenziato uno schema di decreto correttivo contenente alcune novità:


Trasparenza.


Gli utili e le plusvalenze derivanti da partecipazioni possedute da Società a responsabilità limitata con ristretta compagine sociale, che abbiano optato per il regime di tassazione per trasparenza, potranno beneficiare della riduzione al 40% dell’imponibile salvo che abbiano i requisiti per l’esenzione.


Saranno ridotti a 5 (in precedenza 10) gli anni da monitorare per il calcolo del requisito.


Nonostante sia da escludere una riapertura dei termini l provvedimento propone la eliminazione della causa ostativa relativa al possesso della c.d. “partecipazione esente”, aumentando di fatto la possibile platea di fruitori di questo regime agevolato.


Consolidato


E’ prevista la riduzione da 10 a 5  degli anni sui quali verificare le condizioni di cui all’articolo 128 TUIR per effettuare il riallineamento tra valori fiscali e valori civili, comportando una notevole semplificazione se non altro in termini di reperibilità delle informazioni.


Oltre alle cessioni di beni sono ora da considerare operazioni potenzialmente elusive le prestazioni di servizi effettuate tra i soggetti infra-gruppo ammessi al consolidato andando così ad integrare e modificare l’articolo 37 bis del DPR 600/1973.


In caso di uscita dal regime di tassazione di gruppo il riporto delle eventuali eccedenze non si materializzerà in capo al consolidante ma in capo alla soggetto che effettivamente ha prodotto il reddito all’estero.


Per quanto attiene il consolidato fiscale sarà applicabile con effetto retroattivo all’esercizio 2004 la norma antielusiva in materia di cessioni in regime di neutralità infra-gruppo.


Per quanto attiene gli obblighi connessi con la determinazione dell’imponibile di gruppo e con gli obblighi tributari che ne derivano, il correttivo riscrive interamente i primi due commi dell’articolo 127 TUIR in funzione di raccordare al principio dall’unica base imponibile (quella espressa nel quadro CNM dei nuovi modelli) le norme in termini di accertamento in capo alla controllante; Qualche dubbio è stato espresso in merito circa la soggettività dell’attività di controllo ex-articolo 36 ter del DPR 600 e più precisamente per la nuova regola che vuole la controllata responsabile in solido con la controllante per le eventuali maggiori imposte accertate in relazione al proprio reddito e per le eventuali maggiori somme dovute a seguito di controlli ex-artt 36-bis e 36-ter.


A partire dall’esercizio 2005, fermo restando il potere in capo agli uffici delle imposte di accertare sia controllata che controllante, si avranno le liquidazioni d’imposta complessivamente a livello di gruppo, pur rimanendo ovviamente la controllata responsabile in solido con la controllante per l’oblazione.


Associazioni in partecipazione


Nel decreto correttivo è stato eliminato il riferimento temporale utilizzato al fine di considerare qualificata o meno l’associazione in partecipazione con apporto di capitale.


Si metteranno ora a confronto patrimonio contabile dell’associante e apporto dell’associato con riferimento alla data dell’ultimo bilancio approvato, semplificando il raffronto alla rapporto del 25%.


L’obbligo di operare la ritenuta sui contratti d’associazione in partecipazione con apporto di capitale è stato esteso anche agli associanti società di persone e ditte individuali


In presenza di abbattimento del costo fiscale della partecipazione, con conseguente emersione di eccedenza imponibile, l’incombenza di comunicare l’importo di riferimento ove operare il prelievo definitivo competerà al socio.


Rimane fissata al 12,50% la ritenuta applicabile ai rapporti non qualificati, mentre concorreranno alla formazione del reddito, se pur per il 40%, i proventi derivanti da rapporti di partecipazione qualificata.


Participation exemption.


L’istituto della partecipazione esente diventa estensibile anche nei casi di assegnazione a soci di strumenti finanziari per finalità estranee all’esercizio di impresa.


Si avrà sempre plusvalore per le operazioni di recesso, liquidazione o comunque riduzione di capitale che comportino una restituzione di capitale eccedente il costo della partecipazione.


Di nuova introduzione è la regola che la minusvalenza generata in caso di cessione di partecipazione priva dei requisiti di esenzione non sia deducibile oltre quanto ecceda la somma dei dividendi realmente percepiti nell’esercizio di cessione ed in quello precedente.


Non sono operate modifiche alla previsione della esenzione totale in presenza dei requisiti di legge


Le previsioni citate sono di chiara portata antielusiva e mirano, in concreto, ad evitare cessioni di partecipazioni realizzando minusvalenze dopo aver “pulito” gli utili con la tassazione al 5%.


Dividendi e paesi in “black list”.


I dividendi provenienti da società non quotate residenti in paesi a fiscalità privilegiata individuati nella c.d. “black-list” divengono tassabili al 100% in UNICO.


Si prevede una ritenuta del 12,5% a titolo di acconto per utili da partecipazioni


La presunzione è di tipo relativo ed il contribuente avrà la facoltà di dimostrare mediante regolare interpello che la localizzazione del reddito nel paradiso fiscale non è intervenuta per fini elusivi e mirati al risparmio di imposta.


Tale norma dovrebbe entrare a regime a metà strada tra i due periodi d’imposta (2004 e 2005) e precisamente alla data di pubblicazione del decreto correttivo


Imposte differite e riserva legale nel conteggio del vincolo patrimoniale


L’articolo 109 nella sua forma originaria disponeva che la somma delle riserve di patrimonio netto ed utili di esercizio rimanenti portati a nuovo non sia inferiore alla eccedenza degli ammortamenti, delle rettifiche di valore e degli accantonamenti dedotti rispetto a quelli imputati a conto economico, al netto del fondo imposte differite correlato agli importi dedotti.


La prima modifica introdotta riguarda la riserva legale che entra ora far parte della somma del patrimonio netto.


La seconda modifica riferisce sempre al patrimonio netto che deve essere ora aumentato delle imposte differite corrispondenti all’ammontare distribuito.


Le modifiche sono da leggersi nel senso di rendere più ferreo il vincolo con le riserve rimanenti dopo la distribuzione mediante ripresa a tassazione, in caso di distribuzione eccedente, dell’importo incrementato riferibile alle imposte differite.


E’ ovvio attendersi che la ripresa a tassazione sarà da conteggiarsi nell’esercizio di distribuzione e non in quello di formazione.


 


(Il presente articolo è stato scritto il 15 marzo 2005)


 


 


 


 
































TITOLO I – Modifiche al Testo unico delle imposte sui redditi


CAPO I – Imposta sul reddito delle persone fisiche


art. 1 – Redditi di capitale
art. 2 –  Redditi diversi


CAPO II – Imposta sul reddito delle società


art. 3 – Determinazione della base imponibile
art. 4 – Opzione per la trasparenza fiscale
art. 5 – Consolidato nazionale
art. 6 – Consolidato mondiale
art. 7 – Determinazione della base imponibile di alcune imprese marittime
art. 9 – Operazioni straordinarie


CAPO III – Disposizioni varie


Art. 10 – Terreni e fabbricati soggetti a regimi vincolistici


TITOLO II – Altre disposizioni


CAPO I – Ritenute alla fonte


art. 11 – Ritenute sui dividendi


CAPO II – Disciplina dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri redditi


art. 12 – Imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri redditi diversi
art. 13 – Imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio


CAPO III – Disposizioni in materia di imposta regionale sulle attività produttive


art. 14 – Disposizioni in materia di determinazione del valore della produzione netta


TITOLO III – disposizioni di coordinamento, transitorie e finali


 


art. 15 – Norme di coordinamento
art. 16 – Entrata in vigore.


 


 


 


 


 


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