Il collegio sindacale tra vecchia e nuova disciplina


 


 


La riforma societaria ha introdotto rilevanti novità sulla disciplina dei controlli. Prima della riforma l’unico organo di controllo nelle società era costituito dal collegio sindacale, composto da tre o cinque membri effettivi e due supplenti.


Il compito del collegio sindacale, a mente dell’art. 2403, era quello di:


a)      Controllare l’amministrazione della società;


b)      Vigilare sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo;


c)      Accertare la regolare tenuta della contabilità sociale.


Il collegio doveva riunirsi almeno ogni trimestre per accertare la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociale o ricevuti dalla società in pegno, cauzione o custodia.


Ogni sindaco poteva in qualsiasi momento procedere anche individualmente ad atti d’ispezione e di controllo, ivi compreso la richiesta agli amministratori di notizie circa l’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.


Delle attività del collegio sindacale veniva steso, a cura degli stessi sindaci,  un verbale che veniva raccolto in un libro detto appunto del collegio sindacale.


Il legislatore della riforma delle società , d. lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, ha sottratto il controllo contabile al collegio sindacale attribuendolo ad un revisore o una società di revisione.


Il collegio sindacale conserva la funzione del controllo contabile, in aggiunta ai nuovi compiti che gli sono propri, solo nelle s.p.a. , nelle società in accomandita per azioni, nelle cooperative e nelle s.r.l. , che hanno scelto un sistema di governance tradizionale e  che non fanno  ricorso al mercato del capitale di rischio e/o  non siano tenute alla redazione  del bilancio consolidato e che scelgono di dotarsi di  tale organo per queste funzioni  inserendo espressamente questa previsione nello statuto della società.


Quando al collegio sindacale vengono attribuiti anche compiti di controllo contabile i suoi componenti debbono essere scelti solo tra i  revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia, diversamente e cioè nei “novellati” collegi sindacali ex art. 2403 c.c. quelli per intenderci che sono affiancati per il controllo contabile da un revisore contabile ovvero da una società di revisione ,  solo un membro effettivo su tre  componenti e un supplente su due devono essere iscritti presso il Ministero di Giustizia . I restanti due sindaci effettivi e il sindaco supplente , se non iscritti nell’albo dei revisori contabili possono essere scelti:


a)      negli iscritti degli albi professionali dei ragionieri, dei dottori commercialisti, degli avvocati;


b)      tra professori universitari di ruolo titolari di cattedre in materie giuridiche ed economiche.


In questo momento in Italia il modello più diffuso di controllo contabile sembra essere quello in cui il collegio sindacale svolge anche  funzioni di controllo contabile.


Il D.Lgs. 17 gennaio 2003n n.6 ( Riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative) , dispone che i sindaci siano nominati per la prima volta nell’atto costitutivo e successivamente dall’assemblea, che ne nomina anche il presidente (art.2398) Il novellato art. 2399 del c.c. dispone l’incompatibilità della carica di sindaco per:


a)      l’interdetto, l’inabilitato, il fallito;


b)      chi è stato condannato ad una pena che comporta l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi;


c)      il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società e delle


      società ad essa riconducibili ;


d)      coloro che sono legati alla società da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza.


      e)   quei sindaci che subiscano la cancellazione o la sospensione dall’albo dei revisori contabili.


 


I componenti del collegio sindacale restano in carica per tre esercizi e ,se non rinnovato per un altro triennio, il loro mandato scade nel giorno in cui è convocata l’assemblea dei soci della società per deliberare  l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dalla data della accettazione della carica.


Se da esempio il collegio sindacale è stato nominato il 20 luglio del 2004 il suo mandato andrà a scadere il 30 aprile del 2007, o  al più, entro il maggior termine per l’approvazione del bilancio e quindi al 30 giugno 2007. se l’esercizio coincide con l’anno solare.


I sindaci restano in carica fino a quando non si è insediato il nuovo collegio sindacale.


I sindaci possono essere revocati solo per giusta causa. La nomina dei sindaci e la loro cessazione dall’Ufficio vanno iscritte entro trenta giorni nel registro delle imprese a cura degli amministratori.


In caso di morte, di rinuncia o di decadenza di un sindaco , subentrano i supplenti in ordine di età.


I sindaci così nominati durano in carica fino alla prossima assemblea dei soci che dovrà nominare i sindaci effettivi e supplenti necessari per l’integrazione del collegio.


La retribuzione annuale dei sindaci, se non è stabilita nello statuto , deve essere determinata dall’assemblea dei soci all’atto della loro nomina per l’intero periodo di durata del loro ufficio.


L’assemblea dei soci evidentemente andrà a quantificare il compenso dei sindaci facendo riferimento alle tariffe professionali dei dottori e dei ragionieri commercialisti , atteso che ad oggi il Ministero della Giustizia non ha ancora licenziato il Regolamento per la determinazione del corrispettivo dei revisori contabili ( ex art.13 D.Lgs.88/1992) .


 


aprile 2005


                                                                                             dr. Marcello Mazza


                                                                                         


commercialista in Lucera


studio.mazza@tiscali.it



 


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