Una guida per i curatori fallimentari: tutti gli adempimenti previsti dalla Legge Fallimentare (terza parte)

FASE CONCLUSIVA







LA PRASSI





controllare attentamente che tutti i beni siano stati venduti, non ci siano crediti da riscuotere (eventualmente cederli e abbandonare quelli inesigibili) ed altri rapporti ancora da definire

richiedere il “Campione Civile” alla competente cancelleria

previa autorizzazione del G.D., pagare il “Campione Civile” (art. 91 L.F. ). Il pagamento avviene con modello F23 presso il Concessionario o una qualsiasi Banca (Dopo aver effettuato il pagamento, depositare la ricevuta in cancelleria)

formare il rendiconto della gestione (art. 116 L.F.)

presentare in cancelleria il rendiconto della gestione con la richiesta al G.D. di fissazione dell’udienza nel corso della quale gli interessati possono presentare le loro osservazioni (art. 116 L.F.)

comunicare ai creditori (ivi compresi quelli tardivi ammessi) ed al fallito, con raccomandata A.R., il deposito del rendiconto e la fissazione dell’udienza per l’approvazione (art. 116 L.F.) nonché i creditori ammessi successivamente alla chiusura della verifica dello stato passivo (per domande tardive, accoglimento di opposizioni, revocazione di crediti ammessi, correzioni di errori materiali)

(Ricordarsi che quando si scrive al fallito, per evitare che la lettera ritorni al Curatore, è necessario prendere contatto con l’Ufficio Postale oppure scrivere sulla busta “Da recapitare al fallito – Scrive il Curatore” seguito da timbro e firma)

all’udienza: redigere il verbale (modulo in cancelleria) allegandovi la distinta delle raccomandate

dopo l’approvazione del rendiconto, chiedere la liquidazione del compenso (art. 117 L.F.)

predisporre il piano di riparto finale, chiedere il parere al comitato dei creditori e presentarlo in cancelleria (art. 110 e 117 L.F.)

dopo che il G.D. ne ha ordinato il deposito, avvisare, per raccomandata a.r., tutti i creditori

decorsi i termini di legge, chiedere al G.D. di dichiarare esecutivo il piano di riparto (depositare in cancelleria il mandato di pagamento con gli importi da ripartire e le distinte delle raccomandate) ed eseguire i pagamenti (assegni circolari non trasferibili, bonifici, ecc)

(attenzione: particolari pagamenti come i tributi (es: IVA) devono essere effettuati secondo modalità specifiche (modello F23 o F24) e non deve essere inviato l’assegno circolare in quanto, essendo stati aboliti i servizi di cassa, gli Uffici non sono in grado di incassare quanto ricevuto che pertanto verrà restituito al curatore)

(si ricorda che, per le procedure in corso al 29.11.97, il pagamento delle imposte dirette e/o dell’IVA entro 30 giorni dalla esecutività del piano di riparto rende inapplicabile la sanzione altrimenti dovuta per omesso o ritardato versamento di tali tributi (art. 6 bis, Legge 410/97)

fare istanza al G.D. per il deposito presso l’istituto di credito già designato, su libretti di deposito nominativi, delle somme dovute ai creditori irreperibili e sospesi (art. 117 L.F.) (concordare il tasso di interesse)

fare istanza per la chiusura della procedura da parte del Tribunale (art. 119 L.F.)

pubblicizzare il decreto di chiusura ai sensi dell’art. 17 (art. 119 L.F)

ADEMPIMENTI FISCALI

entro 30 giorni dalla chiusura, presentare dichiarazione di cessazione ai fini IVA (Art. 35 DPR 633/72) (se non fatto in precedenza)

registrare le note di variazione IVA che i cedenti/prestatori possono emettere a partire dalla esecutività del piano di riparto finale, semprechè il Curatore sia ancora in carica e nel frattempo non sia stata presentata la dichiarazione di cessazione. Dare comunicazione all’Ufficio IVA delle note di variazione ricevute

entro 10 mesi dalla chiusura, presentare dichiarazione dei redditi per il periodo fallimentare (data di inizio – data di chiusura) (art 5 – 4° comma – DPR 322/98). Presentare la dichiarazione IRAP solo se vi è stato esercizio provvisorio

in caso di fallimento di un’impresa individuale o di una società di persone, spedire copia della dichiarazione all’imprenditore ed ai soci

l’anno successivo alla chiusura, nei termini ordinari, presentare la dichiarazione annuale IVA (art. 74/bis DPR 633/72

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