LE SCRITTURE CONTABILI: RELATIVE FORMALITA’ PER LA TENUTA

  Le scritture contabili rivestono una importanza notevole sia ai fini degli adempimenti previsti dal codice civile per gli imprenditori sia ai fini della determinazione del reddito imponibile delle imprese e società commerciali nonché di esercenti arti e professioni. Dopo che era stato eliminato l’obbligo di vidimazione annuale del libro giornale e del libro degli […]

 


Le scritture contabili rivestono una importanza notevole sia ai fini degli adempimenti previsti dal codice civile per gli imprenditori sia ai fini della determinazione del reddito imponibile delle imprese e società commerciali nonché di esercenti arti e professioni.


Dopo che era stato eliminato l’obbligo di vidimazione annuale del libro giornale e del libro degli inventari,  è stata per ultimo soppressa anche la bollatura iniziale dei libri contabili.


Il precedente intervento si era reso possibile con la modifica degli articoli 2216 e 2217 del codice civile disposta dall’articolo 7-bis, commi 1 e 2 del decreto legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito dalla legge 8 agosto 1994, n. 489.


Mentre in seguito, l’articolo 8 della Legge n. 383 del 18 dicembre 2001 ha, quindi, introdotto modifiche al codice civile e ad alcune disposizioni tributarie in materia di scritture contabili volte a sopprimere l’obbligo della bollatura del libro giornale, di quello degli inventari e dei registri obbligatori ai fini delle imposte dirette e dell’imposta sul valore aggiunto. E’ rimasta soltanto la formalità di numerazione progressiva delle pagine.


Inoltre, il comma 1, mediante la sostituzione dell’articolo 2215 del codice civile, ha disposto la soppressione dell’obbligo della bollatura e della vidimazione del libro giornale e del libro degli inventari. Tuttavia, sono rimasti esclusi da tale norma i libri sociali obbligatori previsti dall’articolo 2421 del codice civile (libro dei soci, libro delle obbligazioni, libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione, libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale, libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo, libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti) ed ogni altro libro o registro per i quali l’obbligo della bollatura è previsto da norme speciali.


Peraltro, i commi 2 e 3 del medesimo articolo 8, hanno arrecato modifiche all’art. 39 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e all’art. 22 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, estendendo l’eliminazione dell’obbligo della bollatura ai registri previsti dalle norme fiscali. Anche se per tali registri è rimasto pure confermato l’obbligo della numerazione progressiva delle pagine che li compongono.


Pertanto, con la Legge 18 ottobre 2001 n. 383 e anche con il D.P.R. n. 435 del 7 dicembre 2001 sono state introdotte delle notevoli semplificazioni nel sistema tributario italiano. L’abolizione delle vidimazioni ha avuto effetto dal 25 ottobre 2001.


Legge 18 ottobre 2001 n. 383


Dal 25 ottobre 2001, secondo quanto disposto dall’art. 8, della Legge n. 383/2001, é stato, quindi,  abrogato l’obbligo di vidimazione iniziale per il libro giornale, per il libro degli inventari e per i registri obbligatori ai fini delle imposte dirette e dell’IVA. Attualmente, quindi, per questi libri, l’unico obbligo formale rimasto é quello di provvedere alla numerazione progressiva delle pagine, anche in corso di stampa.


 


Libri non più soggetti a vidimazione






Non sono più soggetto a vidimazione iniziale, tra l’altro:


1) libro giornale


2) libro inventari


3) registri obbligatori ai fini delle imposte dirette:


  registro cronologico


– libro cespiti ammortizzabili


4) registri obbligatori ai fini dell’IVA:


– registro IVA delle fatture emesse


– registro IVA dei corrispettivi


– registro IVA degli acquisti


– registro di carico stampati fiscali


– registro delle dichiarazioni d’intento


 


 


Libri ancora soggetti a vidimazione


 






 


L’obbligo é rimasto soltanto per i libri sociali obbligatori previsti dall’art. 2421 del Codice Civile.


1) libri sociali obbligatori previsti dall’art. 2421 del codice civile


     – libro dei soci,


       libro delle obbligazioni,


     – libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee,


     – libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione,


     – libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale,


       libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo,


   – libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti


2) ed ogni altro libro o registro per i quali l’obbligo della bollatura é previsto da norme speciali


 


 


Oltre ai libri sociali di cui all’art. 2421 del Codice Civile, devono continuare ad essere vidimati, inizialmente, tutti i libri per i quali l’obbligo della bollatura è previsto da leggi speciali. A tale proposito la circolare n. 104/E dell’11 dicembre 2001 ha chiarito che l’art. 8 della L. n. 383/2001 non ha eliminato l’obbligo di vidimazione del registro di carico e scarico dei rifiuti. Detti registri, ed ogni altro registro non di tipo contabile per il quale una legge speciale preveda la bollatura a cura del soppresso ufficio del registro non sono interessati dalle semplificazioni previste dalla L. n. 308/2001 e pertanto continuano ad essere vidimati.


I libri per i quali non vige più l’obbligo della vidimazione iniziale devono essere numerati progressivamente da parte dello stesso contribuente; non occorre più, quindi, recarsi presso un notaio o presso l’ufficio del registro delle imprese.


In caso di riproduzione sul cartaceo, la numerazione delle pagine può anche essere attribuita durante la fase di stampa poiché non é richiesto di indicare preventivamente il numero di pagine di cui é composto il libro contabile. Peraltro, svariati software sono stati adeguati (o lo saranno) proprio per permettere la contemporanea stampa del contenuto sostanziale del libro e del numero di pagina. E’ finita, quindi, l’epoca in cui l’azienda era tenuta ad inserire nella stampante, i tabulati, prima per stampare i numeri progressivi di pagina e poi nuovamente per stampare i movimenti del periodo (mese, trimestre, ecc.).


 


 


Imposta di bollo


Per il libro giornale e per quello inventari, nel momento in cui essi sono istituiti occorre assolvere l’imposta di bollo che é legata al numero di pagine che compongono il libro stesso. Occorre premettere che se il libro giornale dovesse superare il numero di pagine per le quali é stata assolta l’imposta di bollo,  si commetterebbe, comunque, soltanto una semplice irregolarità relativa a detta imposta che non ne invaliderebbe la valenza civilistica e fiscale.


Poiché l’art. 8 della Legge n. 383/2001 ha, salvo casi previsti da leggi particolari, eliminato dalle competenze degli uffici delle entrate quella di procedere alle vidimazioni iniziali dei registri, i contribuenti che desiderassero ottenere una vidimazione facoltativa e volontaria dei registri fiscali devono necessariamente rivolgersi ai notai o agli uffici del registro delle imprese.


Con il comma 4 dell’art. 8 della Legge n. 383/2001 (e con modifiche successive) l’imposta di bollo relativa al libro giornale e al libro degli inventari é stata maggiorata da 11,00 euro a 22,00 euro per ogni 100 pagine o frazione di 100 pagine. L’aumento non riguarda le società di capitali che assolvono in modo forfetario la tassa sulle concessioni governative ai sensi dell’art. 23 della tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641. 


La tassa prescinde dal numero dei libri o registri tenuti e delle relative pagine ed é pari a 309,87 euro (ex lire 600 mila) per le società il cui capitale o fondo di dotazione non superi i 516.456,90 euro (un miliardo di vecchie lire), mentre é pari a 516,46 euro (un milione di lire) per quelle che superano detto importo. Il tributo deve essere poi corrisposto entro il 16 marzo di ciascun anno utilizzando la delega unificata di pagamento (modello F24) ed indicando il codice tributo  “7085 – tassa annuale vidimazione libri sociali” e il periodo di riferimento nella forma “AAAA”.


Per i soggetti diversi dalle società, l’incremento dell’imposta di bollo va, dunque, a bilanciare la soppressione della TCG di 67,00 euro (ex 51,65 euro),  per ogni 500 pagine, che era dovuta per la vidimazione di ogni nuovo libro giornale o degli inventari.


L’imposta di bollo deve essere assolta prima che il registro sia posto in uso, ossia prima di effettuare le annotazioni sulla prima pagina.


Essa può essere pagata o mediante marche o bollo a punzone oppure mediante modello F23 da pagare presso gli sportelli bancari, postali e dei concessionari del servizio di riscossione dei tributi. Per il caso in cui il pagamento sia effettuato mediante il modello F23, la circolare n. 104/E del 11/12/2001, ha precisato che «gli estremi della relativa ricevuta di pagamento devono essere riportati sulla prima pagina di ciascun libro o registro».


Inoltre, con la risoluzione n. 174/E del 31 ottobre 2001 è stato istituito il relativo codice tributo 458T, denominato «imposta di bollo su libri e registri» da inserire nel citato modello.


Per quanto concerne le marche, la risoluzione del 12/03/2002 n. 85 ha specificato che il contribuente può  apporre le marche o il bollo a punzone non solo sulla prima pagina numerata, o sulla prima pagina numerata di ogni blocco di cento, ma anche sull’ultima pagina di ciascun blocco di cento, purché l’imposta di bollo sia assolta prima che il libro sia posto in uso, ossia prima di effettuare le annotazioni sulla prima pagina numerata di ciascun blocco di cento pagine


 


 


 


 


Questa la sintesi  per l’applicazione dell’imposta di bollo,  sia in relazione al soggetto, sia in relazione al tipo di libro:


 

































Libro o registro


Imposta di bollo


Libro giornale e libro degli inventari tenuti da imprenditori individuali o da società di persone


 Euro 22,00 ogni 100 pagine o frazione


Libro giornale e libro degli inventari tenuti da società di capitali (S.r.l.; S.p.A; Società in accomandita per azioni e così via)


 Euro 11,00 ogni 100 pagine o frazione


Libro giornale e degli inventari tenuti dalle società cooperative ed in generale da ogni altro soggetto che non sconta la tassa di CC.GG. (€ 309,87 o € 516,46)  di cui all’art.23 della tariffa allegata  al D.P.R. n. 641/72. Le cooperative edilizie ed i loro consorzi sono esentati dal pagamento dell’imposta di bollo (1)


Euro 22,00 ogni 100 pagine o frazione


Libri sociali e cioè soci, verbali assemblee e così via tenuti dalle società di capitali (S.r.l., S.p.A. etc.)


Euro 11,00  ogni 100 pagine o frazione


Libri sociali tenuti dalle società cooperative -escluse le cooperative edilizie ed i loro consorzi (1)


Euro 11,00  ogni 100 pagine o frazione (2)


Libri sociali eventualmente tenuti dalle società di persone


Euro 11,00  ogni 100 pagine o frazione (3)


Libri soci, del Comitato Direttivo, delle adunenze delle assemblee e così via tenuti da enti associativi


Euro 11,00  ogni 100 pagine o frazione (4)


Libri IVA, libro cronologico degli incassi e dei pagamenti tenuto dai professionisti, libro dei  movimenti finanziari ed in generale ogni altro registro tenuto per finalità esclusivamente fiscali


Esenti (5)


(1) L ’imposta di bollo dovuta in relazione ai registri contabili non è dovuta da tutte le società cooperative. Ai sensi dell’art.66,comma 6 bis, del D.L.30 agosto 1993,n.331, convertito nella legge n.427 del 29 ottobre 1993 le cooperative edilizie di abitazione, ed i loro consorzi disciplinati dai principi della mutualità, ed iscritti nei registri prefettizi o nello schedario generale della cooperazione, sono esentate dal pagamento di questa imposta


(2) Anche se le società cooperative non sono soggette al pagamento della tassa di CC.GG. (€ 309,87 o € 516,46) di cui all’art.23 della Tariffa allegata al D.P.R. n.641/1972 l’imposta di bollo è dovuta nella misura di € 11,00 anziché € 22,00 in quanto i libri sociali non sono compresi nell ’art. 2214 bensì nell’art. 2421 c.c.. Le cooperative edilizie, invece, sono esenti (cfr. nota 1);


(3) si tratta dei libri sociali che le società di persone potrebbero facoltativamente istituire. Per la misura dell’imposta di bollo (€ 11,00) valgono le medesime considerazioni indicate nella nota precedente;


(4) valgono le stesse considerazioni indicate nelle due note precedenti;


(5) come previsto espressamente dagli artt.39 del D.P.R. n. 633/72 e 22 del D.P.R. n. 600/73 i registri fiscali devono essere progressivamente numerati in ogni pagina (non più bollati) in esenzione dall’imposta di bollo.


 


L’aumento del bollo non riguarda, però, i libri sociali non rientrando, questi ultimi, nell’art. 2214 del Codice civile. Questi libri continueranno a scontare il tributo nella misura di Euro 11,00.


L’Agenzia delle Entrate, appurato le materiali difficoltà in cui possono venire a trovarsi i contribuenti nel determinare preventivamente l’imposta di bollo, in maniera particolare quando le pagine vengono numerate durante la fase di stampa, ha chiarito che è possibile integrare, durante l’anno, l’imposta di bollo già assolta, qualora il numero delle pagine da stampare sia superiore a 100. L’imprenditore che ad esempio deve continuare ad utilizzare il registro dopo le prime 100 pagine dovrà nuovamente assolvere in via preventiva l’imposta di bollo. In questo caso le ulteriori marche dovranno essere apposte sulla prima pagina del successivo blocco da 100 e, quindi, direttamente sulla pagina 101.


La numerazione delle pagine non può essere illimitata per l’intera vita dell’impresa (così come poteva avvenire in precedenza), Infatti, all’inizio di ciascun anno la numerazione delle pagine deve essere azzerata per ripartire da uno con l’indicazione progressiva dei numeri successivi, ciascuno dei quali preceduto dall’indicazione dell’anno.


Con la risoluzione n. 85, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, ulteriormente, come l’obbligo di apporre le marche da bollo sull’ultima pagina del registro, sussista solo nel caso della bollatura facoltativa, ove il notaio o l’ufficio del registro delle imprese dichiara il numero delle pagine che compongono il registro stesso.


Circa le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo per il libro giornale e il libro degli inventari mediante apposizione di marche, con la citata risoluzione n. 85 del 2002 l’Agenzia ha chiarito che l’imposta di bollo va assolta sulle pagine effettivamente utilizzate. Per cui,  le marche vanno applicate ogni 100 pagine – oppure frazione o multipli di cento – effettivamente utilizzate, indipendentemente dall’anno cui si riferisce la numerazione progressiva. Nell’ipotesi in cui il libro giornale recante le scritture dell’anno 2002 termini alla pagina numero 2002/85, l’imposta di bollo, assolta a mezzo marche applicate sulla pagina 2002/1, è ritenuta assolta anche per le prime quindici pagine dell’anno 2003. Pertanto, in base all’esempio, le nuove marche andranno applicate sulla pagina 2003/16, ossia sulla 101° pagina del libro giornale. In definitiva, in tale evenienza, a parere delle Entrate, contano le pagine materialmente stampate.


 


 


(per ulteriori apprendimenti si rinvia al libro compendio imposte indirette, in file distribuito dal sito https://www.commercialistatelematico.com, di Vincenzo D’Andò)


 


 


marzo 2005

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