Accertamenti e segreto bancario dopo la Finanziaria 2005

  a cura di Fabrizio Fava  www.favaconsulting.net   info@favaconsulting.net   Premesso che la mancata presentazione delle dichiarazioni di definizione per il concordato, per l’integrativa semplice o per il condono tombale ha determinato la proroga biennale degli accertamenti e quindi con dichiarazione regolarmente presentata, può essere accertato entro il 31 dicembre 2005 l’ormai lontano periodo di imposta 1998 […]

 


a cura di Fabrizio Fava 


www.favaconsulting.net   info@favaconsulting.net


 


Premesso che la mancata presentazione delle dichiarazioni di definizione per il concordato, per l’integrativa semplice o per il condono tombale ha determinato la proroga biennale degli accertamenti e quindi con dichiarazione regolarmente presentata, può essere accertato entro il 31 dicembre 2005 l’ormai lontano periodo di imposta 1998 (anche il 1997 ai fini del reddito)merita una particolare attenzione il tema degli accertamenti bancari che già a rischio in precedenza, ora con la Legge n.311/04 può davvero risultare un’arma da utilizzare indiscriminatamente avverso coloro che il più delle volte con leggerezza effettuano operazioni banca-


rie senza nulla voler nascondere al Fisco.


L’Amministrazione Finanziaria, ha già sottolineato che  le disposizioni introdotte con la L.Finanziaria sono entrate in vigore 2005 eccetto quelle relative le richieste e risposte che possono essere effettuate soltanto in via telematica e quindi con la decorrenza del 1 luglio 2005.


La recente normativa più volte commentata riguardo i prelievi dei lavoratori autonomi, ove l’amministrazione finanziaria può considerare reddito imponibile i prelievi e gli altri importi riscossi se il contribuente non indica il soggetto beneficiario e non vi è corrispondenza con le scritture contabili, trova una sua radicale trasformazione nelle metodologie e nell’ambito oggettivo, stante che la modifica soggettiva principale riguarda essenzialmente i liberi professionisti.


Dibattuta da anni è infatti la questione degli accertamenti basati appunto sui dati bancari, ove generalmente in sede di verifica soprattutto ad opera della G.di F., versamenti e prelevamenti vengono ricollegati ad operazioni imponibili, stante l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente che deve egli dimostrare che tali operazioni si riferivano a semplici movimentazioni finanziarie non suscettibili quindi a tassazione.


E’ un argomento molto delicato in quanto se pur la presunzione posta a base per l’accertamento può essere semplice ma anche  precisa,grave e concordante, spesso accade che non potendo il contribente dimostrare l’effettiva natura del movimento patrimoniale gli Organi preposti al controllo ritengano tali somme soggette a tassazione; peraltro, mentre il previgente art. 32, comma 2 del D.p.r. n. 600/73 prevedeva il termine di giorni 60 le richieste dovevano essere evase dagli Istituti (con ulteriore proroga di 60 giorni dalla data di notifica del provvedimento per la richiesta di ulteriori dati e notizie di carattere specifico) e con una proroga massima motivata di ulteriori 30 giorni , il novellato articolo 32 stabilisce che il termine massimo prorogabile è di 20 giorni.


Un lasso di tempo quindi ove i destinatari delle richieste fiscali ( ora Banche, Poste Italiane, Intermediari Finanziari, Imprese di Investimento, Organismi di investimento collettivo del risparmio, Società di gestione del risparmio, Società fiduciarie) ed il contribuente devono essere in grado di documentare, esibire, delucidare e giustificare.


Le modifiche più rilevanti oltretutto riguardano anche l’estensione delle operazioni soggette a controllo, infatti con la nuova normativa l’A.F. potrà richiedere documenti,dati e notizie che riguardino qualsiasi rapporto intrattenuto ed operazione effettuati nello sportello fuori conto e da parte di non correntisti.


Non si obbietta sulla trasparenza che il Fisco richiede, poiché chi nulla ha da nascondere nulla ha da temere, ma sulle implicazioni pratiche che potrebbero coninvolgere, ripetiamo, soggetti che magari per dimenticanza potrebbero non registrare o non ricordare, semplici operazioni finanziarie riconducibili invece in operazioni soggette a tassazione.


E’ pur vero infatti che se sono a maggior rischio di accertamento alcune tipologie di contribuenti (destinatari di benefici ed incentivi fiscali, soggetti a segnalazione qualificata, imprese che hanno effettuato operazioni con soggetti domiciliati in stati con regime fiscali privilegiato e fuori dalla U.E., etc..) questa metodologia di accertamento non è da escludere a priori, anzi verrà verosimilmente intensificata.


La Giurisprudenza prima dell’entrata in vigore della nuova Legge Finanziaria (escludendo i casi formali di regolare acquisizione dei dati) ha fortunatamente riconosciuto la necessità anche da parte della Amministrazione Finanziaria di fornire idonee prove a valere sulla tesi movimento patrimoniale = reddito :


 


         Commissione Tributaria Regionale di Trieste (Sentenza n. 65/2000), ove si considera che le rettifiche basate su documentazione bancaria  acquisista in sede di verifica dalla G.di F. e fatte proprie dalla A.F. senza nemmeno richiedere spiegazioni al contribuente in contradditorio, sono da considerarsi semplici indizi.


 


         Commissione Tributaria Regionale per il Piemonte (Sentenza n. 55/34/02 dell’aprile 2003, ove si afferma il principio che le movimentazioni in denaro nei conti personali di soci ed amminsitratori di una società accertata non sono sufficienti a provare l’esistenza di acquisti e cessioni in nero e le stesse dichiarazioni rese dai contribuenti vanno comunque supportate da una verifica probatoria da parte dell’Ufficio potendo così costuire elementi in grado di giustificare l’accertamento.


 


 


In conclusione per quanto possano essere importanti le Sentenze sopra citate, è bene precisare che la Giurisprudenza è contrastante ed anzi dopo l’entrata in vigore della nuova normativa sarà probabile un orientamento del tutto sfavorevole al contribuente che dovrà peranto porre particolare attenzione alle movimentazioni patrimoniali, indicandole con precisione se del caso nelle proprie scritture contabili.


 


 


Dott.Fabrizio Fava


Segretario Nazionale Associazione Nazionale Italiana Difensori Tributariwww.difensoritributari.org


marzo 2005.


 

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