Il CUD 2005

COME SI LEGGE E SI REDIGE LA PARTE FISCALE DEL


MODELLO CUD 2005 PER L’ANNO 2004


(modello e istruzioni).


 


Anche quest’anno l’Agenzia delle Entrate ha predisposto e pubblicato un nuovo modello CUD, da utilizzare per certificare i redditi da pensione, da lavoro dipendente e assimilati corrisposti nell’anno 2004, nonchè in quelli successivi fino all’approvazione di un eventuale nuovo schema di certificazione.


Vediamo quindi di esaminarne la composizione, per quanto riguarda l’aspetto fiscale, e di evidenziarne le differenze rispetto a quello dell’anno precedente (su cui si rinvia a questo articolo).


Il CUD va consegnato entro il 15 marzo 2005 in duplice copia al contribuente (pensionato o dipendente) dal datore di lavoro o dall’Ente erogante la pensione (in questo articolo, li accomuneremo sotto il nome di “datore di lavoro”). In caso di cessazione del rapporto di lavoro, e se l’interessato ne fa richiesta, va invece consegnato entro dodici giorni dalla stessa.


Il CUD è compilato esponendo i dati in centesimi, seguendo le ordinarie regole di arrotondamento per la terza cifra decimale.


Una delle novità di quest’anno è che le informazioni contenute nelle “Annotazioni” sono contrassegnate da un numero identificativo, desumibile dalla tabella allegata alle istruzioni. Resta fermo l’utilizzo di tale campo per qualsiasi altra informazione che il datore di lavoro intenda fornire al dipendente.


 


DATI RELATIVI AL DATORE DI LAVORO, ENTE PENSIONISTICO O ALTRO SOSTITUTO


In questa sezione sono riportati, oltre ai propri dati identificativi ed al proprio codice fiscale, anche l’indirizzo completo della propria sede, ossia il Comune, la sigla della provincia, il C.A.P., la via, il numero civico, il telefono (preceduto dalla lettera “T”), il fax (preceduto dalla lettera “F”) e l’indirizzo di posta elettronica.


 


PARTE A – DATI GENERALI – DATI RELATIVI AL DIPENDENTE, PENSIONATO O ALTRO PERCETTORE DELLE SOMME


In questa sezione sono riportati nei punti (o, di seguito, anche “campi”) da 1 a 7 il codice fiscale ed i dati anagrafici del contribuente, comprensivi del domicilio fiscale al 31 dicembre 2004 o, se antecedente, alla data di cessazione del rapporto di lavoro.


Nel far questo, occorre tenere in conto che gli effetti delle variazioni di domicilio fiscale decorrono dal 60mo giorno successivo a quello in cui si sono verificate.


Nel punto 8 vanno evidenziati dei codici che possono assumere rilevanza ai fini del riconoscimento della deduzione per contributi o premi versati ad una forma pensionistica complementare e/o individuale:


1 – per i soggetti iscritti entro il 28 aprile 1993 alle forme pensionistiche complementari che risultano istituite alla data di entrata in vigore della legge n. 421 del 23 ottobre 1992 (cosiddetti vecchi iscritti a vecchi fondi);


2 – per i soggetti iscritti alle forme pensionistiche per le quali è stato accertato lo squilibrio finanziario ed approvato il piano di riequilibrio da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.


3 – per i soggetti per i quali non sia stato istituito un fondo di previdenza negoziale (o, sebbene istituito, non sia operante dopo due anni), ovvero nel caso in cui la fonte istitutiva del fondo, sia costituita unicamente da accordi tra lavoratori, o per i soggetti per i quali non è prevista l’erogazione del TFR (ad esempio per i collaboratori coordinati e continuativi);


4 – per i soggetti che in presenza di un fondo di previdenza negoziale non hanno ritenuto di aderirvi, ovvero in caso di fondo negoziale istituito ma non operativo nel biennio.


Tale punto non va compilato se non esiste nessuna delle situazioni precedenti.


Qualora in tale campo sia invece presente il codice A, si rientra nella fattispecie in cui nel corso dell’anno si sono verificate in capo al contribuente più situazioni riconducibili a diversi codici, o una situazione codificata ed altre non codificate, (è il caso, ad esempio, di un contribuente che ha percepito sia un reddito di lavoro dipendente, sia un reddito derivante da collaborazione coordinata e continuativa o comunque altri redditi per i quali non è prevista l’erogazione del TFR); in tal caso, nelle Annotazioni si troverà il codice 1, nonchè ciascuna indicazione con il relativo codice.


            Il campo 9 non è stato previsto.


Passando all’esame dei punti 10, 11 e 12, relativi alla indicazione del “Domicilio fiscale al 31/12/2004 o alla data di cessazione del rapporto di lavoro dipendente”, occorre rifarsi, ai fini dell’individuazione del comune a cui versare l’addizionale comunale, al sito internet: www.finanze.it .


Per i residenti all’estero l’art. 58, comma 2 del D.P.R. 600/73 stabilisce che i contribuenti esteri hanno il domicilio fiscale nel Comune nel quale il reddito italiano si è prodotto, o, se il reddito si è prodotto in più Comuni, nel Comune in cui si è prodotto il reddito più elevato.


I cittadini italiani che risiedono all’estero in forza di un rapporto di servizio con la pubblica Amministrazione, nonché quelli considerati residenti avendo trasferito formalmente la residenza in Paesi aventi un regime fiscale privilegiato indicati dal D.M. 4 maggio 1999, hanno il domicilio fiscale nel Comune di ultima residenza in Italia.


 


Parte B – Dati fiscali


Dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi


In caso di decesso del contribuente, il datore di lavoro deve rilasciare agli eredi la certificazione, relativa al dipendente deceduto, attestante i redditi e le altre somme a lui corrisposte ed indicando nella parte A i dati anagrafici relativi al defunto. Nel caso in cui invece i redditi di competenza del de cuius siano stati corrisposti agli eredi, la certificazione va consegnata agli eredi. In tal caso:


• nella parte A devono essere indicati i dati anagrafici dell’erede;


• l’importo dei redditi erogati all’erede deve essere indicato al punto 1 o al punto 2 della parte B, a seconda del tipo di reddito corrisposto, e quello delle ritenute operate va indicato al successivo punto 12;


• nelle Annotazioni (con il codice 2) devono poi essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici del deceduto e deve essere specificato che trattasi di redditi per i quali l’erede non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione.


Nel punto 1 è indicato il totale dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati per i quali è possibile fruire della deduzione c.d. “no tax area”, e/o delle detrazioni per lavoro dipendente e pensione, al netto degli oneri deducibili dal reddito, (che vanno evidenziati ai punti 25 e 26), e dei contributi previdenziali e assistenziali che non hanno concorso a formare il reddito. Si precisa che l’importo di cui al punto 1 deve essere indicato al lordo della deduzione


c.d. “no tax area” effettivamente attribuita dal datore di lavoro al contribuente ed evidenziata nel successivo punto 24.


Per i redditi di lavoro dipendente prodotti all’estero e determinati a norma del comma 8- bis, dell’art. 51 del TUIR, verrà qui indicata la retribuzione convenzionale definita per l’anno 2004 con apposito Decreto Ministeriale. Qualora il reddito di cui al punto 1 comprenda redditi prodotti all’estero, l’ammontare del reddito prodotto in ciascuno Stato estero deve essere distintamente indicato nelle Annotazioni (con il codice 5).


Per i redditi derivanti da lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi da soggetti residenti nel territorio dello Stato, indicare nel presente punto i compensi corrisposti al netto della quota esente (pari ad € 8.000,00) di cui invece dovrà essere data distinta indicazione nelle Annotazioni (con il codice 6).


Per i redditi di lavoro dipendente dei ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato, siano stabilmente residenti all’estero e abbiano svolto documentata attività di ricerca all’estero presso l’università o centri di ricerca pubblici o privati per almeno due anni consecutivi, e che a partire dal 30 settembre 2003 o in uno dei cinque anni solari successivi vengano a svolgere la loro attività in Italia e che conseguentemente divengono fiscalmente residenti nel territorio dello Stato, questo campo conterrà soltanto il 10 % dei redditi corrisposti.


Per i redditi di lavoro dipendente dei lavoratori del settore privato che, avendo maturato i requisiti minimi per l’accesso al pensionamento di anzianità, abbiano esercitato la facoltà di posticiparlo (concessa dal comma 12 dell’art. 1 della L. 23 agosto 2004, n. 243 per il quale si inviata a leggere l’articolo pubblicato), in tale campo verrà indicato solo il compenso erogato al netto delle quote di retribuzione derivanti dall’esercizio della suddetta facoltà; di tali quote dovrà essere data indicazione nelle Annotazioni, con il codice 7, distinguendo la parte di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro da quella a carico del lavoratore.


Il punto 2 accoglie il totale dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ad esempio, tutti i compensi corrisposti da Enti Pubblici per l’esercizio di pubbliche funzioni, se le prestazioni non sono rese nell’esercizio di arti e professioni o di un’impresa commerciale, indennità percepite per l’esercizio di cariche pubbliche elettive, compensi per l’attività libero professionale intramuraria svolta dal personale dipendente del Ssn, ecc.) per i quali spetta la sola deduzione “no tax area” base.


Analogamente a quanto previsto al punto 1, anche l’importo da evidenziare nel presente punto deve essere al lordo della predetta deduzione eventualmente riconosciuta ed esposta nel punto 24.


Qualora il contribuente si sia avvalso della facoltà di chiedere al datore di lavoro di tener conto di altri redditi di lavoro dipendente o assimilati percepiti, nella certificazione devono essere indicati: l’ammontare complessivo dei redditi percepiti, la deduzione “no tax area” attribuita, le ritenute operate e le detrazioni spettanti. I redditi complessivamente erogati da altri soggetti sono altresì evidenziati ai punti 48 e 49.


Relativamente ai punti 1 e 2, nelle Annotazioni (con il codice 10) deve essere inoltre indicato l’importo delle eventuali erogazioni liberali in occasione delle festività e ricorrenze, nonché il valore di eventuali compensi in natura concessi nel corso del rapporto.


Quest’anno viene inoltre dato un aiuto al contribuente che voglia compilare la propria dichiarazione dei redditi. A tale scopo, nelle Annotazioni (con il codice 11) dovrà essere fornita distinta indicazione di ciascuna tipologia di reddito certificato (ad es. collaborazione coordinata e continuativa, esercizio di pubbliche funzioni, ecc.), del relativo importo, della presenza del TFR,  e se trattasi di rapporto a tempo determinato o indeterminato.


Il punto 3 deve essere barrato qualora il sostituto abbia applicato, a seguito di richiesta del contribuente, una maggior aliquota Irpef rispetto a quella dovuta sui redditi contenuti nel CUD.


Il punto 4 deve essere barrato qualora, su richiesta del contribuente, il sostituto non abbia attribuito la deduzione “no tax area”. In tal caso, fermo restando quanto precisato di qui a poco per la compilazione dei punti 6 e 7, nel successivo punto 24 non dovrà risultare alcun importo.


Nel punto 5 va indicato il reddito di lavoro emerso, assoggettato ad imposta sostitutiva, corrisposto al lavoratore che si è parallelamente impegnato nel programma di emersione. L’importo del reddito soggetto a tassazione ordinaria deve essere indicato nel punto 1.


Nel punto 6 va indicato il numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro per i quali il contribuente ha diritto alla deduzione “no tax area” per lavoro dipendente.


Nel punto 7 va indicato il numero dei giorni compresi nel periodo di pensione per i quali il contribuente ha diritto alla deduzione “no tax area” per pensione.


Con riferimento ai punti 6 e 7, nelle Annotazioni (con il codice 11) dovrà essere data indicazione del periodo di lavoro o pensione qualora questo sia di durata inferiore all’anno (indicando inoltre la data di inizio e la data di fine). In presenza di una pluralità di rapporti di lavoro nel corso dell’anno, l’informazione dovrà essere fornita per ogni rapporto. In caso di conguaglio di redditi di lavoro dipendente e pensione, dovrà invece essere data sempre distinta indicazione del periodo con riferimento a ciascuno dei redditi conguagliati.


Nel caso di conguaglio di redditi di lavoro dipendente e pensione, nei punti 6 e 7 devono essere indicati i giorni per i quali teoricamente competono le deduzioni “no tax area” la cui somma non deve ovviamente eccedere giorni 365.


Si precisa che i punti 6 e 7 devono essere compilati anche qualora non competa la predetta deduzione o il contribuente ne abbia richiesto la non applicazione.


Nel punto 8 deve essere indicato il credito d’imposta eventualmente riconosciuto in occasione delle operazioni di conguaglio per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo. Relativamente all’importo evidenziato in questo punto, nelle Annotazioni (con il codice 12) deve essere data distinta indicazione di tutti gli elementi utili ai fini del calcolo del credito spettante. In particolare, con riferimento a ciascuno Stato estero ed a ciascuna annualità, devono essere indicati: l’anno d’imposta in cui è stato percepito il reddito all’estero; il reddito prodotto all’estero; l’imposta pagata all’estero resasi definitiva; il reddito complessivo tassato in Italia; l’imposta lorda italiana; l’imposta netta dell’anno d’imposta in cui è stato percepito il reddito all’estero.


I punti da 9 a 11 non sono stati previsti nella presente parte.


Nel punto 12 va indicato il totale delle ritenute d’acconto che il contribuente potrà esporre nella dichiarazione dei redditi che vorrà o dovrà presentare. Tali ritenute devono essere esposte al netto del credito d’imposta indicato nel precedente punto 8, e sono comprensive di quelle eventualmente indicate nel punto 15.


Poichè l’importo delle ritenute da indicare in questo campo è quello che risulta dalle operazioni di conguaglio effettuate dal datore di lavoro, esse verranno comunque indicate nel loro totale anche se, nel caso in cui vi sia stata incapienza dei redditi a subire il prelievo delle ritenute conseguenti a dette operazioni, non tutte risultino ancora operate, oppure il dipendente (statale) abbia dichiarato di voler effettuare autonomamente il relativo versamento. Nei casi precedenti vanno compilati, inoltre, i punti 46 o 47.


Gli enti che hanno applicato le ritenute e riconosciuto la deduzione e/o le detrazioni sulla base delle comunicazioni fornite dal “Casellario delle pensioni” devono farne menzione nelle Annotazioni con il codice 13, precisando se il pensionato è esonerato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione.


Nei punti 13 e 14 vanno indicati rispettivamente l’ammontare dell’addizionale regionale all’Irpef e l’importo dell’addizionale comunale all’Irpef dovuta dal contribuente, comprensivi di quelli eventualmente indicati nei punti 16 e 17. Evidentemente, il punto 14 non sarà compilato per i contribuenti domiciliati in Comuni che non hanno disposto l’applicazione di detta addizionale.


Nel punto 15 va indicato l’importo delle ritenute Irpef non operate per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali, già compreso nell’importo indicato nel punto 12.


Nei punti 16 e 17 vanno indicati rispettivamente l’importo dell’addizionale regionale all’Irpef e dell’addizionale comunale all’Irpef non trattenuto alla cessazione del rapporto di lavoro per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali, già compresi in quelli indicato nei punti 13 e 14.


Ai fini dell’eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi da parte del contribuente, nei punti 18 e 19 vanno indicati gli importi del primo e secondo o unico acconto relativi all’Irpef eventualmente trattenuti dal datore di lavoro al contribuente che si è avvalso dell’assistenza fiscale nel periodo d’imposta per il quale è consegnato il CUD. Tali importi vanno indicati al netto delle eventuali maggiorazioni per rateazione o ritardato pagamento e sono comprensivi dell’importo eventualmente indicato nel successivo punto 20. Qualora infatti il primo e/o il secondo o unico acconto non siano stati trattenuti per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali, occorre riportare nel punto 20 l’importo sospeso, già compreso nei precedenti punti 18 e 19.


Per i soggetti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, nei punti 21, 22 e 23 vanno indicati, rispettivamente, gli eventuali crediti di Irpef, di addizionale regionale all’Irpef e di addizionale comunale all’Irpef relativi all’anno precedente non rimborsati dal datore di lavoro.


I crediti di Irpef, di addizionale regionale e di addizionale comunale rimborsati dal datore di lavoro vanno invece indicati nelle Annotazioni con il codice 15.


 


Parte B – Dati fiscali


ALTRI Dati


Nel punto 24 è indicato l’importo della deduzione “no tax area” riconosciuta, come determinato in base ai criteri di legge, nei limiti dei redditi certificati a tassazione ordinaria.


Nel caso di rapporti di lavoro di durata inferiore all’anno, siano essi a tempo determinato o indeterminato, limitatamente ai redditi di cui al punto 1 occorrerà ragguagliare la deduzione base di “no tax area” al periodo di lavoro. In tal caso, occorrerà indicare nelle Annotazioni con il codice 16 che il contribuente potrà fruire della deduzione teorica per l’intero anno in sede di dichiarazione dei redditi, sempreché non sia già stata attribuita, su richiesta del contribuente, o dal datore di lavoro e risulti effettivamente spettante.


Nel caso in cui il contribuente abbia esercitato la facoltà di chiedere al datore di lavoro la non applicazione della deduzione “no tax area”, il punto 24 non va compilato.


Qualora, invece, il contribuente abbia comunicato al datore di lavoro di percepire altri redditi, ne sarà data evidenza nelle Annotazioni con il codice 17, indicando distintamente l’importo del reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, se ricompreso nell’ammontare comunicato.


Nel punto 25 sono indicati:


– il totale degli oneri deducibili, alle condizioni previste dalla legge, ad eccezione dei contributi e premi versati alle forme pensionistiche complementari esclusi dall’importo di cui ai punti 1 e 2, in quanto sono evidenziati nel successivo punto 26;


– le erogazioni effettuate in conformità a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali a fronte delle spese sanitarie che non hanno concorso a formare il reddito di cui ai punti 1 e 2.


Occorrerà poi esplicitare le singole voci del punto 25 nelle Annotazioni con il codice 18, evidenziando che tali importi non devono essere riportati nella eventuale dichiarazione dei redditi presentata dal contribuente.


Nei punti 26 e 27 vanno indicati i dati relativi ai contributi e premi (diversi dal TFR) versati dal lavoratore e dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari, compresi quelli versati per i familiari a carico. In particolare, nel punto 26 va indicato l’importo dei contributi e premi esclusi dai punti 1 e 2, mentre nel punto 27 va indicato l’importo dei contributi e premi non esclusi dai citati punti 1 e 2.


Il punto 28 deve essere compilato con riferimento agli iscritti alle forme pensionistiche complementari successivamente al 28 aprile 1993, indicando il trattamento di fine rapporto destinato al fondo pensione complementare.


Nel punto 29 va indicato l’intero importo dei premi e contributi versati per i familiari a carico. Nelle Annotazioni, con il codice 19, dovrà essere fornita distinta indicazione dell’ammontare dei premi e contributi qui indicati rispetto ai quali il dipendente ha chiesto al datore di lavoro il riconoscimento della deduzione; di tale ultimo importo occorrerà inoltre specificare la parte compresa nel punto 26 e quella compresa nel punto 27.


            Il punto 30 non è stato previsto.


Nel punto 31 è indicato il totale imponibile Irpef, relativo ai redditi di lavoro dipendente equiparati ed assimilati sul quale sono state applicate le aliquote per scaglioni di reddito. Il punto 31 non va compilato per i redditi erogati agli eredi e per i compensi per lavori socialmente utili in regime agevolato.


Al punto 32 è indicata l’imposta lorda calcolata sul totale imponibile evidenziato al punto 31.


Nel punto 33 è indicato l’importo della ulteriore detrazione eventualmente spettante per lavoro dipendente o pensione.


Nel punto 34 è indicato l’importo totale delle detrazioni per coniuge e familiari a carico, ivi compresa l’ulteriore detrazione per ciascun figlio di età inferiore a tre anni, quella per ogni figlio portatore di handicap e l’eventuale maggiore detrazione di € 516,46 spettante per ciascun figlio.


Per i punti 33 e 34, qualora il contribuente abbia comunicato l’ammontare di altri redditi al datore di lavoro, ne sarà data evidenza nelle Annotazioni con il codice 17.


Il punto 35 è riservato all’indicazione dell’importo complessivo delle detrazioni derivante dagli oneri detraibili indicati nel successivo punto 37.


Nel punto 36 è indicato il totale degli importi già indicati ai punti 33, 34 e 35. Nel caso in cui, per incapienza dell’imposta lorda, le detrazioni non siano state attribuite totalmente, dopo aver indicato l’importo teoricamente spettante nei punti 33, 34 e 35, nel punto 36 è indicato l’importo totale delle detrazioni effettivamente attribuite in relazione all’imposta lorda del contribuente, indicata nel punto 32.


Nel punto 37 va indicato il totale degli oneri detraibili, comprensivo degli oneri per i quali spetta la detrazione dall’imposta nella misura del 19%, e limitatamente a quelli per spese sanitarie e premi assicurativi per le erogazioni in conformità a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali. I medesimi oneri devono essere analiticamente descritti nelle Annotazioni con il codice 21, riportando per ciascuno di essi il codice corrispondente e la descrizione desunti dalla tabella A allegata alle istruzioni al modello CUD, nonchè il relativo importo al lordo delle franchigie applicate. Si precisa che per quanto attiene alle spese sanitarie, qualora l’importo delle stesse sia inferiore ad euro 129,11, l’importo va comunque indicato nelle Annotazioni con l’apposita dicitura: “Importo delle spese mediche inferiore alla franchigia”.


Nel punto 38 vanno indicati i contributi per assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro e/o dal contribuente ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale. Detti contributi non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Nelle Annotazioni, con il codice 22, va indicato che non può essere presentata la dichiarazione dei redditi per far valere deduzioni o detrazioni d’imposta relative a spese sanitarie rimborsate per effetto di tali contributi. Con lo stesso codice va indicata la quota di contributi che, essendo superiore al predetto limite, ha concorso a formare il reddito, e va chiarito che le spese sanitarie eventualmente rimborsate potranno proporzionalmente essere portate in deduzione o che potrà proporzionalmente essere calcolata la detrazione d’imposta.


La casella di cui al punto 39 è barrata in presenza di assicurazioni sanitarie stipulate dal datore di lavoro o semplicemente pagate dallo stesso con o senza trattenuta a carico del contribuente. L’importo dei premi pagati concorre a formare il reddito di cui al punto 1 e per lo stesso non è riconosciuta alcuna detrazione. Nelle Annotazioni con il codice 23 va indicato che può essere presentata la dichiarazione dei redditi per far valere deduzioni o detrazioni d’imposta relative a spese sanitarie rimborsate per effetto di dette assicurazioni.


Nel punto 40 è indicato:


• il codice A qualora, alla formazione del reddito complessivo concorrano solo redditi di pensione inferiori o uguali a euro 7.500,00; redditi di terreni per un importo non superiore ad euro 185,92; reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e sue pertinenze;


• il codice B qualora alla formazione del reddito complessivo concorrano solo redditi di pensione di importo compreso tra 7.500,00, e 7.800,00 euro; redditi di terreni per un importo non superiore ad euro 185,92; reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e sue pertinenze;


• il codice C qualora sia stato esercitato il riscatto di cui all’art. 52, comma 1, lett. d-ter) del TUIR in presenza di anticipazioni erogate in anni precedenti e comprese nel maturato dal 1/1/2001.


            I campi da 41 a 45 non sono stati previsti.


 


Parte B – Dati fiscali


Dati RELATIVI AI CONGUAGLI


I punti 46 e 47 devono essere compilati in caso di incapienza delle retribuzioni erogate fino a febbraio a subire il prelievo a seguito del conguaglio di fine anno. In particolare, nel punto 46 va indicato l’importo dell’Irpef che il contribuente ha chiesto di trattenere nei periodi di paga successivi a quello scadente il 28/2. L’importo è al netto degli interessi sulle somme ancora dovute, di cui comunque nelle Annotazioni, con il codice 24, va specificato che sono applicati nella misura dello 0,50% mensile.


Nel punto 47, che può essere compilato soltanto dai datori di lavoro enti statali, va indicato l’importo dell’Irpef che il contribuente si è impegnato a versare autonomamente.


Nei punti 48 e 49 deve essere indicato l’importo complessivo dei redditi corrisposto da altri soggetti e conguagliato dal sostituto d’imposta, importo già compreso, rispettivamente, nei punti 1 o 2. Le predette modalità di compilazione vanno seguite anche qualora si verifichi un passaggio di dipendenti senza interruzione del rapporto di lavoro, indipendentemente dall’estinzione del precedente datore di lavoro, o nell’ipotesi di successione mortis causa, nel caso in cui l’erede prosegua l’attività del datore di lavoro deceduto.


            I campi da 50 a 59 non sono stati previsti.


 


Parte B – Dati fiscali


COMPENSI RELATIVI AGLI ANNI PRECEDENTI


In questa sezione (punti da 60 a 63) vanno indicati degli importi che non vanno compresi nella dichiarazione dei redditi, e relativi agli emolumenti arretrati, che sono soggetti a tassazione separata, nonchè le relative ritenute operate e sospese per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali.


I medesimi punti devono essere utilizzati anche nel caso di corresponsione agli eredi di emolumenti arretrati di lavoro dipendente.


I campi da 63 a 70 non sono stati previsti.


 


Parte B – Dati fiscali


TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO, INDENNITÀ EQUIPOLLENTI, ALTRE INDENNITÀ E PRESTAZIONI IN FORMA DI CAPITALE


Nei punti da 71 a 75 va indicato l’ammontare del TFR e delle indennità equipollenti, loro acconti e anticipazioni, delle altre indennità e somme soggette a tassazione separata erogate nell’anno, loro acconti e anticipazioni erogati in anni pregressi, nonchè le relative ritenute operate.


Gli stessi punti vanno utilizzati anche nell’ipotesi di corresponsione di indennità di fine mandato a collaboratori coordinati e continuativi per le quali sussistano le condizioni per l’applicazione della tassazione separata.


Per quanto riguarda il TFR e le altre indennità e somme, il datore di lavoro deve indicare nelle Annotazioni (con il codice 25) i medesimi importi, distinguendo tra quelli maturati fino al 31 dicembre 2000 e quelli maturati dal 1° gennaio 2001.


Si precisa che nel punto 71, relativamente al TFR, compresi suoi acconti e anticipazioni, va indicato l’ammontare complessivo corrisposto ridotto di quanto destinato al fondo pensione e comprensivo della rivalutazione maturata a far data dall’ 1/1/2001, al netto della relativa imposta sostitutiva nella misura dell’11%.


Nel successivo punto 73 non deve essere indicato l’ammontare della citata imposta sostitutiva.  Se l’importo delle ritenute risulta inferiore a zero, indicare zero.


In caso di erogazione di una prestazione pensionistica in forma di capitale il punto 71 deve ricomprendere l’importo della prestazione comprensivo dei rendimenti finanziari maturati (se presenti) e del risultato di gestione, al netto della ritenuta a titolo d’imposta del 12,50% per i rendimenti fino al 31/12/2000 e dell’imposta sostitutiva dell’11% applicata sul risultato di gestione a partire dall’ 1/1/2001.


In tal caso, nel successivo punto 73 è indicata anche la ritenuta nella misura del 12,50% sui rendimenti finanziari maturati fino al 31/12/2000, ma non deve invece essere indicata l’imposta sostitutiva dell’11% sul risultato di gestione del fondo pensione a partire dall’ 1/1/2001.


Nel caso di erogazione di indennità ai sensi dell’articolo 2122 del codice civile o delle leggi speciali corrispondenti, ovvero in caso di eredità, deve essere consegnata una certificazione per ciascun avente diritto o erede percettore delle indennità, tenendo presente che:


• nella parte A devono essere indicati i dati anagrafici dell’avente diritto o erede;


• nel punto 75 deve essere indicata la percentuale spettante all’avente diritto o erede al quale è consegnata la certificazione, mentre gli altri punti devono essere compilati con riferimento all’indennità così come complessivamente maturata in capo al deceduto;


• nelle Annotazioni (con il codice 2) devono essere indicati il codice fiscale, i dati anagrafici del deceduto e se trattasi di eredità o di erogazioni di indennità ai sensi dell’articolo 2122 del codice civile o delle leggi speciali corrispondenti.


Il sostituto deve invece rilasciare all’erede distinte certificazioni in caso di erogazione di quote di TFR provenienti da più de cuius ovvero in caso di erogazione di somme di spettanza del de cuius e di somme spettanti all’erede in qualità di lavoratore.


 


 


 


Danilo Sciuto


dottore commercialista in Catania


danilosciuto@https://www.commercialistatelematico.com

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