DIVIDENDI: come compilare ed utilizzare il nuovo modello di certificazione

Nel corso del tempo Commercialista Telematico ha pubblicato innumerevoli articoli sui dividendi… se ti interessano vedi ad esempio ==> DIVIDENDI ****   CERTIFICAZIONE DEI DIVIDENDI (modulo e istruzioni)   Premessa È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27/12/2004 il nuovo modello di certificazione di cui all’articolo 4 commi 6 ter e 6 quater del Dpr […]

Nel corso del tempo Commercialista Telematico ha pubblicato innumerevoli articoli sui dividendi… se ti interessano vedi ad esempio ==> DIVIDENDI

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CERTIFICAZIONE DEI DIVIDENDI

(modulo e istruzioni)

 

Premessa

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27/12/2004 il nuovo modello di certificazione di cui all’articolo 4 commi 6 ter e 6 quater del Dpr n. 322/1998.

Il nuovo modello si è reso necessario per effetto delle numerose novità introdotte già nel corso del 2003, riguardanti i dividendi e i proventi ad essi assimilati.

La comprensione del modello è di rilevante importanza, non solo per chi deve compilarlo, ma anche per chi lo riceve: se quest’ultimo è soggetto ad obblighi di dichiarazione, chi deve compilarlo è soggetto a sanzioni di carattere amministrativo e, in alcuni casi, di carattere penale, in caso di mancata indicazione dei dati richiesti nella certificazione.

 

Chi deve rilasciarlo

         Il modello in commento è rilasciato, tra gli altri, da :

         società di capitali ed enti commerciali emittenti;

         gli intermediari aderenti al sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli s.p.a.;

         le società fiduciarie, con esclusivo riferimento agli effettivi proprietari delle azioni o titoli ad esse intestate sulle quali siano riscossi utili o altri proventi equiparati;

         le imprese di investimento e agenti di cambio di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58;

         ogni altro sostituto d’imposta che interviene nella riscossione di utili o proventi equiparati derivanti da azioni o titoli;

         gli associanti in relazione ai proventi erogati all’associato e derivanti da contratti di associazione in partecipazione (escluse quelle con esclusivo apporto di lavoro) e cointeressenza.

Tali soggetti sono gli stessi che dovranno poi compilare il quadro SK del modello 770 Ordinario.

 

A chi va rilasciato

Il modello deve essere rilasciato :

– ai soggetti residenti nel territorio dello Stato che hanno incassato utili derivanti dalla partecipazione a soggetti IRES, in qualunque forma corrisposti;

– ai soggetti non residenti nel territorio dello Stato che hanno incassato utili assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, anche in misura convenzionale, e utili ai quali si applicano le disposizioni di cui all’articolo 27-bis del D.P.R. n. 600 del 1973;

– ai soggetti non residenti al fine di ottenere nel Paese di residenza, ove previsto, il credito d’imposta relativo alle imposte pagate in Italia. Nel caso in cui tra l’Italia ed il Paese di residenza del percettore sia in vigore una Convenzione fiscale, l’eliminazione della doppia imposizione avverrà secondo le modalità ivi previste;

– ai soggetti che abbiano percepito proventi derivanti:

1)     da titoli e strumenti finanziari di cui all’art. 44, comma 2, lett. a) e b) del TUIR;

2)     da contratti di associazione in partecipazione (escluse quelle con esclusivo apporto di lavoro) e cointeressenza;

3)     dalla riqualificazione degli interessi quali dividendi, per effetto dell’applicazione dell’ articolo 98 del TUIR (thin capitalization);

4)     dalla distribuzione di riserve di capitale che sono considerati utili e riserve di utili per effetto dell’applicazione dell’art. 47, comma 1 del TUIR (vedi articolo qui pubblicato). In tale ultimo caso, la società emittente ha anche l’obbligo di comunicare agli azionisti ed agli intermediari sostituti di imposta, la diversa natura delle riserve oggetto della distribuzione e il regime fiscale applicabile.

 

Il modello invece non va compilato nel caso in cui siano stati pagati:

– utili assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva ai sensi degli artt. 27 e 27-ter del Dpr n. 600/73,

– utili relativi a partecipazioni detenute nell’ambito delle cc.dd. “gestioni patrimoniali”.

 

 A cosa serve?

I percettori degli utili devono utilizzare i dati contenuti nella certificazione per indicare in sede di dichiarazione dei redditi i proventi conseguiti e, qualora siano ancora spettanti, i relativi crediti d’imposta. La certificazione è utile anche ai soggetti non residenti, al fine di permettere loro di ottenere nel Paese di residenza, ove previsto, il credito d’imposta relativo alle imposte pagate in Italia. Nel caso in cui tra l’Italia ed il Paese di residenza del percettore sia in vigore una Convenzione fiscale, l’eliminazione della doppia imposizione avverrà secondo le modalità ivi previste.

 

Quali utili vanno certificati

Gli utili e proventi da indicare nella certificazione sono quelli corrisposti nell’anno 2004, risultanti dal bilancio 2003 o precedenti ; la certificazione deve essere infatti rilasciata anche nel caso di utili deliberati prima del 1° luglio 1998, in vigenza del precedente regime impositivo, ai quali è stata applicata la ritenuta alla fonte a titolo d’acconto.

 

Entro quando va consegnato?

La certificazione deve essere consegnata al percettore entro il 15 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono stati pagati gli utili. Quindi entro il 15 marzo 2005 per gli utili pagati nel 2004.

 

La compilazione

L’esposizione dei dati da indicare nella certificazione deve rispettare la sequenza, la denominazione e l’indicazione del numero progressivo dei punti previsti nello schema di certificazione e che di seguito esamineremo. Tuttavia, essa può comunque essere redatta anche con veste grafica diversa da quella adottata dall’Agenzia delle Entrate. Qualora, in relazione al medesimo soggetto emittente, siano certificati utili per alcuni dei quali risulti ancora spettante il credito d’imposta, devono essere rilasciate distinte certificazioni.

Può invece essere rilasciata un’unica certificazione qualora in relazione allo stesso soggetto emittente siano certificati utili aventi lo stesso trattamento fiscale e/o più proventi equiparati indicati nella sezione V, dandone però distinta indicazione nelle annotazioni.

 

Dati relativi al soggetto che rilascia la certificazione

Il soggetto che rilascia la certificazione deve riportare i propri dati identificativi, ovvero il codice fiscale e l’indirizzo completo della propria sede legale, indicando il comune, la sigla della provincia, il C.A.P. e la via con il numero civico.

Nel campo “Codice del soggetto che rilascia la certificazione” deve essere indicato:

A, se la certificazione è rilasciata dalla società o ente che ha emesso i titoli, per gli utili o per i proventi equiparati dalla stessa corrisposti. La stessa codifica deve essere utilizzata in caso di interessi riqualificati come dividendi per effetto dell’applicazione dell’ articolo 98 del TUIR (thin capitalization).

B, se la certificazione è rilasciata da una cassa incaricata o da un intermediario residente, aderente, direttamente o indirettamente, al sistema Monte Titoli s.p.a., presso il quale i titoli sono depositati, indicando nell’apposita sezione i dati relativi all’emittente;

C, se la certificazione è rilasciata da un soggetto che comunque interviene nel pagamento di utili o di altri proventi equiparati di fonte estera, indicando nell’apposita sezione i dati relativi all’emittente;

E, se la certificazione è rilasciata da una società fiduciaria o da altri soggetti di cui all’articolo 21, comma 2, del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, per conto di una emittente residente, indicando nell’apposita sezione i dati relativi all’emittente;

G, se la certificazione è rilasciata da un soggetto diverso dalle società di capitali ed enti commerciali.

 

Nelle ipotesi di operazioni societarie straordinarie che hanno determinato l’estinzione del soggetto che ha erogato gli utili, il soggetto subentrato deve riportare nelle annotazioni i dati del soggetto estinto.

 

Sezione I – Dati relativi alla Società emittente

In questa sezione devono essere indicati i dati del soggetto emittente.

Nel punto 1 va indicato il codice fiscale del soggetto emittente, se residente. Nel caso in cui l’emittente sia un soggetto estero, al punto 1 deve essere indicato, ove previsto, il codice di identificazione rilasciato dall’Autorità fiscale o, in mancanza, un codice identificativo rilasciato da un’Autorità amministrativa del Paese di residenza.

Il punto 2 va barrato nel caso in cui il codice di identificazione fiscale del soggetto estero non sia noto, e venga quindi indicato nel punto 1 il codice ISIN.

Nel punto 3 va indicata la denominazione del soggetto emittente.

Nel punto 4 va indicato il codice dello Stato estero, rilevabile in calce alle istruzioni al modello in commento.

Nei punti da 5 a 7 devono essere riportati i dati relativi al domicilio fiscale del soggetto indicato nel punto 3, se l’emittente è un soggetto residente.

 

Sezione II – Dati relativi all’intermediario non residente

In questa sezione vanno indicati i dati relativi agli intermediari non residenti che hanno nominato un rappresentante fiscale in Italia ai fini dell’applicazione dell’art. 27-ter, comma 8, del D.P.R. n. 600 del 1973.

Devono essere indicati, con riferimento a ciascun intermediario non residente:

– nel punto 8, il codice ABI ove attribuito;

– nel punto 9, il codice identificativo Internazionale BIC/SWIFT;

– nel punto 10, il codice fiscale italiano, se attribuito;

– nel punto 11, la denominazione della società o ente;

– nel punto 12, il codice dello Stato estero.

 

Sezione III – Dati relativi al percettore degli utili

In questa sezione vanno indicati dal punto 13 al punto 19, il codice fiscale ed i dati anagrafici del percipiente.

Il codice fiscale si intende sostituito con la sola indicazione dei dati anagrafici nel caso di soggetti non residenti ai quali tale codice non risulti già attribuito.

Inoltre devono essere indicati:

– nei punti 20 e 22, il luogo di residenza estera e il relativo indirizzo;

– nel punto 23, il codice dello Stato estero di residenza;

– nel punto 24, il codice di identificazione rilasciato dall’Autorità fiscale o, in mancanza, un codice identificativo rilasciato da un’Autorità amministrativa, se previsti dalla normativa e dalla prassi del Paese di residenza.

 

Sezione IV – Dati relativi agli utili corrisposti

È questa la sezione che più interessa il destinatario di tale certificazione, in quanto proprio dei dati qui indicati dovrà servirsi per compilare il quadro I del modello Unico o l’equivalente del mod. 730.

Devono infatti qui essere indicati:

– nel punto 25, il numero delle azioni o quote. In caso di contitolarità, occorre indicare il numero complessivo delle azioni o quote ; se tale numero è rappresentato da una frazione dell’unità, occorre indicare la cifra approssimata al secondo decimale;

– nel punto 26, la percentuale di possesso qualora le azioni o quote siano intestate a più soggetti;

– nel punto 27, l’ammontare del dividendo unitario senza operare alcun troncamento. Tale punto non va compilato per i titoli esteri;

– nel punto 28, l’ammontare del dividendo complessivo lordo corrisposto al percettore, avendo cura di esporre il controvalore in Euro per i titoli esteri. Tale ammontare deve essere indicato al lordo delle ritenute o imposte sostitutive, comprese quelle eventualmente applicate all’estero;

– nel punto 29, la misura dell’aliquota della ritenuta o dell’imposta sostitutiva applicata;

– nei punti 30 e 31, rispettivamente, l’importo della ritenuta o dell’imposta sostitutiva applicata al percipiente;

– nel punto 32, l’imposta eventualmente applicata all’estero.

 

I successivi punti della IV sezione devono essere compilati solo nel caso di soggetti percettori che possono avere il periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, per indicare l’ammontare degli utili sui quali è ancora possibile calcolare il credito d’imposta sui dividendi.

Con riferimento a tali soggetti nelle annotazioni potranno essere indicati gli ulteriori dati relativi al credito d’imposta attribuito ovvero alla sua mancata attribuzione.

In particolare occorre indicare:

– nei punti 33 e 34, gli utili la cui distribuzione è stata deliberata nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 1° gennaio 2003 ed entro il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2003, cui spetta il credito d’imposta pieno o limitato nella misura del 51,51%;

– nel punto 35, gli utili derivanti dalla distribuzione di utili accantonati a riserva deliberati dal 30 settembre 2003 sino alla data di chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2003, nonché gli utili distribuiti a seguito di chiusura anticipata dell’esercizio sociale, per i quali spetta il credito d’imposta limitato nella misura del 51,51%;

– nei punti 36 e 37, gli utili la cui distribuzione è stata deliberata nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 1° gennaio 2001, cui spetta il credito d’imposta pieno o limitato nella misura del 56,25%;

– nei punti 38 e 39, devono essere indicati gli utili la cui distribuzione è stata deliberata a decorrere dal secondo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 1996 ed entro il periodo d’imposta in corso all’1/1/2001, cui spetta il credito d’imposta pieno o limitato, nella misura del 58,73%;

– nel punto 40 devono essere indicati gli utili la cui distribuzione è stata deliberata, entro il primo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 1996 dalle società di capitali ed enti commerciali, e dopo la chiusura dell’esercizio in corso alla data del 1° gennaio 1988 ed entro il primo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 1996 da enti commerciali, cui spetta il credito d’imposta nella misura di 9/16;

– nel punto 41 devono essere indicati gli utili derivanti dalla distribuzione di riserve e fondi affrancati ai sensi dell’art. 8, comma 1, della legge 29 dicembre 1990, n. 408 o ai sensi dell’art. 22, commi 1, 2 e 4 del decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, deliberati entro il primo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 1996, cui spetta il credito d’imposta nella misura del 25%;

– nel punto 42 devono essere indicati gli utili per i quali non è prevista l’attribuzione del credito d’imposta. Nelle annotazioni deve essere fornita specifica indicazione della causa che ha determinato la mancata attribuzione del credito d’imposta.

 

Sezione V – Dati relativi ai proventi equiparati agli utili

In questa sezione, di nuova istituzione, vanno indicati i dati dei proventi e delle ritenute relativi a titoli e strumenti finanziari di cui all’art. 44, comma 2, lett. a) e b) del TUIR, a contratti di associazioni in partecipazione e cointeressenza di cui all’art. 44, comma 1, lett. f) del TUIR e ad interessi riqualificati dividendi per effetto dell’applicazione dell’ articolo 98 del TUIR (thin capitalization).

Nel punto 43 devono essere indicati i proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari, comunque denominati, la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso gruppo o dell’affare in relazione al quale i titoli e gli strumenti finanziari sono stati emessi. Nello stesso punto devono essere indicati gli utili derivanti da strumenti finanziari esteri.

Nel punto 44 devono essere indicati gli utili derivanti dai contratti di associazione in partecipazione (escluse quelle con esclusivo apporto di lavoro) e cointeressenza.

Nel punto 45 devono essere indicate le remunerazioni dei finanziamenti eccedenti di cui all’articolo 98 del TUIR, qualora essi siano erogati direttamente dal socio o da sue parti correlate.

È da rilevare che gli importi indicati ai punti 43, 44 e 45 vanno riportati al lordo delle ritenute o imposte sostitutive, comprese quelle eventualmente applicate all’estero, avendo cura di indicare il controvalore in euro per le attività finanziarie estere.

Nel punto 46 deve essere indicata la misura dell’aliquota della ritenuta o dell’imposta sostitutiva applicata sui proventi equiparati agli utili.

Nel punto 47 deve essere indicato l’importo della ritenuta o dell’imposta sostitutiva applicata al percipiente.

Nel punto 48 deve essere indicata l’imposta eventualmente applicata all’estero.

 

Annotazioni e sottoscrizione

Nell’ultimo campo, riservato alle annotazioni, vanno inserite le altre informazioni utili al percettore per la compilazione della dichiarazione dei redditi, nonché per una puntuale indicazione delle procedure utilizzate per il calcolo e la definizione degli utili corrisposti, delle ritenute o imposte sostitutive applicate.

Infine, è riservato un apposito spazio per la firma del soggetto che rilascia la certificazione, nonché la data di emissione della certificazione.

 

gennaio 2005

Danilo Sciuto

 

 

 

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