Riforma della Legge Fallimentare: il ruolo del professionista



 


1. I lavori della Commissione Ministeriale.
La Commissione istituita presso il Ministero della Giustizia per la redazione di un progetto di legge delega per la riforma delle procedure concorsuali sta, non senza qualche “difficoltà”, riscrivendo – anche sotto il profilo della filosofia della norma – la disciplina per la crisi d’azienda; vi è un tentativo di modernizzarne l’impianto, riconoscendo all’impresa un più forte diritto alla difesa di sé e degli interessi che ruotano attorno ad essa.

Il tutto attraverso una fase di “pre-crisi” mediante la quale l’imprenditore può proporre “ accordi con i creditori diretti alla composizione dell’insolvenza” e/o un “ piano di ristrutturazione”.

Istituti che presuppongo un forte apporto di competenze professionali, non solo “legali” in senso stretto ma anche e soprattutto “specialistiche” e a “tutto tondo”.

Pur essendo temi in prospettiva, non può non sovvenirci il ruolo che ha, o meglio che per lo più non ha e che dovrebbe avere, già oggi il professionista “specialista” in materia fallimentare e concorsuale in genere.

Il ruolo – “su misura” – che viene delineandosi nella stessa filosofia della riforma conferma che è sul salvataggio dell’impresa in crisi, più che nella mera opera di “sotterramento”, che punta l’ipotesi di riforma, ambiente ideale per mettere alla prova le specifiche di competenza, di inventiva e di “passione” dei commercialisti (giuristi) concorsuali.

Condizione indispensabile affinché il professionista si impegni al massimo è che l’imprenditore in crisi dimostri correttezza e buona fede. In caso contrario, non sono clienti ai quali dovrebbe dedicarsi un consulente “moderno” e “avveduto”.


Il ruolo del commercialista.


Il lavoro per il commercialista esperto in diritto concorsuale è lì, scritto nella riforma, nella predispo- sizione dei piani di risanamento e di rilancio per evitare lo stadio del “non ritorno”, quello della procedura di liquidazione concorsuale.

Già ora, nell’amministrazione controllata e nel concordato preventivo, esiste questa figura profes- sionale.
Per lo più, però, essa appare di mero ausilio ai legali che si occupano di predisporre le istanze di ammissione alle procedure.

Vi è una percentuale altissima di procedure concorsuali minori (alternative) che vengono respinte – praticamente senza un vero ed approfondito esame di merito – perché palesemente inidonea- mente istruite.

Se togliamo quelle fraudolentemente allestite, nonchè una certa riluttanza nel vararle da parte dei Tribunali (non a torto, peraltro) resta una parte di “oneste” e congruamente “assortite” procedure che sarebbe stato di beneficio per la comunità economica, e la collettività in genere (creditori, lavoratori, operatori, amministrazioni pubbliche, fisco, ecc..), che avessero visto la luce.

Scriviamo consapevoli, per pluriennale esperienza diretta che – con grande ”buona volontà” di Giudici e parti coinvolte – alcune procedure (soprattutto di concordato preventivo) possono invece iniziare, come iniziano e vanno, non senza grande impegno, in porto.
E questo anche grazie all’impeccabile professionalità di tecnici e legali.

Rivendichiamo, se così si può dire, un ruolo ancora più incisivo per questa delineata figura di commercialista, portatore di esperienza contabile, di conoscenza dei bilanci, del diritto societario e, soprattutto, di quello fallimentare, al quale la riforma assegna appunto un ruolo incisivo, con risvolti, indiretti ma ben presenti, di carattere pubblicistico e sociale. Di seguito possiamo vedere, a grandi linee schematiche, come dovrebbe essere impostata la nuova normativa del diritto concorsuale, allo stato delineata dalla commissione ministeriale.


Linee guida della riforma



– PROCEDURA DI COMPOSIZIONE CONCORDATA
Soggetti:
– Imprenditore agricolo;
– Piccolo imprenditore;
– Soci illimitatamente responsabili;
– Imprese soggette all’amministrazione straordinaria.
Cosa prevede:
– Possibilità di offrire ai creditori accordi diretti alla composizione dell’insolvenza;
– Adozione di un piano di ristrutturazione diretta al raggiungimento dell’accordo coi creditori.

– PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE CONCORSUALE
Soggetti:
– Imprenditore anche agricolo;
– Piccolo imprenditore;
– Soci illimitatamente responsabili.
Organi:
– Tribunale (con aggiunta del Tribunale capoluogo di provincia); – Giudice delegato;
– Curatore;
– Consiglio dei creditori (potere consultivo e approvazione atti con maggiore importanza).
Iniziativa di apertura:
– Imprenditore;
– Creditori;
– Pubblico Ministero;
– Limitazione ai poteri per il Tribunale.

– PROCEDIMENTO ACCERTAMENTO DEL PASSIVO
Attuato solo se vi è un prevedibile attivo da distribuire ai creditori.
Fasi:
– Davanti al giudice delegato;
– Davanti al Tribunale in caso di opposizione.
La denuncia ha efficacia endoconcorsuale.

– MATERIA PROCESSUALE
– Procedimento camerale:
– Reclamo al Tribunale contro provvedimenti del giudice delegato;
– Reclamo alla Corte d’Appello contro provvedimenti del Tribunale.
– Procedimento sommario non cautelare.

– AZIONE REVOCATORIA
Principi generali:
– Certezza dei rapporti giuridici;
– Limitazione della revocatoria agli atti che hanno recato pregiudizio alle ragioni dei creditori.
Periodo:
– 18 mesi per gli atti anormali;
– 9 mesi per gli atti normali.
Termine prescrizione: ridotto a 3 anni.

– REVOCATORIA AGGRAVATA

– Aggravata nel periodo sospetto;
– Aggravata dal punto di vista delle agevolazioni probatorie per il curatore per gli atti compiuti dal debitore nei confronti di parti correlate o soggetti al medesimo legati da rapporti di prossimità e vicinanza qualificate.

– AZIONI DI RESPONSABILITA’
Legittimazione ad agire del curatore.

– CHIUSURA DELLA PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE

– Mantenimento principi oggi vigenti;
– Introduzione istituto del “discharge” (esdebitazione) in favore al debitore quando la procedura si chiuda con il pagamento di almeno 20% a favore dei creditori chirografari.

– PROCEDURA MINORE
Soggetti:
– Debitore non imprenditore;
– Piccolo imprenditore che non raggiunga l’indebitamento qualificato che consente l’accesso alle procedure maggiori.
Finalità:
– Consentire al debitore una tempestiva esdebitazione;
– Deve prevedere forme di collaborazione del debitore nella ricerca dei beni;
– Contempla un programma di liquidazione e ripartizione dell’attivo;
– Non prevede l’esperimento di azioni revocatorie fallimentari;
– Incentiva progetti di sistemazione amichevole formati dal debitore d’accordo con i creditori.

– MATERIA PENALE

– Riduzione delle pene (massimo 8 anni);
– I fatti di bancarotta fraudolenta sono punibili se posti in essere con condotte contemporanee allo stato di insolvenza;
– Confermata la legittimazione esclusiva del curatore in pendenza di procedura alla costituzione di parte civile;
– L’accertamento dello stato d’insolvenza compiuto dal giudice civile nell’ambito del procedimento d’apertura della procedura concorsuale fa stato nel procedimento penale.


dicembre 2004  

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