L'ACCONTO IVA


L’art. 6 della Legge 29 dicembre 1990 n. 405, prevede che i soggetti IVA tenuti agli adempimenti di liquidazione e versamento periodico dell’imposta, ivi compresi gli enti pubblici che esercitano attività rilevanti ai fini dell’imposta, debbano versare un importo a titolo di acconto nella misura dell’88% dell’I.V.A. relativa all’ultimo periodo dell’anno. La scadenza per questo adempimento è il 27.12.2005.


Alcuni soggetti seppur tenuti ai normali adempimenti IVA, non sono tenuti ad effettuare il versamento in acconto, in particolare sono esonerati da questo adempimento coloro che hanno iniziato l’attività nel 2005; coloro che hanno cessato nel 2005 se non hanno versamenti per il mese di dicembre o per l’ultimo trimestre; coloro che nell’ultima liquidazione dell’anno precedente hanno evidenziato un credito d’imposta, coloro che presumono di chiudere l’ultimo periodo con un credito d’imposta, coloro che sono in regime speciale agricoltura esonerati dalle liquidazioni periodiche e dai versamenti IVA, i contribuenti che applicano i regimi agevolati ex art. 13 Legge 388/2000 e i contribuenti esercenti attività “marginali” ex art. 14 stessa legge, i contribuenti che hanno un importo da versare inferiore a € 103.29.


Sotto l’aspetto soggettivo risultano esonerati altresì dall’acconto I.V.A. anche le associazioni sportive dilettantistiche, i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale; contribuenti che hanno effettuato solo operazioni esenti o non imponibili o non soggette.


***


Il calcolo può essere liberamente effettuato seguendo una delle tre modalità previste dalla normativa, che sono:


1. Criterio del metodo storico: con questo sistema di calcolo l’importo dell’acconto è pari all’88% del versamento dovuto nell’ultimo periodo dell’anno precedente, mese o trimestre a seconda del regime di liquidazione, al lordo dell’acconto IVA precedente.


2. Criterio del metodo previsionale: con questa sistema di calcolo l’importo dell’acconto è pari all’88% dell’I.V.A. che si prevede di dover versare per il mese di dicembre o in sede di dichiarazione annuale a seconda del regime di liquidazione.


3. Criterio del metodo delle operazioni effettuate: con questo sistema di calcolo l’acconto è determinato in misura pari al 100% dell’importo risultante da un’apposita liquidazione dell’I.V.A. da effettuare entro il 27.12.2005 che va debitamente annotata sui registri I.V.A..


In questa “speciale liquidazione” vanno computate tra le operazioni attive tutte le operazioni effettuate dall’1/12/05 al 20/12/05 per i contribuenti mensili, quelle dall’1/10/05 al 20/12/05 per i trimestrali, anche se le relative fatture non sono state ancora emesse e o annotate, tra le operazioni passive gli acquisti e le importazioni annotati nello stesso periodo.


I contribuenti trimestrali non devono maggiorare il versamento dell’1% a titolo di interessi.


Il versamento dell’acconto va eseguito con Modello F24; codice 6013 per i contribuenti mensili, 6035 per i contribuenti trimestrali – anno di riferimento 2005.


Per l’acconto I.V.A.  non è prevista la rateizzazione.


CASI PARTICOLARI


CAMBI DI REGIME


Potrebbe accadere che rispetto all’anno precedente il contribuente abbia cambiato la periodicità delle liquidazioni IVA, che quindi da trimestrale sia diventato mensile o viceversa.


Nel caso di passaggio da trimestrale a mensile l’acconto va calcolato


moltiplicando l’88% su un terzo di quello che è stato versato in sede di dichiarazione annuale precedente, saldo più acconto.


Nel caso di passaggio da mensile a trimestrale l’acconto va calcolato moltiplicando l’88% per i versamenti effettuati negli ultimi tre mesi dell’anno precedente.


FUSIONI


Nei casi di fusione la determinazione varia a seconda della data di effetto della fusione. Le modalità applicative sono contenute nella circolare 3 dicembre 1991 n. 52.


La società risultante dalla fusione o la società incorporante, a seconda del tipo di fusione effettuata, assume i diritti e obblighi esistenti in capo alle società fuse o incorporate alla data dalla quale ha effetto la fusione. Per le fusioni propriamente dette aventi effetto tra l’1/1 ed il 30/11 (società estinte mensili) o tra l’1/1 ed il 30/09 (se trimestrali) l’acconto non dovrà essere corrisposto né dalle società estinte né da quella risultante dalla fusione. Nelle fusioni per incorporazione alle medesime condizioni la società incorporata non dovrà corrispondere l’acconto mentre la società incorporante dovrà corrisponderlo considerando solo i propri dati nel caso di calcolo con il metodo storico, mentre dovrà considerare


anche quelli delle altre società nel caso adotti il metodo previsionale.


Per le fusioni aventi effetto a partire dal 1/12 per i mensili o dal 1/10 per i trimestrali, essendo sorto l’obbligo del versamento in capo alle società che verranno fuse o incorporate, ci si dovrà comportare come segue:


Se la fusione avviene tra il 1/12 e il 27/12 (mensili) o tra il 1/10 e il 27/12 (trimestrali) l’acconto dovrà essere versato dalla società risultante dalla fusione considerando i dati di tutte le società registrati fino alla data di effetto della fusione. La società incorporante dovrà calcolare l’acconto dovuto per le società incorporate sulla base dei criteri sopra esposti, tenendo conto altresì dei dati della propria attività.


Se infine la fusione avrà effetto tra il 28/12 e il 31/12 ogni società dovrà provvedere autonomamente al versamento dell’acconto, nei termini di legge.


CONTABILITA’ SEPARATE


Nel caso di contribuenti con contabilità separate, gli stessi dovranno calcolare, nel caso optino per il metodo storico, sommando le risultanze dell’ultima liquidazione periodica del precedente esercizio, quindi dicembre 2004 per i mensili, l’ultimo trimestre 2003 per le attività di cui all’art. 74 4 comma DPR 633/72 (trimestrali speciali), dichiarazione annuale IVA per i trimestrali normali, tenendo conto dei correttivi nel caso di variazioni di regime.


Stesso sistema nel caso di calcolo previsionale con l’unica differenza che i calcoli sono riferiti all’anno in corso.


SOCIETA’ CONTROLLANTI E CONTROLLATE


La società controllante deve versare l’acconto per tutte le società del gruppo, tenendo conto dei dati complessivi delle società formanti il gruppo, non terrà conto dei dati delle società che non fanno parte del gruppo perché uscite prima del 27.12. Le stesse dovranno versare l’acconto in maniera autonoma.


SOGGETTI NON RESIDENTI IN ITALIA


Per i soggetti non residenti che si sono identificati direttamente ai sensi dell’art. 35-ter del DPR 26/10/72 n. 633 non cambia nulla, nel senso che esiste una sostanziale continuità con il rappresentante fiscale di cui si servivano in precedenza, quindi i calcoli per l’acconto sono gli stessi.


SANZIONI


La sanzione per il mancato o insufficiente versamento dell’acconto IVA è pari al 30% dell’importo non versato.


L’inadempimento è sanabile attraverso l’istituto del “ravvedimento operoso”: riduzione della sanzione al 3,75% + interessi se il versamento dell’imposta avviene entro i successivi trenta giorni dalla scadenza; successivamente – e fino al termine di presentazione della dichiarazione annuale – la sanzione è ridotta al 6%, semprechè nel frattempo non intervengano controlli da parte dell’amministrazione finanziaria.


Dicembre 2005


COMMERCIALISTA TELEMATICO


 

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