Il trattamento fiscale degli OMAGGI


In questo periodo tante aziende e professionisti si preparano all’acquisto di gadgets e omaggi in generale per la propria clientela. Riteniamo utile riassumere brevemente il trattamento fiscale di queste operazioni, distinguendo innanzi tutto gli omaggi da parte di imprenditori ai dipendenti rispetto invece a quelli rivolti a terzi quali ad esempio fornitori, clienti già acquisiti e/o potenziali.


Infine, una nota a parte va fatta per i professionisti, che seguono regole di detrazione diverse.


 


IMPRESE


OMAGGI AI DIPENDENTI



  • Imposte dirette

Sotto l’aspetto delle imposte dirette il costo di acquisto di beni da omaggiare ai dipendenti è sempre detraibile in quanto non viene considerato “spesa di rappresentanza” ma spesa per “prestazione di lavoro” ex art. 62 Testo unico.


Chi riceve l’omaggio non ha alcun obbligo verso il Fisco a condizione che si tratti di erogazioni liberali di importo inferiore a  € 258,23, concesse in occasione di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti (art. 48, comma 2, lettera b Testo Unico).



  • I.V.A.

L’iva pagata all’atto dell’acquisto è detraibile integralmente (salvo, naturalmente, limitazioni di carattere oggettivo quali quelle sul carburante, telefoni cellulari, alimenti e bevande, ecc.).


Al momento della consegna gratuita del bene al dipendente occorre però valutare se l’atto genera un’operazione imponibile oppure no.


A tale scopo è necessario verificare se il bene è di quelli il cui commercio o la cui produzione rientra nell’attività propria dell’impresa e valutarne il costo unitario.


Per costo unitario del bene si intende il costo complessivo di acquisto o produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione quali le spese di trasporto e l’eventuale IVA se indetraibile.


1) per beni che rientrano nell’attività propria dell’impresa si genera sempre un’operazione imponibile con conseguente obbligo di emissione di autofattura con iva calcolata sul valore normale del bene (è anche possibile effettuare la rivalsa dell’I.V.A. con conseguente addebito al dipendente, mediante emissione della fattura);


2) per beni che non rientrano nell’attività propria dell’impresa occorre distinguere tra gli acquisti di beni di valore unitario inferiore a € 25,82 da quelli di valore superiore:


– per quelli di valore inferiore l’operazione non è soggetta ad iva;


– per quelli di valore superiore si genera un’operazione imponibile con conseguente obbligo di emissione di autofattura con IVA calcolata sul valore normale del bene;


In alternativa è sempre possibile considerare indetraibile l’IVA al momento dell’acquisto ed in tal caso alla consegna gratuita del bene non sorge alcun obbligo in quanto l’operazione non viene considerata rilevante.


 


OMAGGI A TERZI



  • Imposte dirette

Il costo è considerato “di rappresentanza” e ai fini della corretta detrazione occorre distinguere le spese per acquisti di beni di valore unitario inferiore a € 25,82 da quelli di valore superiore.


Per costo unitario del bene si intende il costo complessivo di acquisto o produzione, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione quali le spese di trasporto e l’eventuale iva indetraibile.


Per i beni il cui costo unitario è inferiore al predetto limite si ha l’integrale deducibilità nell’esercizio di competenza.


Invece le spese per acquisti di beni di costo superiore a € 25,82 sono detraibili solo per un terzo del loro ammontare e la detrazione di questo terzo deve necessariamente essere suddivisa in cinque esercizi, con quote costanti: quello in cui la spesa è stata sostenuta ed i quattro successivi. Per la verifica del “valore unitario” occorre considerare il bene nel suo complesso: ad esempio un “cesto natalizio” deve essere valutato nel suo insieme e non nei singoli “pezzi” che lo compongono.


 



  • I.V.A.

Ai fini IVA è opportuno distinguere le cessioni gratuite di beni la cui produzione o commercio rientra nell’attività propria dell’impresa dagli altri tipi di beni.


1.      beni che rientrano nell’attività propria dell’impresa: l’iva sull’acquisto è detraibile (anche perché all’atto dell’acquisto difficilmente è possibile conoscere la destinazione ad omaggio di un certo bene); nel momento in cui viene consegnato il bene in omaggio si genera un’operazione imponibile con conseguente obbligo di emissione di autofattura con iva calcolata sul valore normale del bene, salvo effettuare la rivalsa.


Nei casi in cui sia possibile fin dall’acquisto conoscere la destinazione dei beni ad omaggio, è possibile considerare indetraibile l’imposta e in tal caso, alla consegna gratuita del bene, non sorge alcun obbligo in quanto l’operazione non viene considerata rilevante.


2.      beni che non rientrano nell’attività propria dell’impresa:


– se di costo unitario fino a € 25,82, l’IVA è detraibile;


– se di costo unitario superiore a € 25,82, l’iva sull’acquisto non è detraibile e al momento di consegna del bene non sorge alcun obbligo in quanto l’operazione non viene considerata rilevante.


Sia nel caso di omaggio ai dipendenti che a terzi ed in particolar modo quando il bene rientra tra quelli il cui commercio o la cui produzione fanno parte dell’attività propria dell’impresa, è opportuno che al momento della consegna venga predisposto il documento di trasporto al fine di vincere la presunzione di cessione già regolata dall’art. 53 della legge iva e successivamente integrata dal D.p.r. 441/97, oppure istituire un apposito registro degli omaggi..


 


PROFESSIONISTI


 In caso di omaggi da parte di professionisti ai propri dipendenti si ritiene che siano applicabili le stesse regole che valgono per le imprese per cui si rinvia a quanto scritto più sopra.


Per gli omaggi a terzi, in riferimento alla detrazione della spesa, non è necessario distinguere tra beni di costo unitario inferiore o superiore a € 25,82 in quanto tale riferimento non è riportato nell’art. 50; occorre invece raffrontare le spese per omaggi, che sono considerate di rappresentanza, con i compensi professionali: questo genere di spese è detraibile fino all’importo massimo dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.


Ai fini IVA l’imposta pagata all’acquisto è detraibile solo per i beni di costo unitario non superiore a € 25,82 e la successiva consegna del bene non genera un’operazione rilevante (salve in ogni caso le limitazioni oggettive alla detrazione).


dicembre 2004


 


 


 


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