Schema sinottico degli elementi innovativi introdotti dalla riforma delle procedure concorsuali


a cura di: www.nemesistemi.it




































PRIMA


DOPO


1. La legge fallimentare del 1942 prevede più procedure (fallimento, concordato preventivo, amministrazione controllata, liquidazione coatta).


1. La riforma prevede una unica procedura, con possibilità di due fasi, l’una cd. “anticipatoria di crisi” e l’altra di insolvenza.


2. I piccoli imprenditori sono esclusi dalle procedure concorsuali.


2. La riforma conferma l’esclusione dei piccoli imprenditori dalla nuova procedura


3. Le attuali procedure hanno carattere sanzionatorio nei confronti dell’imprenditore e finalità liquidatorie dell’impresa.


3. La riforma ha per obiettivo la conservazione dei mezzi organizzativi dell’impresa, intesa anche come bene della collettività.


4. Le procedure attuali non sono applicabili all’imprenditore agricolo.


4. La nuova disciplina è applicabile anche all’imprenditore agricolo, non essendosi ravvisati seri motivi per escluderlo (attualmente le imprese agricole pervengono anche a ragguardevoli dimensioni).


5. L’imprenditore non è attualmente incentivato ad utilizzare le procedure concorsuali, con l’effetto di un aggravamento dello squilibrio economico e finanziario, sino ad una condizione di irreversibile insolvenza, con danno sia per i creditori che per l’economia in generale.


5. La introduzione di una procedura anticipatoria di “crisi”, mirata al recupero dell’impresa di cui il debitore conserva la gestione, lo incoraggia nella direzione di un recupero delle attività produttive e di conservazione della ricchezza, con vantaggio per tutti.


6. Oggi l’imprenditore-debitore è in ogni caso spossessato, per effetto della procedura, della impresa, la cui gestione era affidata ad un curatore.


6. Nella riforma, con la procedura anticipatoria di crisi l’imprenditore – debitore rimane nella gestione dell’impresa che esercita secondo un piano di risanamento da lui stesso predisposto ed accettato dai creditori ed omologato dal tribunale, con l’effetto che ne rimane potenziata ogni possibile iniziativa di recupero.


7. Attualmente le procedure concorsuali non hanno un termine di durata, sicché non è raro il caso di procedure ultraventennali.


7. La nuova procedura anticipatoria di crisi ha una durata di anni due, prorogabile di mesi sei.


8. L’azione revocatoria fallimentare arriva a colpire gli atti compiuti negli ultimi due anni (art. 67 L.F.).


8. Il periodo sospetto è ridotto nella riforma alla metà, con conseguente maggiore certezza dei rapporti giuridici stabiliti da chi è entrato in contatto con l’imprenditore.


9. Attualmente il debitore è soggetto a sanzioni civili di tipo personale che ne limitano la capacità (esame della corrispondenza del fallito da parte del curatore; obbligo del fallito di non allontanarsi dalla residenza; iscrizione nel pubblico registro dei falliti ecc.).


9. E’ soppressa ogni forma di incapacità che non sia funzionale all’utile svolgimento della procedura.


10. Attualmente la disciplina penale è formalistica e rigida.


10. Con la riforma si conferisce rilievo penale alle sole condotte concretamente lesive degli interessi dei creditori e solo quando l’imprenditore si sia rappresentato lo stato di insolvenza quale effetto della sua condotta; si evita altresì di sanzionare condotte già punite da norme penali generali.

a cura di: www.nemesistemi.it


Partecipa alla discussione sul forum.