La riforma fiscale degli enti sportivi


 


LA RIFORMA FISCALE DEGLI ENTI SPORTIVI

 

 

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A cura di

 


                              AVV. MAURIZIO VILLANI


                             Avvocato Tributarista in Lecce

                                componente del Consiglio dell’Unione Nazionale


                              delle Camere degli Avvocati Tributaristi


www.studiotributariovillani.it


e-mail avvocato@studiotributariovillani.it


     e


     con la collaborazione operativa


 


            Dott.ssa Carrozza Anna


           Dott.ssa Carrozza Alessandra


 


LE SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE DI CAPITALI SENZA FINE DI LUCRO


 


Riferimenti normativi :


 


·        Art. 90, commi 1 e 17 della Legge n. 289 del 27 dicembre 2002.


 


Alle società costituite, a partire dal 1° gennaio 2003:



  • in forma di società di capitali senza fine di lucro

  • e che abbiano indicato nella denominazione e nella ragione sociale la finalità sportiva dilettantistica e conformato il loro  statuto e l’atto costitutivo ai principi generali previsti dall’art. 90, comma 18 della L. n. 289/02, così come modificato dalla L. n. 128 del 21/05/04:

A)    sono applicabili le disposizioni della Legge n. 398 del 16/12/91;


B)    sono applicabili le altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche;


C)     non si applicano determinate disposizioni relative alla associazioni sportive dilettantistiche .


 


A)          IL REGIME FISCALE DELLA LEGGE 398/91


 


1) Condizioni


 


L’accesso al particolare regime fiscale previsto dalla legge 398/91 è subordinato all’esercizio, da parte delle società di capitali senza fine di lucro, di un’opzione con validità quinquennale.


 


Condizioni per l’esercizio dell’opzione sono :


 


·        Affiliazione ad una federazione sportiva nazionale o a un ente di promozione sportiva riconosciuto;


·        Conseguimento nel periodo d’imposta precedente di proventi commerciali per un importo non superiore a € 250.000.


Occorre evidenziare che, nell’ambito delle società di capitali senza fine di lucro, è del tutto irrilevante il riferimento alla commercialità dei proventi, dal momento che, ai sensi dell’art. 81 del TUIR il reddito complessivo delle società, da qualsiasi fonte provenga, è considerato reddito d’impresa. Infatti, le società di capitali, anche se non perseguono un fine di lucro, non assumono la natura giuridica degli enti commerciali. Conseguentemente, rientrando tra i soggetti passivi indicati nell’art. 73) comma 1, lett. a) del TUIR, nel plafond dei 250.000 euro dovranno essere inclusi tutti quei proventi ( quote associative, contributi,ecc.) che non si considerano commerciali per le associazioni e che, invece, per le disposizioni recate dal predetto art. 81 del TUIR, concorrono alla determinazione del reddito d’impresa delle società di capitali.


Non sono, comunque considerati commerciali anche per le società sportive dilettantistiche, i proventi indicati nel comma 2, lettere a) e b) dell’art. 25 della legge n. 133 del 1999 nel limite annuo complessivo di 51.645,68 euro.


 


2) Le Agevolazioni


 


Le società sportive senza scopo di lucro in possesso dei requisiti sopra elencati possono, in alternativa alle modalità ordinarie, determinare la base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e la misura di detrazione IVA in maniera forfetaria, oltre a poter usufruire di esemplificazioni in materia di obblighi contabili.


In particolare, in materia di :


 


·        Imposte sui redditi, il reddito imponibile deve essere determinato applicando all’ammontare dei proventi conseguiti nell’esercizio dell’attività commerciale il coefficiente del 3% ed aggiungendo le plusvalenze patrimoniali. Anche in questa circostanza troverà applicazione, naturalmente, il principio d’attrazione tipico delle società di capitali. Conseguentemente, il coefficiente del 3% si applica su tutti i proventi o componenti positivi che concorrono a formare il reddito complessivo, al netto delle plusvalenze. Al reddito così determinato si aggiunge l’intero importo delle plusvalenze patrimoniali. Ciò è peraltro confermato dalle istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2004. Infatti, nel Rigo RF 65, dovranno essere indicati i proventi e gli altri componenti positivi di reddito, nel Rigo RF 66, le plusvalenze e nel Rigo RF67 il reddito imponibile.


Sono completamente esclusi, però, e quindi non devono essere soggetti a tassazione secondo i criteri forfetari:


1)      i premi di addestramento e formazione tecnica;


2)      limitatamente a due eventi l’anno, e per un importo complessivo annuo non superiore a 51.645,69 euro:


§            i proventi realizzati nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;


§         i proventi realizzati per il tramite della raccolta pubblica di fondi effettuate con qualsiasi modalità;


3)      i corrispettivi specifici nei confronti di iscritti, associati e partecipanti di cui al comma 3° dell’art. 148 del TUIR. Tale agevolazione riguarda tutte le società di capitali senza scopo di lucro, anche quelle che non abbiano optato per il regime forfetario, purché ricorrono le condizioni ivi previste.


 


·        Iva, la riconducibilità di tutti i proventi conseguiti nell’esercizio d’attività commerciali connesse a quelle istituzionali, nell’ambito dell’art. 74 sesto comma del D.P.R. n. 633/72, anziché alla disciplina ordinaria IVA.


Tale disciplina prevede una detrazione forfetaria Iva in misura pari :


         50% dell’imposta relativa alle operazioni imponibili, ivi comprese quelle pubblicitarie;


         1/10 dell’imposta relativa alle operazioni di sponsorizzazione;


         1/3 dell’imposta relativa alle cessioni o concessioni di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica.



  • Adempimenti,  è sancito :

         versamento trimestrale dell’IVA mediante modello F24 ( entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento) con possibilità di avvalersi della compensazione di cui all’art. 17 del D. Lgs 9 luglio 1997, n. 241;


         numerazione progressiva e conservazione delle fatture di acquisto;


         annotazione, anche sintetica, entro il 15 del mese successivo, dell’ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi provento conseguito nell’esercizio di attività commerciali nel mese precedente sul modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997.


In quanto società di capitali, sono obbligate agli effetti civili alla tenuta delle scritture contabili previste dal cod. civ.


 


B)           LE ALTRE DISPOSIZIONI TRIBUTARIE RIGUARDANTI LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE.


 


Alle nuove società di capitali senza scopo di lucro possono essere applicate anche le altre agevolazioni tributarie valide per gli enti sportivi di tipo associativo.


In particolare trova applicazione :


·        la disposizione contenuta nel 3° comma dell’art. 148 del TUIR, la quale prevede l’esclusione di taluni proventi ai fini del computo dell’imponibile fiscale per tutte le società di capitali ( e, quindi, anche quelle che non hanno potato per la legge n. 398/91), purché le medesime abbiano conformato gli statuti:


  ai principi contenuti nel comma 18 dell’art. 90 della L. n. 289/02 ,così come riformulato dalla n. 128 del 21/05/04.


  ed al comma 8 dell’art. 148 del TUIR.


In pratica non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati delle rispettive organizzazioni nazionali, nonché le cessioni anche a terzi di proprie  pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati.


·        le disposizioni relative alle semplificazioni previste per il settore dilettantistico, introdotte dal DPR n. 69/2002, che permettono di evitare l’installazione dei misuratori fiscali ovvero di apposite biglietterie automatizzate. I corrispettivi realizzati con l’organizzazione di spettacoli sportivi potranno dunque essere certificati utilizzando appositi titoli d’ingresso e/o abbonamenti.


 


C)          DISPOSIZIONI NON APPLICABILI


 


La Circolare ministeriale n. 21 del 22/04/03, ha statuito che alle suddette società di capitali, non si applica :


·                    la disposizione che esclude la perdita della qualifica di ente non commerciale per le associazioni sportive dilettantistiche, ogni qualvolta in cui i proventi derivanti dalle attività commerciali superano quelli istituzionali ( art. 149, 4°comma del TUIR);


·                    le disposizioni previste dagli art. 143 e seguenti del TUIR, riguardanti unicamente gli enti non commerciali.


·                    le disposizioni contenute nell’ art. 148 del TUIR.


 


 


 


 


LE COOPERATIVE


 


Riferimenti normativi :


 


·        Art. 90 della L. n. 289/02, comma 17.


·        Art. 4, comma 6- bis del D.L. n. 72 del 22/03/04, convertito nella L. n. 128 del 21/05/04, ha modificato la lettera c) del comma 17 dell’art. 90 della L. 289/02.


 


PRECEDENTE  DISCIPLINA


 


Il comma 17 dell’art. 90 della Legge n. 289/02 prevedeva, nel suo testo originario, che i sodalizi sportivi devono indicare, tra l’altro, nella denominazione sociale la finalità sportiva e la ragione o denominazione sociale “ dilettantistica” e che possono assumere una delle seguenti forme :


a)      associazione sportiva priva di personalità giuridica disciplinata dagli artt. 36 e seguenti del cod. civ.;


b)      associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato di cui al D.P.R. n. 361 del 10 febbraio 2000, il cui art. 1 prevede che l’acquisto della personalità giuridica avviene con l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso la prefettura;


c)      società sportiva di capitali secondo le disposizioni vigenti ma senza fine di lucro.


 


ATTUALE  DISCIPLINA


 


L’Art. 4, comma 6 bis del D.L. n. 72 del 22/03/04, convertito nella L. n. 128 del 21/05/04, ha inserito al comma 17 dell’art. 90 della L. n. 289, alla lettera c), dopo le parole “società sportiva di capitali”,  le parole “ o cooperativa”.


Pertanto ne consegue che, oltre alle società sportive senza fine di lucro ed alle associazioni sportive con o senza personalità giuridica, anche le società cooperative sportive dilettantistiche costituite o che si costituiscono in forma di cooperativa possono usufruire delle agevolazioni previste per l’associazionismo sportivo dilettantistico.


 


Le perplessità normative


 


Tuttavia, con quest’ultimo intervento il legislatore non ha chiarito se le cooperative possono o meno fruire del regime forfetario previsto dalla L. n. 398 del 16/12/91. Infatti la L. n. 128/04 ha modificato solo il comma 17, concernente le forme giuridiche, mentre non è intervenuta sul comma 1 dell’art. 90 della finanziaria del 2003, che sancisce l’estensione anche alle società senza scopo di lucro del predetto regime forfetario.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


DENOMINAZIONE SOCIALE


 


Riferimenti normativi :


 


·        comma 17 dell’art. 90, della L. n. 289/02;


·        comma 18 ter, introdotto dall’art. 4, comma 6 ter del D.L. 72/04, convertito nella L. n. 128 del 21/05/04.


 


LA  DISCIPLINA


 


Le disposizioni che disciplinano la denominazione sodalizi sportivi sono :


A)      il comma 17 dell’art. 90 della L. 289/02, che sancisce che le associazioni e le società sportive dilettantistiche senza fine di lucro devono indicare nella denominazione sociale :


·        la finalità sportiva;


·        e la ragione o denominazione sociale dilettantistica.


Il primo requisito, e cioè l’indicazione della finalità sportiva può essere soddisfatto anche riportando nella denominazione la disciplina sportiva praticata, come ad esempio associazione golf dilettantistica di Lecce.


La Circolare 21/E del 22/04/03 ha inoltre stabilito che tale denominazione, avente entrambi i requisiti, dovrà poi essere utilizzata, per fruire di benefici fiscali, in tutti i segni distintivi o comunicazioni  rivolte al pubblico.


 


B)       Il comma 18 ter, introdotto dall’art. 4, comma 6 ter del D.L. 72/04, convertito nella L. n. 128 del 21/05/04.


Tale disposizione stabilisce che le società ed associazioni sportive dilettantistiche, che alla data di entrata in vigore della legge, sono in possesso dei requisiti di cui al comma 18 dell’art. 90, possono provvedere all’integrazione della denominazione sociale di cui al comma 17, attraverso verbale della determinazione assunta in tal senso dall’assemblea dei soci.


Pertanto le società e le associazioni sportive dilettantistiche , già costituite per atto scritto, i cui statuti e atti costitutivi sono conformi alle prescrizioni di cui al comma 18 nel testo riformulato, possono integrare la denominazione sociale inserendovi le parole “ sportiva dilettantistica” senza dover ricorrere all’atto notarile, essendo sufficiente la delibera assunta in tal senso dall’assemblea dei soci.


 


Le perplessità normative 


 


Il comma 18 ter ha sollevato talune perplessità. In particolare, non si comprende per quali ragioni il legislatore abbia sentito la necessità di autorizzare le società sportive a mutare la propria denominazione quando il precedente comma 17 dispone un attimo prima la necessità di rendere conforme la predetta denominazione alle indicazioni contenute nello stesso comma 17. Invero l’espressione vuol significare, che le associazioni, le quali non hanno adeguato fino ad oggi la denominazione sociale alla previsione contenuta nell’art. 90 non perderanno le agevolazioni fiscali delle quali hanno beneficato.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


I PRINCIPI


 


Riferimenti normativi :


 


·        Comma 18 dell’art. 90 della L. n. 289/02;


·        Art. 4, comma 6 ter del D.L. 72/04, convertito nella L. n. 128 del 21/05/04, che ha riformulato il comma 18 ed introdotto il comma 18 bis.


 


PRECEDENTE  DISCIPLINA


 


Il comma 18 dell’art. 90 prevedeva, nell’originaria formulazione, l’emanazione di uno o più regolamenti per individuare :


 


a)      i contenuti dello statuto e dell’atto costitutivo delle società ed associazioni sportive dilettantistiche , con particolare riferimento a:


 


1)     assenza di fine di lucro;


2)     rispetto del principio di democrazia interna;


3)    organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica per l’avvio,   l’aggiornamento e il perfezionamento nelle attività sportive;


4)     disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società e associazioni sportive nell’ambito della medesima disciplina;


5)     gratuità degli incarichi degli amministratori;


6)    devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento delle società ed associazioni;


7)     obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del Coni nonché agli statuti e ai regolamenti  delle Federazioni sportive nazionali o dell’ente di promozione sportiva  cui la società o l’associazione intende affiliarsi;


 


b)      le modalità di approvazione dello statuto, di riconoscimento ai fini sportivi e di affiliazione ad una o più Federazioni sportive nazionali del Coni o alle discipline sportive associate o a uno degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, anche su base regionale;


 


c)      i provvedimenti da adottare in caso di irregolare funzionamento o di gravi irregolarità di gestione o di gravi infrazioni all’ordinamento sportivo.


 


Sono fatte salve le disposizioni relative ai gruppi sportivi militari


 


ATTUALE  DISCIPLINA


 


Difficoltà tecniche hanno bloccato l’iter relativo all’emanazione dei regolamenti con la conseguente impossibilità per le società ed associazioni sportive di procedere alle modifiche statutarie e soprattutto di addivenire alla trasformazione delle associazioni in società di capitali o alla costituzione ex novo di società sportive dilettantistiche di capitali senza fine di lucro.


Le modifiche statutarie da apportare in conformità ai criteri espressi nel precedente testo del comma 18 dell’art. 90, – peraltro mai regolamentati – erano indispensabili per poter beneficiare delle agevolazioni recate a favore delle società ed associazioni sportive dilettantistiche, tra le quali, in primis, quelle previste dalla L. n. 398/91.


Tale difficoltà sono state superate con l’art. 4, comma 6 ter del D.L. 72/04, convertito nella L. n. 128 del 21/05/04, il quale ha riformulato il comma 18 ed introdotto il nuovo comma 18 bis.


In particolare :


A)    il nuovo comma 18 stabilisce che le società e le associazioni sportive dilettantistiche si costituiscono con atto scritto, nel quale deve essere tra l’altro indicata la sede legale. L’obbligo di costituirsi attraverso la forma solenne ( atto notarile) è prescritto solo per le società di capitali e per le associazioni non riconosciute che intendono richiedere il riconoscimento della personalità giuridica.


Lo stesso comma 18 inoltre sancisce che nello statuto devono essere espressamente previste :


–         la denominazione;


–        l’oggetto sociale con riferimento all’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica;


–         l’attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione;


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