Il super bonus ed il posticipo della pensione


 


 


In collaborazione con Ludovico Adalberto De Grigiis (Laprevidenza.itwww.laprevidenza.it – Osservatorio Giuridico Previdenziale)


 


Ma è davvero conveniente restare al lavoro e prendere il cosiddetto bonus dallo Stato? Questa domanda se la stanno facendo in molti i quali, calcolatrice alla mano stanno tentando di fare la scelta azzeccata. L’operazione sembra molto facile ma in realtà non lo è! I fattori che entrano in gioco per determinare la scelta sono diversi e non si tratta soltanto di applicare una percentuale (32,7% o 33,7%) ad una serie di numeri.


Per ottenere l’incentivo la condizione primaria è l’aver maturato il diritto a pensione di anzianità (fino al 31/12/2007) secondo quanto previsto dalle tabelle allegate alla legge 335/95. Un esempio:


                       


















































MATURAZIONE


 


REQUISITI


Requisito


Contributivo


+


età anagrafica


Requisito


Contributivo


+


età anagrafica (precoci)


Solo requisito contributivo


 


1.820 contributi


1.820 contributi


 


2004


+  57 anni


56 anni


1.976 contributi


 


 


 


 


2005


1.820 contributi


1.820 contributi


1.976 contributi


 


+  57 anni


+  57 anni


 


 


 


 


 


2006 – 2007


1.820 contributi


1.820 contributi


 


 


+  57 anni


+  57 anni


2.028 contributi


                       


L’incentivo (messaggio Inps 30721 del 1/10/2004) può avere decorrenza dal 1/10/2004 a condizione che la domanda sia presentata entro e non oltre il 6/10/2004 , data di entrata in vigore della legge 243/2004 e sarà corrisposto fino alla data del 31/12/2007.


Il bonus è destinato solo ai lavoratori del settore privato escludendo di fatto i dipendenti pubblici.  


I benefici di legge potranno essere richiesti anche dai lavoratori appartenenti al Fondo Volo, Fondo Elettrici, Fondo Telefonici, Fondo Autoferrotranviari ed Enti creditizi.


Modalità – I lavoratori interessati dovranno rimandare il pensionamento di almeno due anni e, alla scadenza di tale periodo potranno riscuotere la pensione per l’importo che sarebbe spettato alla data di richiesta del bonus, ovvero della richiesta di rinuncia all’accredito della contribuzione previdenziale. Ad esempio:


 















Data di maturazione dei requisiti (legge 335/95)


 


Data domanda bonus


 


Decorrenza pensione


Decorrenza bonus


 


30/9/2004


 


31/12/2004


1/1/2005


1/1/2005


 


E’ bene precisare che la rinuncia all’accredito della contribuzione previdenziale riguarda solo ed esclusivamente la IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Come peraltro precisato dall’Inps, “le altre coperture assicurative” sono soggette a trattenuta. Ad esempio, in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale tutte le prestazioni previste dalla vigente normativa saranno regolarmente corrisposte.


Nessun timore dunque per quei lavoratori che, in quel periodo, dovranno farsi riconoscere dall’Inail  una percentuale di invalidità dei postumi permanenti causati da un evento di carattere professionale (infortunio o malattia professionale).


La facoltà di posticipare il pensionamento (e rinunciare al versamento della contribuzione) era stata prevista anche dall’art. 75 ella legge 388/2000. I lavoratori che si trovano ancora in questa condizione dovranno presentare una nuova domanda. Anche in questo caso, per ottenere il beneficio dal mese di ottobre, la domanda dovrà essere presentata entro e non oltre il 6/10/2004.


La domanda può essere presentata utilizzando la modulistica realizzata dalla Direzione Generale Inps e consiste in due moduli distinti: il modello LC1 è quello relativo alla richiesta di emissione della certificazione del diritto a pensione. Il rilascio di tale documento si rende particolarmente utile in presenza di una certa insicurezza sull’ammontare della contribuzione accreditata ai fini pensionistici. E’ sicuramente una garanzia per il lavoratore che vorrà accedere al bonus, anche perché, in caso di insufficienza dei requisiti di legge, l’Inps provvederà ad informare tempestivamente l’interessato. Nel caso in cui vi sia un diritto ad accedere ai benefici di legge si dovrà presentare (all’Inps e al datore di lavoro) il modello LC7, la vera e propria domanda per la rinuncia all’accredito della contribuzione con conseguente posticipo del pensionamento.


Questioni aperte – Indipendentemente dalla convenienza o meno dell’operazione è giusto ricordare che sono ancora in sospeso alcune questioni riguardanti la concessione dell’incentivo. Il Comitato di vigilanza Inps, con una deliberazione del 7/9/2004 ha posto alla Direzione Generale dell’Istituto alcuni quesiti in merito all’applicabilità dell’incentivo per quei lavoratori che hanno già ottenuto una rivalutazione della posizione assicurativa (pensionati di inabilità, esposti alle fibre di amianto, invalidi riconosciuti in misura superiore al 74%) o si trovano in particolari situazioni di ristrutturazione aziendale.


Per queste particolari tipologie di lavoratori si rende necessario un esame più approfondito delle singole situazioni.


Pensione – La decorrenza della pensione ha effetto dal termine del contratto (o al termine dell’ultimo contratto se ne sono stati stipulati più di uno) nella misura spettante alla data di richiesta dell’incentivo e verrà maggiorata riconoscendo gli incrementi dati dal costo vita.


La rivalutazione della pensione viene effettuata soltanto per quei lavoratori che, alla data della domanda (bonus) hanno maturato almeno 40 anni di contribuzione considerando anche quella versata nella gestione dei lavoratoti autonomi. Per  questi, il ricalcolo sarà effettuato secondo le regole del sistema contributivo.


Ma cosa succede se un lavoratore si trova nella condizione di recedere immediatamente (prima della scadenza prefissata) dal contratto stipulato con il datore di lavoro?  Assolutamente niente, a patto che la causa di estinzione del contratto non sia da imputare al lavoratore. In questo caso la pensione decorre dal mese successivo alla data di estinzione.


Cosa fare allora? Occorre tenere presente che le percentuali del 32,7% o 33,7% (percentuali relative alla contribuzione previdenziale) vanno applicate solo ed esclusivamente agli importi indicati nella sezione C del modello CUD (dati previdenziali Inps).


Nel caso in cui siano riportate due cifre distinte nei campi 9 e 10 della sezione, gli importi dovranno essere sommati. La percentuale del 33,7% deve applicarsi solo alle retribuzioni eccedenti 37.883,00 euro.


 






























Retribuzione


mensile netta


Totale in busta paga (con il


superbonus)


Superbonus

Aumento

percentuale

€ 1.000


€ 1.425


€ 425


42%


€ 1.500


€ 2.200


€ 700


46%


€ 2.000


€ 2.990


€ 990


49%


€ 2.500


€ 3.790


€ 1.290


51%


 


 


I dati (incoraggianti) qui riportati sono quelli diffusi dal Ministero del Lavoro, secondo i  quali, le allettanti cifre proposte non lascerebbero dubbi. Una attenta verifica dei singoli casi è  fortemente consigliata.


 


 


 


 


 


 


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