La pensione di invalidità e la trasformazione in anzianità



 

In collaborazione con


Ludovico Adalberto De Grigiis


 LaPrevidenza.it – Osservatorio Giuridico Previdenziale – www.laprevidenza.it


 


 


 


 


Occorre anzitutto precisare che, per pensione di invalidità intendiamo quella erogata dall’Inps ai sensi e per gli effetti della legge 222/1984 (Assegno ordinario di invalidità).


Tale prestazione, compatibile con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa, è stata oggetto di un interessante contenzioso che si è sviluppato in questi ultimi anni che ha più volte coinvolto la Suprema Corte di Cassazione.


Sin dall’inizio, la materia del contendere è stata la legittimazione dell’Inps a trasformare l’assegno ordinario di invalidità in pensione di anzianità nel caso in cui il lavoratore, titolare dell’assegno, raggiunga i requisiti previsti dalla legge per la trasformazione della prestazione. Trasformazione che ha consentito(talvolta) la concessione di una nuova e più favorevole prestazione perché calcolata ex novo e non come supplemento della quota di pensione in essere a titolo di assegno ordinario di invalidità.


La favorevole (per i lavoratori) evoluzione del contenzioso in materia (Sentenze della Corte di Cassazione n. 1821 e n. 6603 del 1998; n. 4829 e n. 4911 del 2001), aveva convinto persino l’Inps ad emettere una circolare applicativa, la numero 7 del 16/1/2004 con modalità operative da osservare per la definizione delle domande intese ad ottenere tale richiesta di trasformazione.


Di diverso avviso si sono rivelate invece le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 9492 del 19/5/2004 hanno totalmente disatteso ogni favorevole aspettativa dei lavoratori ed ha sancito che il sistema previdenziale non permette una trasformazione o riconversione della pensione di invalidità in pensione di anzianità poichè è stata rilevata “…sostanziale diversità di questo beneficio rispetto all’intervento previdenziale diretto a proteggere il lavoratore dal rischio-evento protetto dalla garanzia costituzionale …” la quale “assume rilievo solo al compimento dell’età pensionabile.


La decisione delle Sezioni unite della Cassazione ha quindi costretto l’Inps ad un dietro-front inaspettato e a rivedere le sue posizioni in merito.


Alla luce di questo orientamento della Cassazione (che possiamo considerare consolidato in assenza di un intervento della Corte Costituzionale) non resta che attendere precise (e definitive) disposizioni dall’Inps in merito alle situazioni pregresse ed in essere.


 


Dott. Ludovico Adalberto De Grigiis


LaPrevidenza.it


 


 


 


 


 


 


Partecipa alla discussione sul forum.