LE ESCLUSIONI DALL'IRAP

A cura del dott. Danilo Sciuto
e-mail: danilosciuto@https://www.commercialistatelematico.com
internet: gli approfondimenti del Dott. Sciuto




 


SPECIALE : IRAP – SECONDA PARTE


 


 


Irap e radiologi


Non è soggetto ad Irap un radiologo che ha esercitato la sua attività negli anni 1998/2000 presso una casa di cura senza ausilio di elementi organizzativi non avendo avuto alcun dipendente né collaboratore con vincolo di rapporto di lavoro continuativo ed utilizzando come struttura per l’esercizio dell’attività soltanto un’autovettura, un computer ed un ecografo portatile. La Commissione ha stabilito che l’elemento reddito così come l’elemento capitale, può influire in un giudizio di assoggettamento all’imposta solo e soltanto quando, unitamente ad altri elementi, viene a crearsi una autonomia organizzativa. E nonostante l’alto reddito, il radiologo non si può considerare autonomamente organizzato.


(Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, Sezione I, Sentenza n. 38/04).


 


Tre sentenze a favore dei rappresentanti di commercio


Non è soggetta ad Irap l’attività svolta dal rappresentante di commercio se prestata senza la collaborazione di personale e con l’utilizzo di modesti capitali.


E’ questa la conclusione raggiunta dai giudici di alcune Commissioni tributarie che, pur riconoscendo nell’ambito del rapporto di agenzia l’esistenza dell’esercizio di attività imprenditoriale, non ne ravvisano -in alcune fattispecie- la presenza del requisito di “attività autonomamente organizzata”, indispensabile presupposto affinché possa essere applicata l’Irap.


(Commissione Tributaria Provinciale di Cagliari, Sezione V, Sentenza n. 729 del 10/12/2001; Commissione Tributaria Provinciale di Parma, Sezione V, Sentenza n. 22 del 21/7/2003; Commissione Tributaria Regionale per l’Emilia Romagna, Sezione XXXV, Sentenza n. 34 e 36 del 3/11/2001).


 


Sentenza a favore del contribuente: cosa fare dopo ?


Se, nonostante l’accoglimento delle tesi dei contribuenti da parte della Commissione tributaria, l’Amministrazione finanziaria non provvede al rimborso, i giudici nominano un commissario “ad acta” in sede di ottemperanza per eseguire la sentenza.


(Commissione Tributaria Provinciale di Parma, Sezione V, Sentenza n. 10 del 09/06/2004).


 


Commercialisti e Irap


Secondo i giudici, la Corte Costituzionale è stata chiara nel prevedere la tassabilità nei soli casi in cui la struttura lavorativa del libero professionista ruoti attorno a un’arte o professione svolta con “organizzazione di capitale o lavoro altrui”. Non essendoci nella decisione costituzionale nessuna specifica definizione, il concetto di capitale “non può essere che quello tratto dalle dottrine aziendalistiche”, con una precisa connotazione dimensionale, consistente in “risorse finanziarie e investimenti in beni materiali di non modesta entità economica”. Quindi “è impensabile poter assumere sotto il concetto di organizzazione di capitali il possesso e l’utilizzo di qualche macchina per scrivere o computer, o attrezzature tecniche simili, che fanno ormai parte integrante addirittura della vita domestica”. Nemmeno “l’uso di qualche locale proprio o di terzi” può far nascere la tassabilità, “visto che si tratta di un minimo indispensabile per lo svolgimento di una qualsiasi arte o professione”.


(Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, Sezione I, Sentenza n. 49 del 03/05/2004).


 


Quali prove portare al giudice di primo grado ?


 L’Irap non è applicabile in mancanza di un’autonoma organizzazione sufficientemente significativa, prescindendo dal fatto che l’attività svolta sia annoverabile fra quelle di impresa ovvero di arti e professioni”. Pertanto la decisione si fonda sull’aspetto sostanziale dell’attività economica oggetto di accertamento, al di là della mera classificazione tributaria della nozione di impresa. Il giudice deve verificare “in concreto, caso per caso, la sussistenza degli elementi di organizzazione, tali da configurare” un’attività autonomamente organizzata, accertando “se il contribuente-professionista” eserciti l’attività avvalendosi di beni mobili e/o immobili strumentali, nonché di prestazioni di dipendenti o di collaboratori. L’onere di provare l’assenza di questi elementi minimi di organizzazione incombe sul contribuente.


(Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, Sezione staccata di Brescia n. 66, Sentenza n. 36 del 26/04/2004).


 


Quali sono gli elementi che determinano l’assoggettamento ad Irap ?


Sono esclusi dall’ambito di applicazione dell’Irap soltanto i lavoratori privi di organizzazione, mentre vi sono assoggettati i prestatori d’opera che utilizzano elementi di organizzazione. Tra questi rientrano sia le macchine, sia i beni immateriali non esclusivi della vita familiare (fax, fotocopiatrice, Pc, auto destinata anche solo in parte alla vita professionale, numero telefonico dedicato all’attività, collaborazione di terzi ancorché non dipendenti, quali praticanti, abbonamenti a riviste di natura professionale, disponibilità di banche dati).


(Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, Sezione XXVIII, Sentenza n. 9/04).


 


Niente Irap nemmeno per i “piccoli imprenditori”


L’elettricista che lavora senza autonoma organizzazione è un “piccolo imprenditore” e, quindi, non è soggetto all’Irap.


(Commissione Tributaria Regionale di Milano, Sezione XL, Sentenza n. 90/04).


 


Casi di esclusione da Irap


Manca il presupposto dell’Irap nel caso in cui l’attività professionale venga svolta senza dipendenti, con pochi mobili e mediante utilizzo di immobile concesso in comodato gratuito; è irrilevante che il professionista corrisponda compensi ad altri professionisti, confermando, anzi, questa evenienza, che l’attività non può essere svolta in assenza del titolare dello studio.


(Commissione Tributaria Provinciale di Piacenza, Sezione IV, Sentenza n. 1 del 20/01/2003).

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