LA RACCOLTA GIURISPRUDENZIALE DI DICEMBRE 2003


Rimborso Irap per gli agenti di commercio
Anche l’agente di commercio ha diritto al rimborso dell’Irap versata. Infatti, l’attività di rappresentante di commercio, ancorché sia considerata reddito d’impresa, sotto un aspetto più sostanziale assume invece, più propriamente, la natura di reddito di lavoro autonomo, essendo svolto in modo esclusivo dallo stesso rappresentante, senza la collaborazione di personale e con l’utilizzo di modesti capitali (11.11.2003 Commissione Tributaria Regionale di Bologna, Sezione staccata di Parma, Sentenze del 3.11.2003 n. 34/35/03 e n. 36/35/03).

Le perizie mediche sono imponibili all’Iva.
Le perizie mediche atte a verificare lo stato di salute di un soggetto e finalizzate all’accertamento dei presupposti per l’erogazione della pensione di invalidità sono soggette ad Iva. Tali prestazioni non possono infatti beneficiare dell’esenzione dall’imposta, che è prevista solo per le prestazioni di diagnosi e cura (21.11.2003 Corte Giustizia Ue, sentenza del 20.11.2003 n. C-212/01).

Niente Irap per lo studio associato
I giudici estendono l’interpretazione applicabile al singolo professionista a tutti i casi in cui l’attività è svolta in forma associata, sancendo il principio per cui, in assenza del requisito dell’”organizzazione”, i professionisti non sono soggetti all’Irap anche se l’attività è svolta nell’ambito dello studio associato.
Esistono però delle eccezioni, in presenza delle quali l’Irap è comunque dovuta : a) l’attività professionale esercitata in forma d’impresa (ad esempio il centro elaborazione dati esercitato come Srl); b) le attività in grado di produrre ricchezza a prescindere dall’apporto lavorativo del professionista (ad esempio, l’attività di tenuta della contabilità per conto dei clienti non svolta direttamente dal commercialista, ma dai suoi dipendenti o delegati).
I giudici, inoltre, hanno affermato che l’elemento discriminante per l’assoggettamento ad Irap non è la presenza di dipendenti, bensì la personalità del servizio: non esiste, quindi, autonoma organizzazione in caso di lavoratore autonomo che svolge un’attività in cui “l’intuitus personae” è indispensabile. Pertanto, a prescindere dalla forma organizzativa o dalla presenza di dipendenti, se il reddito non è direttamente riconducibile all’organizzazione in modo autonomo e staccato dai professionisti, non ricorrono i presupposti impositivi Irap (25.11.2003 Commissione Tributaria Provinciale di Brescia, Sentenza n. 134/1/2003).

Separazione dei coniugi e Ici
Il coniuge al quale è assegnata la casa familiare dal giudice della separazione non è soggetto passivo Ici, in quanto ciò non rappresenta un diritto reale di abitazione (come ad esempio nel caso di decesso del coniuge), bensì un diritto personale di credito, ossia di un semplice diritto di godimento dell’immobile per effetto della sentenza giudiziale. Tale diritto non può rientrare né direttamente, né per assimilazione tra i diritti reali di godimento previsti dall’art. 3 del D. Lgs. n. 504/1992 (26.11.2003 Commissione Tributaria Regionale Toscana, Sentenza del 26.09.2003 n. 45).

Rimborso dell’Iva erroneamente indicata in fattura
L’Iva indicata erroneamente in fattura, a fronte di prestazioni che non dovevano essere assoggettate ad imposta, per carenza del requisito soggettivo, non può essere trattenuta dall’Erario, ma deve essere restituita al contribuente (7.11.2003 – Corte Giustizia Ue C-78/02).

Effetti della mancata impugnazione dell’avviso di liquidazione
Il contribuente perde il diritto alla restituzione dell’imposta indebitamente versata qualora non provveda ad impugnare l’avviso di liquidazione nei termini stabiliti dalla legge, ciò in quanto la definitività dell’atto, che si perfeziona al momento dello scadere dei termini per proporre ricorso, chiude da ogni punto di vista il rapporto tributario tra contribuente e Amministrazione Finanziaria, senza che, in seguito, si possa invocare l’eventuale illegittimità dell’imposizione (7.11.2003 Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, Sentenza del 24.09.2003 n. 14162)

Modalità di notifica degli atti del defunto ai suoi eredi
L’articolo 65 del Dpr n. 600/73 dispone per gli eredi del contribuente l’obbligo di comunicare agli uffici finanziari il decesso del loro familiare e il nominativo di tutti gli aventi causa ; in tal caso la notifica degli atti impositivi relativi al defunto deve essere effettuata personalmente e nominativamente agli eredi al domicilio fiscale da loro indicato. Nel caso in cui invece gli eredi non provvedano a tale comunicazione, gli atti impositivi possono essere notificati nell’ultimo domicilio del defunto, ma devono essere diretti agli eredi collettivamente ed impersonalmente. Il rispetto di tale procedimento costituisce causa di nullità assoluta ed insanabile della notifica e dell’avviso di accertamento. (Corte di Cassazione, Sezione tributaria, Sentenza del 3/7/2003 n. 10659)

Il valore delle dichiarazioni di terzi nell’ambito dei controlli fiscali
Le dichiarazioni di terzi, qualora siano raccolte in assenza del soggetto sottoposto a verifica, non possono rivestire valore di prova. Senza il contraddittorio con la parte interessata infatti, le testimonianze raccolte da organi di controllo e in altre sedi, che possono essere oggetto di contestazione, non costituiscono prova precostituita, ma corrispondono a meri dati indiziari che non conducono a stabilire, in modo certo e preciso, quanto si vuole dimostrare (8.11.2003 Commissione Tributaria Regionale Perugina, Sentenza n. 108/9/03).

Assegno familiare e separazione dei coniugi
L’importo dell’assegno familiare deve essere rapportato al reddito del nucleo familiare composto dal coniuge affidatario e dai figli, escluso il coniuge separato anche se titolare del diritto alla corresponsione della prestazione (8.11.2003 Corte di Cassazione, Sentenza n. 13200/03).

Sanzione per errata dichiarazione Iciap o Ici
In materia di tributi locali, in caso di denuncia infedele da parte del contribuente, non è possibile applicare, accanto alla sanzione per dichiarazione infedele, la sanzione per omesso versamento, in quanto quest’ultima deve essere riferita solo alle circostanze di imposte dichiarate e non pagate e non anche alle ipotesi di imposte non dichiarate e, conseguentemente, non da versare. Il pronunciamento riguarda un avviso di accertamento relativo all’Iciap (13.11.2003 Commissione Tributaria Regionale di Torino, n. 175/2003).

Notifica degli avvisi di accertamento a persona “addetta alla casa”
Nel caso di notifica di un avviso di accertamento effettuata a persona “addetta alla casa”, ai sensi dell’art. 139, c. 2 del Codice di Procedura Civile, l’agente notificatore non ha il potere, nè il dovere, di indagare la veridicità delle dichiarazioni rese dal consegnatario in ordine al suo rapporto con il destinatario dell’atto di accertamento. Spetta dunque al contribuente provare che il contenuto della relata di notifica non corrisponde al vero. (18.11.2003 Cassazione, Sezione V Civile, sentenza del 28.10.2003 n. 16164)

Nessuna sanzione per la mancata emissione della bolla di accompagnamento
Il contribuente non può essere sottoposto a sanzioni per un fatto che non è più considerato violazione punibile da una legge successiva. Non sono quindi dovute le sanzioni tributarie irrogate al contribuente per la mancata emissione delle bolle di accompagnamento, anche nel caso in cui la violazione sia stata commessa quando la legge che ne contemplava l’obbligo era ancora in vigore (21.11.2003 Cassazione, Sentenza del 29.09.2003 n. 14484).

Interessi su crediti Iva.
Nel caso di ritardata erogazione del rimborso Iva, il contribuente ha diritto al riconoscimento degli interessi anatocistici, in presenza dei presupposti dell’art. 1283 del Codice Civile. La condanna al pagamento può essere pronunciata dalla Commissione Tributaria. Tra l’altro, la richiesta degli interessi e della rivalutazione monetaria può essere avanzata anche al giudice dell’ottemperanza (22.11.2003 Cassazione, Sentenza del 22.09.2003 n. 14002).

Dichiarazione dei redditi falsa e presentazione di fatture false in banca
La presentazione in banca di fatture per operazioni inesistenti finalizzata all’accredito delle ricevute bancarie non configura il reato di frode di fiscale. In tale circostanza, infatti, si tratterebbe di un comportamento diretto ad ottenere un illegittimo credito, non finalizzato a ledere gli interessi erariali e con assenza di dolo specifico di evasione fiscale (27.11.2003 Commissione Tributaria Regionale Lazio, Sentenza del 29.10-21.11.2003 n. 448/39/03).

Indeducibile il compenso dato al coniuge associato.
Il compenso al coniuge in qualità di associato non può mai essere deducibile dal reddito dell’imprenditore, a causa del rapporto esistente che lega l’associato all’associante (9.12.2003 Cassazione, Sentenza del 22.05.2003, n. 17963).


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