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Sentenze - Massime

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Massime sentenze 2011-2012

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PROCESSO TRIBUTARIO - ELEZIONE DI DOMICILIO IN PRIMO GRADO - EFFICACIA - RICORSO PER CASSAZIONE - ART. 330 COD. PROC. CIV. – APPLICABILITA' - CONTRASTO - NOTIFICA PRESSO IL DPMICILIO ELETTO IN PRIMO GRADO - NULLITA' O INESISTENZA

Ordinanza interlocutoria n. 15946 del 11 luglio 2014, Sezione Tributaria, Presidente S. Bielli, Relatore A. Valitutti

La Quinta Sezione Tributaria ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite del ricorso sulla questione concernente l’applicabilità, nel giudizio di legittimità in materia tributaria, dell’art. 17, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 o dell’art. 330 cod. proc. civ., e, conseguentemente, della questione concernente la validità, nullità o inesistenza della notificazione del ricorso per cassazione effettuata presso il domicilio eletto dal contribuente in primo grado, nonostante la nomina di un nuovo difensore in appello o l’elezione di un domicilio diverso nell’atto di notifica della sentenza di secondo grado.

Depositata Venerdì, 11 Luglio 2014

IVA – CONVENZIONE DI LOTTIZZAZIONE – TRASFERIMENTO IMMOBILIARE IN LUOGO DI ADEMPIMENTO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA O SECONDARIA – ASSOGGETTABILITÀ – ESCLUSIONE.

Corte di Cassazione, sezione 5,Sentenza n. 15660 del 9 luglio 2014

I trasferimenti immobiliari a favore dei Comuni, avvenuti in attuazione di una convenzione di lottizzazione ed in luogo dell’adempimento degli oneri di urbanizzazione primaria o secondaria, non sono assoggettabili ad IVA.

Depositata Mercoledì, 09 Luglio 2014

Controllo formale (36-ter) - avviso bonario - necessità

Corte di Cassazione, sezione 5, Sentenza n. 15311 del 4 luglio 2014

La cartella di pagamento, che non sia preceduta dalla comunicazione dell’esito del controllo ex art. 36 ter del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, è nulla in quanto, pur non essendo espressamente prevista tale sanzione, la fase procedimentale di garanzia per il contribuente è imposta dal dato testuale e dal più incisivo controllo previsto dalla disposizione de qua rispetto al precedente art. 36 bis.

Depositata Venerdì, 04 Luglio 2014

IMPOSTA DICHIARATA IN CONTRASTO CON IL DIRITTO COMUNITARIO – ISTANZA DI RIMBORSO – TERMINE DI DECADENZA – DECORRENZA – DAL VERSAMENTO

Sentenza n. 13676 del 16 giugno 2014, Sezioni Unite Civili, Presidente M. Adamo, Relatore B. Virgilio

Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto, hanno enunciato il principio secondo cui, in caso di imposta dichiarata incompatibile con il diritto comunitario da una sentenza della Corte di giustizia in epoca successiva al versamento, il termine di decadenza per l’esercizio del diritto di rimborso, ai sensi dell’art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, decorre dalla data del suddetto versamento e non da quella in cui è intervenuta la pronuncia.

Depositata Lunedì, 16 Giugno 2014

PROCESSO TRIBUTARIO - GIUDIZIO DI APPELLO - AVVERSO DECISIONE FAVOREVOLE AL CONTRIBUENTE - ESTINSIONE PER INATTIVITA' DELLE PARTI - CONSEGUENZE - PASSAGGIO IN GIUDICATO DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO - FONDAMENTO

Corte di cassazione, V sezione, sent. n. 13808 del 16/06/2014

L’estinzione del processo tributario, per inattività delle parti, intervenuta in appello, in un giudizio già definito in primo grado con una decisione di fondatezza dell’azione del contribuente, determina la cristallizzazione della situazione giuridica sostanziale come definita dalla sentenza di merito oggetto di impugnazione, che passa in giudicato, non potendo, in siffatta ipotesi, rimanere in vita il provvedimento impositivo impugnato, ormai travolto dal titolo giudiziale che ne ha annullato gli effetti.

Depositata Lunedì, 16 Giugno 2014

COSA GIUDICATA CIVILE - GIUDICATO ESTERNO - TRIBUTI DIVERSI OGGETTO DI SEPARATI GIUDIZI - EFFICACIA ESTERNA DEL GIUDICATO - POSSIBILITÀ - ESCLUSIONE - DEROGA IN IPOTESI DI IMPOSTE TRA LORO COLLEGATE - FATTISPECIE

Corte di cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 12456, 4 giugno 2014

La Suprema Corte ha ritenuto che il principio secondo cui, nel processo tributario, l’efficacia espansiva del giudicato esterno non ricorre quando i separati giudizi riguardino tributi diversi trova, tuttavia, una deroga nell’ipotesi di imposte (nella specie di registro e sul reddito, conseguenti alla qualificazione - come agricola o edificabile - di un terreno compravenduto) tra loro collegate.

Depositata Mercoledì, 04 Giugno 2014

Motivazione appello - motivi generici

CTR della Toscana, sentenza n. 697/30/14

Se il ricorrente si limita a ricostruire i fatti di causa, senza però muovere all’avviso alcuna effettiva contestazione, il ricorso sarà inammissibile. A sancirlo è la CTR della Toscana con la sentenza n. 697/30/14 depositata il 31.03.2014, la quale afferma espressamente che in presenza solo di “generica doglianza” e senza “elementi specifici di contestazione”, mancando i motivi del ricorrere l’atto introduttivo del giudizio è da considerarsi inammissibile. (massima di Giovambattista Palumbo)

Depositata Lunedì, 31 Marzo 2014

Redditometro: correlazione entrate e uscite

Corte di Cassazione, sentenza n. 6396 del 19 marzo 2014

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6396 del 19 marzo 2014, ha accolto  il ricorso presentato da un contribuente avverso un avviso di accertamento con il quale, tramite redditometro, il Fisco gli aveva  rettificato, in via sintetica, il reddito per acquisto di beni di lusso. I giudici, nell'annullare l'accertamento, hanno statuito che il contribuente deve dimostrare l'esistenza dei redditi esenti o dei redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, ma non è necessario che fornisca la dimostrazione del collegamento con le spese sostenute (massima di Ignazio Buscema)

Depositata Mercoledì, 19 Marzo 2014

Coniugi separati: i benefici prima casa

Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 3954 del 19/02/2014

In tema di benefici fiscali collegati all’acquisto della prima casa, la Suprema Corte ha affermato che, al verificarsi della separazione legale, la comunione tra coniugi di un diritto reale su un immobile, ancorchè originariamente acquistato in regime di comunione legale, deve essere equiparata alla contitolarità indivisa dei diritti sui beni tra soggetti tra loro estranei, che è compatibile con le agevolazioni, atteso che la facoltà di usare il bene comune, che non impedisca a ciascuno degli altri comunisti “di farne parimenti uso” ex art. 1102 cod. civ., non consente di destinare la casa comune ad abitazione di uno solo dei comproprietari, per cui la titolarità di una quota è simile a quella di un immobile inidoneo a soddisfarne le esigenze abitative.

Depositata Mercoledì, 19 Febbraio 2014

Accordi di separazione - agevolazioni fiscali

Corte di Cassazione, sezione V, Sentenza 17 gennaio 2014, n. 860

L’agevolazione fiscale prevista dall’art. 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74 per gli atti esecutivi degli accordi intervenuti tra i coniugi, sotto il controllo del giudice, per regolare i loro rapporti patrimoniali conseguenti allo scioglimento del matrimonio o alla separazione personale (ivi compresi quelli aventi ad oggetto il riconoscimento o il trasferimento della proprietà esclusiva mobiliare od immobiliare) spetta solo per gli accordi tra i coniugi e le prestazioni esecutive rese da un coniuge nei confronti dell’altro e non anche rispetto a terzi.

Depositata Venerdì, 17 Gennaio 2014

Tributi – IRAP – Autonoma organizzazione – Assoggettabilità dell’imposta – Professionista – Dipendente part-time – Nessun aumento della capacità produttiva

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 settembre 2013, n. 22020

Con sentenza n.22020 del 25 settembre 2013 la Corte di Cassazione, ha avuto modo di affermare come l’automatica sottoposizione a Irap del lavoratore autonomo che disponga di un dipendente, qualsiasi sia la natura del rapporto e qualsiasi siano le mansioni esercitate, vanificherebbe l’affermazione di principio desunta dalla lettera della legge e dal testo costituzionale secondo cui il giudice deve accertare in concreto se la struttura organizzativa costituisca un elemento potenziatore e aggiuntivo ai fini della produzione del reddito tale da escludere che l’Irap divenga una (probabilmente incostituzionale) tassa sui redditi di lavoro autonomo. Vi sono ipotesi in cui la disponibilità di un dipendente (magari part time o con funzioni meramente esecutive) non accresce la capacità produttiva del professionista, non costituisce un fattore “impersonale e aggiuntivo” alla produttività del contribuente ma costituisce semplicemente una comodità per lui (e i suoi clienti). (Danilo Sciuto)

Depositata Mercoledì, 25 Settembre 2013

Tributi - Statuto del contribuente - avviso di accertamento - termine dilatorio - inosservanza - conseguenze

Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, Sentenza 29 luglio 2013, n.18184

Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto, hanno deciso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento, previsto dall'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, comporta l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza.

Depositata Lunedì, 29 Luglio 2013

TRIBUTI - ISCRIZIONE DI IPOTECA - CONDIZIONI - COMUNICAZIONE DELL'AVVISO DI CUI AL 2° COMMA DELL'ART. 50 D.P.R. N. 602 DEL 1973

Corte di Cassazione, sezione Sesta, Ordinanza interlocutoria 24 luglio 2013, n. 18007

La Sezione VI-5 civile della Corte di cassazione ha rimesso al Primo Presidente la valutazione circa l’opportunità di devolvere alle Sezioni unite la questione se il concessionario alla riscossione sia tenuto, ove sia decorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento e prima di procedere all’iscrizione di ipoteca, a notificare al debitore un avviso che contenga l’intimazione ad adempiere entro cinque giorni all’obbligo risultante dal ruolo (art. 50, comma secondo, del d.P.R. n. 602 del 1973).

Depositata Mercoledì, 24 Luglio 2013

Avviso bonario - compilazione errata dichiarazione - necessità - Statuto del Contribuente

CTR di Roma sez. 1 sent. n. 479/01/013 del 07/05/2013 dep. 17/07/2013

La trasmissione anomala della Dichiarazione, ovvero l'errore materiale nella compilazione della stessa, costituiscono casi di particolare incertezza che impongono al Fisco, anche ai sensi dell'art.6, c.5, L.212/00, l'invio dell'avviso bonario, preventivo all'emissione della cartella di pagamento ex art.36-bis DPR 600/73, ai fini della legittimità della cartella medesima (massima di Paola Terrinoni).

Depositata Mercoledì, 17 Luglio 2013

Pubblicazione sentenza - termine per impugnazione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 giugno 2013, n. 15741

In tema di impugnazioni, la modifica dell'art. 327 c.p.c., introdotta dalla legge 18 giugno 2009 n. 69, che ha sostituito il termine di decadenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza all'originario termine annuale, è applicabile, ai sensi dell'art. 58, c. 1, della predetta legge, ai soli giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore e, quindi, dal 4 luglio 2009, restando irrilevante il momento dell'instaurazione di una successiva fase o di un successivo grado di giudizio (sentenza massimata da Ignazio Buscema)

Depositata Venerdì, 21 Giugno 2013

La notifica dell'appello nel processo Tributario

Corte di Cassazione sentenza n. 14148 del 5 giugno 2013

Massima

Nel contenzioso tributario l’appello è inammissibile, se non è stata depositata copia conforme all’originale dell’atto anche presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale che ha pronunciato la sentenza impugnata. Ciò nel caso in cui la notifica sia avvenuta a mezzo posta. Ai sensi dell’art. 53, c. 2, D.Lgs. n. 546/1992, l’appello, qualora non ne venga deposita copia presso la segreteria della C.T.P., è  inammissibile, salvo che l’appellane non lo abbia notificato a mezzo di ufficiale giudiziario.

La ratio di tale norma è quella di dare tempestiva notizia dell’impugnazione al giudice di primo grado, al fine di impedire un'erronea attestazione circa il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Tale deposito deve essere effettuato in coerenza con il termine per la costituzione in giudizio dell’appellante medesimo (30 giorni dalla notifica del ricorso). Tale norma trova una sua razionale giustificazione e non sussiste alcuna disparità di trattamento tra le parti, essendo, per di più, la scelta di non avvalersi della notificazione a mezzo di ufficiale giudiziario rimessa ad una libera scelta dell’appellante.

Sentenza massimata da Ignazio Buscema

Depositata Mercoledì, 05 Giugno 2013

Cartella esattoriale - prova della notifica

CTR di Roma, sez. 1, sent. n. 306/01/13 del 26/02/13 dep. 23/05/13

La prova dell'avvenuta notifica della cartella di pagamento non può essere un estratto dell'Anagrafe Tributaria fornito da parte dell'ufficio. Ciò, non tanto in quanto si tratta di un documento di parte interno all'Amministrazione, ma in quanto da tale documento non è possibile capire le modalità esecuzione della notifica e la legittimità della stessa.

Depositata Giovedì, 23 Maggio 2013

Società in accomandita semplice - socio accomandate - accertamento maggiori redditi

C.T.R. di roma, sez. 1, sent. n. 294/01/13, del 26/02/13, dep. 17/05/13


Ll'accertamento di maggiori redditi (ex art. 5 DPR 917/86)  contro il socio accomandante di una Sas deve contenere una motivazione autonoma e completa, nel senso che deve contenere i motivi espressi nell'accertamento elevato nei confronti della società e l'allegazione del PVC; ciò è previsto a tutela dei diritti di fesa, atteso che i diritti di controllo sull'attività della società da parte del socio accomandante sono limitati - come previsto dall'art. 2320 c.c..

Depositata Venerdì, 17 Maggio 2013

S.a.s - IRPEF - socio accomandatario - debenza sanzioni

CTP di Ravenna, sez 1, sent. n. 70/01/13 del 06/05/2013

In caso di accertamento di maggiori redditi contro una S.a.s., ai fini del pagamento dell'imposta IRPEF, la responsabilità del socio accomandante non è limitata alla quota conferita.

Tuttavia, i socio accomandante non risponde delle sanzioni tributarie per dichiarazione infedele non essendo ex lege amministratore della società.

 

Riferimenti normativi artt. 2313 e 2314 c.c.

Depositata Lunedì, 06 Maggio 2013

Accertamento - attività penalmente illecite (gioco d'azzardo) - censura di non utilizzabilità nel processo tributario della perizia disposta in sede penale - è mera argomentazione difensiva in appell - prove acquisite nel processo penale - poteri del giudice tributario

Cass. civ. Sez. V, Sent., 20-03-2013, n. 6918

Accertamento - attività penalmente illecite (gioco d'azzardo) - censura di non utilizzabilità nel processo tributario della perizia disposta in sede penale - è mera argomentazione difensiva in appell - prove acquisite nel processo penale - poteri del giudice tributario

 

Le circostanze esposte dai contribuenti in appello sono "tutte finalizzate a dimostrare l'inutilizzabilità della perizia svolta in sede penale", al pari di quelle dedotte in prime cure. Se ne deve necessariamente inferire, pertanto, che si tratta di mere argomentazioni difensive ulteriori, rispetto a quelle già svolte in primo grado sullo stesso tema, e non di eccezioni in senso proprio; sicchè esse si sottraggono (per le ragioni suesposte) al regime di preclusioni delineato dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57. Nel processo tributario il giudice può legittimamente fondare il proprio convincimento anche sulle prove acquisite nel processo penale, pure se questo è destinato a concludersi con una pronuncia non opponibile alle parti del giudizio civile, purchè tali prove vengano dal giudice tributario sottoposte ad una propria ed autonoma valutazione; "una volta contestata dall'Erario l'antieconomicita di un comportamento del contribuente, poichè assolutamente contrario ai canoni dell'economia, incombe sul medesimo l'onere di fornire, al riguardo, le necessarie spiegazioni, essendo - in difetto - pienamente legittimo il ricorso all'accertamento induttivo da parte dell'amministrazione, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54"; "dalla natura del processo tributario, che non è annoverabile tra quelli di "impugnazione - annullamento", ma tra quelli di "impugnazione-merito", in quanto non è diretto alla sola eliminazione giuridica dell'atto impugnato, ma alla pronuncia di una decisione di merito sostitutiva sia della dichiarazione resa dal contribuente che dell'accertamento dell'ufficio - discende che, ove il giudice tributario ritenga invalido l'avviso di accertamento, non per motivi formali (ossia per vizi di forma talmente gravi da impedire l'identificazione dei presupposti impositivi, e precludere l'esame del merito del rapporto tributario), ma di carattere sostanziale, detto giudice non può limitarsi ad annullare l'atto impositivo, ma deve esaminare nel merito la pretesa tributaria e, operando una motivata valutazione sostitutiva, eventualmente ricondurla alla corretta misura, entro i limiti posti dalle domande di parte. (antonio Terlizzi)

 

Depositata Mercoledì, 20 Marzo 2013
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23 Luglio 2014
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