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Sentenze - Massime

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Massime sentenze 2011-2012

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Redditometro: correlazione entrate e uscite

Corte di Cassazione, sentenza n. 6396 del 19 marzo 2014

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6396 del 19 marzo 2014, ha accolto  il ricorso presentato da un contribuente avverso un avviso di accertamento con il quale, tramite redditometro, il Fisco gli aveva  rettificato, in via sintetica, il reddito per acquisto di beni di lusso. I giudici, nell'annullare l'accertamento, hanno statuito che il contribuente deve dimostrare l'esistenza dei redditi esenti o dei redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, ma non è necessario che fornisca la dimostrazione del collegamento con le spese sostenute (massima di Ignazio Buscema)

Depositata Mercoledì, 19 Marzo 2014

Coniugi separati: i benefici prima casa

Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 3954 del 19/02/2014

In tema di benefici fiscali collegati all’acquisto della prima casa, la Suprema Corte ha affermato che, al verificarsi della separazione legale, la comunione tra coniugi di un diritto reale su un immobile, ancorchè originariamente acquistato in regime di comunione legale, deve essere equiparata alla contitolarità indivisa dei diritti sui beni tra soggetti tra loro estranei, che è compatibile con le agevolazioni, atteso che la facoltà di usare il bene comune, che non impedisca a ciascuno degli altri comunisti “di farne parimenti uso” ex art. 1102 cod. civ., non consente di destinare la casa comune ad abitazione di uno solo dei comproprietari, per cui la titolarità di una quota è simile a quella di un immobile inidoneo a soddisfarne le esigenze abitative.

Depositata Mercoledì, 19 Febbraio 2014

Accordi di separazione - agevolazioni fiscali

Corte di Cassazione, sezione V, Sentenza 17 gennaio 2014, n. 860

L’agevolazione fiscale prevista dall’art. 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74 per gli atti esecutivi degli accordi intervenuti tra i coniugi, sotto il controllo del giudice, per regolare i loro rapporti patrimoniali conseguenti allo scioglimento del matrimonio o alla separazione personale (ivi compresi quelli aventi ad oggetto il riconoscimento o il trasferimento della proprietà esclusiva mobiliare od immobiliare) spetta solo per gli accordi tra i coniugi e le prestazioni esecutive rese da un coniuge nei confronti dell’altro e non anche rispetto a terzi.

Depositata Venerdì, 17 Gennaio 2014

Tributi – IRAP – Autonoma organizzazione – Assoggettabilità dell’imposta – Professionista – Dipendente part-time – Nessun aumento della capacità produttiva

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 settembre 2013, n. 22020

Con sentenza n.22020 del 25 settembre 2013 la Corte di Cassazione, ha avuto modo di affermare come l’automatica sottoposizione a Irap del lavoratore autonomo che disponga di un dipendente, qualsiasi sia la natura del rapporto e qualsiasi siano le mansioni esercitate, vanificherebbe l’affermazione di principio desunta dalla lettera della legge e dal testo costituzionale secondo cui il giudice deve accertare in concreto se la struttura organizzativa costituisca un elemento potenziatore e aggiuntivo ai fini della produzione del reddito tale da escludere che l’Irap divenga una (probabilmente incostituzionale) tassa sui redditi di lavoro autonomo. Vi sono ipotesi in cui la disponibilità di un dipendente (magari part time o con funzioni meramente esecutive) non accresce la capacità produttiva del professionista, non costituisce un fattore “impersonale e aggiuntivo” alla produttività del contribuente ma costituisce semplicemente una comodità per lui (e i suoi clienti). (Danilo Sciuto)

Depositata Mercoledì, 25 Settembre 2013

Tributi - Statuto del contribuente - avviso di accertamento - termine dilatorio - inosservanza - conseguenze

Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, Sentenza 29 luglio 2013, n.18184

Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto, hanno deciso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento, previsto dall'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212, decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, comporta l'illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza.

Depositata Lunedì, 29 Luglio 2013

TRIBUTI - ISCRIZIONE DI IPOTECA - CONDIZIONI - COMUNICAZIONE DELL'AVVISO DI CUI AL 2° COMMA DELL'ART. 50 D.P.R. N. 602 DEL 1973

Corte di Cassazione, sezione Sesta, Ordinanza interlocutoria 24 luglio 2013, n. 18007

La Sezione VI-5 civile della Corte di cassazione ha rimesso al Primo Presidente la valutazione circa l’opportunità di devolvere alle Sezioni unite la questione se il concessionario alla riscossione sia tenuto, ove sia decorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento e prima di procedere all’iscrizione di ipoteca, a notificare al debitore un avviso che contenga l’intimazione ad adempiere entro cinque giorni all’obbligo risultante dal ruolo (art. 50, comma secondo, del d.P.R. n. 602 del 1973).

Depositata Mercoledì, 24 Luglio 2013

Avviso bonario - compilazione errata dichiarazione - necessità - Statuto del Contribuente

CTR di Roma sez. 1 sent. n. 479/01/013 del 07/05/2013 dep. 17/07/2013

La trasmissione anomala della Dichiarazione, ovvero l'errore materiale nella compilazione della stessa, costituiscono casi di particolare incertezza che impongono al Fisco, anche ai sensi dell'art.6, c.5, L.212/00, l'invio dell'avviso bonario, preventivo all'emissione della cartella di pagamento ex art.36-bis DPR 600/73, ai fini della legittimità della cartella medesima (massima di Paola Terrinoni).

Depositata Mercoledì, 17 Luglio 2013

Pubblicazione sentenza - termine per impugnazione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 giugno 2013, n. 15741

In tema di impugnazioni, la modifica dell'art. 327 c.p.c., introdotta dalla legge 18 giugno 2009 n. 69, che ha sostituito il termine di decadenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza all'originario termine annuale, è applicabile, ai sensi dell'art. 58, c. 1, della predetta legge, ai soli giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore e, quindi, dal 4 luglio 2009, restando irrilevante il momento dell'instaurazione di una successiva fase o di un successivo grado di giudizio (sentenza massimata da Ignazio Buscema)

Depositata Venerdì, 21 Giugno 2013

La notifica dell'appello nel processo Tributario

Corte di Cassazione sentenza n. 14148 del 5 giugno 2013

Massima

Nel contenzioso tributario l’appello è inammissibile, se non è stata depositata copia conforme all’originale dell’atto anche presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale che ha pronunciato la sentenza impugnata. Ciò nel caso in cui la notifica sia avvenuta a mezzo posta. Ai sensi dell’art. 53, c. 2, D.Lgs. n. 546/1992, l’appello, qualora non ne venga deposita copia presso la segreteria della C.T.P., è  inammissibile, salvo che l’appellane non lo abbia notificato a mezzo di ufficiale giudiziario.

La ratio di tale norma è quella di dare tempestiva notizia dell’impugnazione al giudice di primo grado, al fine di impedire un'erronea attestazione circa il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Tale deposito deve essere effettuato in coerenza con il termine per la costituzione in giudizio dell’appellante medesimo (30 giorni dalla notifica del ricorso). Tale norma trova una sua razionale giustificazione e non sussiste alcuna disparità di trattamento tra le parti, essendo, per di più, la scelta di non avvalersi della notificazione a mezzo di ufficiale giudiziario rimessa ad una libera scelta dell’appellante.

Sentenza massimata da Ignazio Buscema

Depositata Mercoledì, 05 Giugno 2013

Cartella esattoriale - prova della notifica

CTR di Roma, sez. 1, sent. n. 306/01/13 del 26/02/13 dep. 23/05/13

La prova dell'avvenuta notifica della cartella di pagamento non può essere un estratto dell'Anagrafe Tributaria fornito da parte dell'ufficio. Ciò, non tanto in quanto si tratta di un documento di parte interno all'Amministrazione, ma in quanto da tale documento non è possibile capire le modalità esecuzione della notifica e la legittimità della stessa.

Depositata Giovedì, 23 Maggio 2013

Società in accomandita semplice - socio accomandate - accertamento maggiori redditi

C.T.R. di roma, sez. 1, sent. n. 294/01/13, del 26/02/13, dep. 17/05/13


Ll'accertamento di maggiori redditi (ex art. 5 DPR 917/86)  contro il socio accomandante di una Sas deve contenere una motivazione autonoma e completa, nel senso che deve contenere i motivi espressi nell'accertamento elevato nei confronti della società e l'allegazione del PVC; ciò è previsto a tutela dei diritti di fesa, atteso che i diritti di controllo sull'attività della società da parte del socio accomandante sono limitati - come previsto dall'art. 2320 c.c..

Depositata Venerdì, 17 Maggio 2013

Accertamento - attività penalmente illecite (gioco d'azzardo) - censura di non utilizzabilità nel processo tributario della perizia disposta in sede penale - è mera argomentazione difensiva in appell - prove acquisite nel processo penale - poteri del giudice tributario

Cass. civ. Sez. V, Sent., 20-03-2013, n. 6918

Accertamento - attività penalmente illecite (gioco d'azzardo) - censura di non utilizzabilità nel processo tributario della perizia disposta in sede penale - è mera argomentazione difensiva in appell - prove acquisite nel processo penale - poteri del giudice tributario

 

Le circostanze esposte dai contribuenti in appello sono "tutte finalizzate a dimostrare l'inutilizzabilità della perizia svolta in sede penale", al pari di quelle dedotte in prime cure. Se ne deve necessariamente inferire, pertanto, che si tratta di mere argomentazioni difensive ulteriori, rispetto a quelle già svolte in primo grado sullo stesso tema, e non di eccezioni in senso proprio; sicchè esse si sottraggono (per le ragioni suesposte) al regime di preclusioni delineato dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57. Nel processo tributario il giudice può legittimamente fondare il proprio convincimento anche sulle prove acquisite nel processo penale, pure se questo è destinato a concludersi con una pronuncia non opponibile alle parti del giudizio civile, purchè tali prove vengano dal giudice tributario sottoposte ad una propria ed autonoma valutazione; "una volta contestata dall'Erario l'antieconomicita di un comportamento del contribuente, poichè assolutamente contrario ai canoni dell'economia, incombe sul medesimo l'onere di fornire, al riguardo, le necessarie spiegazioni, essendo - in difetto - pienamente legittimo il ricorso all'accertamento induttivo da parte dell'amministrazione, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54"; "dalla natura del processo tributario, che non è annoverabile tra quelli di "impugnazione - annullamento", ma tra quelli di "impugnazione-merito", in quanto non è diretto alla sola eliminazione giuridica dell'atto impugnato, ma alla pronuncia di una decisione di merito sostitutiva sia della dichiarazione resa dal contribuente che dell'accertamento dell'ufficio - discende che, ove il giudice tributario ritenga invalido l'avviso di accertamento, non per motivi formali (ossia per vizi di forma talmente gravi da impedire l'identificazione dei presupposti impositivi, e precludere l'esame del merito del rapporto tributario), ma di carattere sostanziale, detto giudice non può limitarsi ad annullare l'atto impositivo, ma deve esaminare nel merito la pretesa tributaria e, operando una motivata valutazione sostitutiva, eventualmente ricondurla alla corretta misura, entro i limiti posti dalle domande di parte. (antonio Terlizzi)

 

Depositata Mercoledì, 20 Marzo 2013

Riscossione - Fondo patrimoniale - Ipoteca

Cass. civ. Sez. III, Sent., 05-03-2013, n. 5385

Nel caso il coniuge abbia costituito un fondo patrimoniale conferendovi un suo bene e agisca contro un suo creditore per l’illegittimità dell’ipoteca deve allegare e provare che il debito è stato contratto per uno scopo estraneo ai bisogni della famiglia e che il creditore era a conoscenza di tale circostanza. L’agente della riscossione può iscrivere ipoteca su beni appartenenti al coniuge o al terzo che li hanno conferiti nel fondo, qualora il debito del coniuge o del terzo sia stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari e, quando, ancorché sia stato contratto per uno scopo estraneo a tali bisogni, il titolare del credito per cui l’esattore procede alla riscossione non conosceva tale estraneità. Viceversa, l’agente della riscossione non può iscrivere ipoteca su detti beni e l’eventuale iscrizione è illegittima se il creditore conosceva tale estraneità. Qualora il coniuge , che ha costituito un fondo patrimoniale familiare conferendovi un suo bene, agisca contro il suo creditore chiedendo, in ragione della sua appartenenza al fondo, la declaratoria, ai sensi dell’articolo 170 del Cc, della illegittimità dell’iscrizione di ipoteca , deve allegare e provare che il debito per cui sia stata iscritta l’ipoteca è stato contratto per uno scopo estraneo ai bisogni della famiglia e che il creditore era a conoscenza di tale circostanza. Tali oneri sussistono anche in relazione all’iscrizione di ipoteca ai sensi dell’articolo 77 del Dpr 602/1973. (Cass. civ. Sez. III, Sent., 05-03-2013, n. 5385) (Antonio Terlizzi)

Depositata Martedì, 05 Marzo 2013

Terreno agricolo - terreno edificabile - plusvalenza - dirette

Corte di Cassazione, Sentenza 1 marzo 2013, n. 5166

E’ legittimo il recupero a tassazione delle maggiori imposte sulla plusvalenza generata dalla vendita di un terreno agricolo, ma di fatto edificabile, essendo sufficiente che l’immobile, come avviene per l’Ici, si trovi nei pressi di un centro abitato. L’edificabilità di fatto è una specie di edificabilità rilevante giuridicamente, perché presa in considerazione dalla legge sia ai fini dell’Ici articolo 2, comma 1, lettera b, periodo 1, ipotesi 2, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 che della determinazione dell’indennità di espropriazione; tale va considerata anche ai fini della plusvalenza, trattandosi di un'edificabilità di diritto, differenziandosene per il fatto di non essere ancora oggetto di pianificazione urbanistica, in quanto l’edificabilità di fatto è una situazione giuridica oggettiva, nella quale può venirsi trovare un bene immobile e che influisce sul suo valore.

Ignazio Buscema

Depositata Venerdì, 01 Marzo 2013

Riscossione - opposizione agli atti esecutivi - -poteche - indicazione del termine e delle modalità per impugnare - omissione – nullita’

Corte di cassazione sentenza n. 4777 del 26 febbraio 2013

L’ iscrizione di ipoteca da parte di Equitalia è invalida se l'avviso non contiene l'indicazione del termine e delle modalità per impugnare. Infatti, anche agli atti dell'esattore si applicano le norme sulla trasparenza del procedimento amministrativo. E’ invalida l'iscrizione di ipoteca qualora l'avviso dell'esattore non contenga termini e modalità per l'impugnazione. La legge 7 agosto 1990 n. 241 detta una serie di norme a tutela del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione e le sue prescrizioni debbono essere ritenute applicabili anche ai rapporti con l'amministrazione finanziaria, nei limiti in cui siano di agevole applicazione e non compromettano nella loro essenza le finalità pubbliche perseguite. Le norme in tema di esecuzione esattoriale contemplano misure che, a garanzia e a tutela dei crediti tributari, possono gravemente compromettere i diritti individuali poiché - oltre che avere introdotto misure quali il c.d. fermo amministrativo di beni mobili registrati, ipoteca sugli immobili, hanno introdotto procedure estremamente rapide e semplificate di esproprio dei beni. È essenziale pertanto che, proprio in tema di esecuzione esattoriale, siano rigorosamente rispettati sia il principio di legalità, tramite la stretta osservanza delle procedure stabilite; sia gli adempimenti di carattere generale diretti allo scopo di permettere all'esecutato di far valere le sue ragioni: soprattutto ove si tratti di adempimenti di agevole esecuzione e poco costosi per l'amministrazione, quali quello di comunicare all'interessato - unitamente alla comunicazione dell'avvenuta iscrizione ipotecaria - i termini e le modalità con cui può proporre opposizione e far valere le sue ragioni. Correttamente, pertanto, la sentenza impugnata ha ritenuto applicabile l'art. 3, comma 4, legge n. 241/1990 cit. al caso di specie. In definitiva, nell’avviso di iscrizione d’ipoteca Equitalia è tenuta a indicare il termine entro il quale è possibile proporre opposizione e l’autorità a cui proporla: lo impone il principio di legalità, soprattutto quando si tratta di adempimenti poco costosi e di agevole esecuzione. Anche agli avvisi di iscrizione ipotecaria sono applicabili le disposizioni della legge sul procedimento amministrativo, che impongono all’organo procedente di indicare il termine entro il quale può essere proposta l’opposizione al provvedimento e l’autorità a cui questa deve essere avanzata. (Massima di Antonio Terlizzi)

Depositata Martedì, 26 Febbraio 2013

IRPEF - accertamento - determinazione sintetica del reddito - incremento patrimoniale derivante da acquisto di fabbricati a titolo oneroso – Prova contribuente provenienza disponibilità finanziarie risarcimento danni - Sufficienza – Pretesa impositiva insussistente

Sentenza del 04/02/2013 n. 23 – C.T.P. di Lodi - Sezione/Collegio 2

Intervenuto accertamento sintetico del reddito imponibile a norma dell'art. 38 4 co. D.P.R. 600/1973, avendo l'Ufficio in particolare utilizzato tra gli indicatori di capacità contributiva la sopravvenienza di incrementi patrimoniali derivanti da acquisto di fabbricati effettuato dal contribuente a titolo oneroso e per atto pubblico, è ammessa la prova contraria offerta dal contribuente, supportata da idonea e probante documentazione, in ordine a disponibilità finanziaria derivante da risarcimento danni.

Depositata Lunedì, 04 Febbraio 2013

Notifica delle cartelle per posta

Cass. civ. Sez. V, Sent., 17-01-2013, n. 1091

La cartella esattoriale può essere notificata, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, ex art. 26, anche direttamente da parte del Concessionario, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso, secondo la disciplina del D.M. 9 aprile 2001, artt. 32 e 39, è sufficiente, per il relativo perfezionamento che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario. L'Ufficiale postale deve curare che la persona individuata dal concessionario come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza oltre che sull'avviso di ricevimento da restituire al mittente; ne consegue che se, manchino nell'avviso di ricevimento da restituire al mittente le generalità della persona cui l'atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come illeggibile, l'atto è pur sempre valido poiché la relazione tra la persona cui esso e destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell'Ufficio postale, assistito dall'efficacia probatoria di cui all'art. 2700 c.c., ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell'avviso di ricevimento cella raccomandata.

Ignazio Buscema

Depositata Giovedì, 17 Gennaio 2013

Inesistenza giuridica della notifica della cartella

CTR della Calabria, Sez. Staccata di Reggio Calabria, Sezione n. 6, in sentenza n. 157/06/2012, depositata il 31.12.2012

E' giuridicamente inesistente la notificazione della cartella di pagamento, operata direttamente dall'Agente della Riscossione, anche a mezzo posta raccomandata a.r., senza intervento di soggetto notificatore autorizzato "che deve compilare e sottoscrivere la relata e apporla in calce sia all'originale che alla copia dell'atto" inviato al contribuente, in applicazione dell'art. 26 del D.P.R. n. 602/73, nella versione in vigore a seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 46/99 e dal D.Lgs. n. 193/2001 e, in particolare, della rimozione sin dal 1999 dell'inciso "da parte dell'esattore" al primo comma.

Rocco Iemma e Mario Scafidi

Depositata Lunedì, 31 Dicembre 2012

Il ricorso redatto con la tecnica del "copia e incolla"

Corte di Cassazione, ord. n. 21034 del 27/11/2012

Va sancita l’ammissibilità dei cosiddetti ricorsi “copia-incolla” qualora, nelle brevi parti in cui gli stessi contengano argomentazioni autonome e dettagliate, che consentano comunque, a chi legge, di evincere una sufficiente contestazione della sentenza impugnata. E’ ammissibile l’impugnazione compilata con la discutibile tecnica descritta, dalla quale emergono, comunque, nelle parti maggiormente dettagliate, le ragioni delle contestazioni avanzate nei confronti della sentenza del giudice del gravame (massima di Ignazio Buscema)

Depositata Martedì, 27 Novembre 2012

Contribuente persona fisica - Residenza all'estero fittizia

CTR di Roma - sent. n. 371-3-12 - del 25/05/2012 - dep. 26/10/2012

E’ legittima la  contestazione di non effettività del trasferimento di residenza all'estero, con tutte le conseguenze fiscali che ne derivano. Il fatto di aver trascorso, con amici, un capodanno all'estero (nel caso di specie nel Regno Unito), è assolutamente ininfluente ai fini della individuazione della residenza. Sussiste la presenza costante del contribuente nel territorio dello Stato, centro di concentrazione maggiore dei suoi interessi familiari e sociali. (Massima di Terlizzi Antonio )

Depositata Venerdì, 26 Ottobre 2012
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18 Aprile 2014
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