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| Agevolazioni anticrisi: ripristinato il bonus per cessazione di attività commerciali |
| il decreto "anticrisi" entra nel merito delle cessazioni delle attività commerciali riproponendo il bonus del 1996 a sostegno di chi cessa l’attività; a chi spetta, le condizioni necessarie (Angelo Facchini) |
Un indennizzo pari a 458 Euro mensili: ecco a quanto ammonta quest'anno il trattamento spettante in favore degli operatori commerciali che decidono di cessare la loro attività. Il beneficio fu introdotto nel 1996 e si è potuto usufruire fino al 31 dicembre 2007. Il decreto anticrisi ora lo ha reintrodotto. La prestazione funziona come un vero e proprio ammortizzatore sociale, il cui scopo è quello di accompagnare in modo soft fino alla pensione coloro che lasciano definitivamente l’attività. Non è uno strumento di assistenza a carico dello Stato, ma di autogestione finanziata, fino al 31 dicembre 2013, tramite la maggiorazione dello 0,09 per cento dell'aliquota contributiva a carico dei commercianti in attività iscritti all'Inps. I destinatari sono tutti coloro che esercitano, in qualità di titolari o collaboratori, l’attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante, i gestori di bar e ristoranti e gli agenti e rappresentanti di commercio, a condizione che, nel periodo tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011, posseggano più di 62 anni di età, se uomini, o più di 57 anni, se donne, e vantino un'iscrizione al momento della cessazione dell'attività per almeno 5 anni, in qualità di titolari o collaboratori, nella gestione degli esercenti attività commerciali istituita presso l'Inps. In particolare: hanno titolo all'indennizzo tutti coloro che esercitano, in qualità di titolari o collaboratori, l’attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante, i gestori di bar e ristoranti e gli agenti e rappresentanti di commercio. Le condizioni : per la concessione del particolare beneficio, è necessario che gli interessati, nel periodo tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011, posseggano più di 62 anni di età, se uomini, o più di 57 anni, se donne, e vantino un'iscrizione al momento della cessazione dell'attività per almeno 5 anni, in qualità di titolari o collaboratori, nella gestione degli esercenti attività commerciali istituita presso l'Inps. Per ottenere l'erogazione del beneficio, sono necessari: 1. la cessazione definitiva dell'attività commerciale; 2. la consegna dell'autorizzazione per l'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (nel caso in cui quest'ultima sia esercitata congiuntamente all'attività di commercio al minuto); 3. la cancellazione del titolare dell'attività dal Registro delle imprese presso 4. la cancellazione del titolare dal registro degli esercenti il commercio per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; 5. la cancellazione dal ruolo provinciale degli agenti e rappresentanti di commercio. Incompatibilità: Misura l'indennizzo parte dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e fino al momento in cui si potrà percepire la pensione di vecchiaia. Rispetto al passato, la durata è superiore ai tre anni: l’assegno potrà essere erogato anche nel periodo che intercorre tra il mese di compimento dell’età pensionabile (60 anni per le donne, 65 per gli uomini) e l’apertura della cosiddetta finestra, cioè fino al momento in cui la pensione verrà effettivamente erogata. L'importo dell'indennizzo è pari a 458 Euro mensili, ed è identico al trattamento minimo di pensione, che viene concesso dall'Inps ai commercianti iscritti alla gestione. 14 Marzo 2009 Angelo Facchini |
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