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Prova dell'effettiva esportazione delle merci

Le operazioni di esportazioni di merci effettuate fuori dal territorio comunitario senza l'applicazione dell'IVA in fattura sono considerate valide qualora soddisfino una serie di requisiti formali e sostanziali

In primo luogo nella fattura deve regolarmente essere indicato il titolo di non applicabilità della disciplina IVA mediante l'indicazione di "operazione non imponibile ai fini dell'articolo 8 - D.P.R. 633/1972 e successive modificazioni ed integrazioni"

In secondo luogo deve essere data corretta prova documentale della effettiva esportazione, ovvero dell'avvenuto trasferimento delle merci fuori dal territorio dell'Unione Europea, senza la quale l'IVA è dovuta sull'intero imponibile.

L’esportazione deve risultare in alternativa da:

·        documento doganale - copia n. 3 DAU - vistato dalla dogana di uscita dal territorio doganale comunitario come previsto dell'articolo 793 disposizioni di applicazione del Codice Doganale Comunitario, con apposto il visto della Dogana in uscita (che potrebbe non essere italiana!)

·        vidimazione dell’Ufficio doganale su una copia della fattura, da presentarsi in Dogana unitamente alla dichiarazione di esportazione

A tale proposito consigliamo di conservare la DAU n.3 (copia del documento doganale di esportazione) assieme alla copia azienda del Documento di accompagnamento delle merci ad alla copia della fattura perché tali documenti (in particolare la terza copia timbrata della DAU) costituiscono la vera prova che i beni sono stati ceduti all’estero (quindi fuori dal territorio doganale comunitario) in corretto regime di non imponibilità IVA.

Possibilità di regolarizzazione

In caso di irregolarità della DAU è possibile, come previsto dalla circolare n. 75/D/2002 dell'Agenzia delle Dogane, la regolarizzazione a condizione che il soggetto esportatore presenti alcuni documenti comprovanti l’uscita delle merci dal territorio U.E.

In questo caso se l’operatore è in possesso dell’esemplare 3 redige la domanda di regolarizzazione allegando la copia 3 della DAU unitamente all'autocertificazione oppure da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio o diversamente facendola asseverare da un centro di assistenza doganale o dallo spedizioniere doganale.

In caso di smarrimento della DAU è possibile richiederne un duplicato alla Dogana in partenza (che ne avrà una copia!) allegando alla richiesta un esemplare del modello 1/EX ed una eventuale dichiarazione di avvenuto smarrimento o mancata restituzione dell’esemplare n. 3 del DAU

Vanno in ogni caso allegati oltre alla fattura di vendita e oltre al documento di trasporto gli eventuali documenti attestanti l'avvenuto pagamento della merce (copia del bonifico o della ricevuta bancaria ) oltre che una dichiarazione attestante l'arrivo della merce nel paese di destinazione.

La Dogana competente potrà richiedere ulteriori documenti tra i quali l'attestazione della contro Dogana di uscita (estratto dei registri) - eventuali certificati di importazione di autorità estere - CMR comprensivo dell’attestazione del vettore di avvenuta consegna della merce a destino - copia del certificato di trasporto e/o di assicurazione - certificazione sanitaria.

 

Si riporta la Circolare n. 75/D/2002 della Agenzia delle Dogane:

 

Oggetto: Regime dell'esportazione definitiva. Prova dell'uscita delle merci dal territorio doganale della Comunità. Smarrimento o mancato recapito all'esportatore dell'esemplare n. 3 del Documento Amministrativo Unico (D.A.U.). Rilascio di duplicato.

Sintesi: La circolare e' stata predisposta al fine di risolvere le problematiche attinenti la prova dell'effettiva uscita delle merci dalla Comunità, in caso di smarrimento o mancato recapito all'esportatore dell'esemplare 3 della dichiarazione doganale vistata, a suo tempo, dalla dogana di uscita.

E' stato, infatti, previsto che nelle predette ipotesi possa essere rilasciato all'interessato a determinate condizioni e requisiti un duplicato del citato esemplare 3 ai fini della prova in materia doganale e fiscale, dell'uscita delle merci dal territorio doganale.

Testo: Sono state manifestate, in sede di tavolo di consultazione Dogane/C.C.I. - Italia, da parte della Confindustria e di alcune associazioni di categoria difficoltà oggettive circa il ritorno dell'esemplare n. 3 della dichiarazione doganale (documento D.A.U.), munito del visto da parte dell'ufficio doganale di uscita, soprattutto nei casi di:

a) esportazioni indirette in cui il trasporto delle merci sia effettuato dall'acquirente estero o per suo conto - nelle operazioni triangolari; - nelle operazioni effettuate in groupage;

b) nel caso di esportazioni dirette se il trasporto e' effettuato dallo stesso venditore ma questi non fornisce le opportune istruzioni al trasportatore.

E' stata, quindi, avanzata richiesta per avere possibilità alternativa all'esibizione dell'esemplare n. 3 del D.A.U. munito del citato visto.

Al riguardo giova evidenziare come la normativa doganale nazionale in materia di esportazione definitiva ha già riconosciuto con il Testo Unico delle disposizioni Legislative in materia Doganale approvato con il D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, la possibilità per l'esportatore di esibire mezzi di prova alternativi al ricorrere di ipotesi quali, ad esempio, la mancata emissione della dichiarazione doganale, lo smarrimento della copia 3 del DAU, la mancanza dell'attestazione di uscita sul retro della copia 3 (cfr. art 346 del TULD e circolare n. 211 del 23.04.1974), etc..

 Inoltre, lo stesso Reg. (CEE) 2454/93 prevede che possano essere riconosciuti "con soddisfazione dell'autorità doganale dell'ufficio doganale interessato, dei documenti giustificativi riguardanti la prova

dell'uscita delle merci in causa dal territorio doganale della Comunità ....". In particolare tale possibilità e' riconosciuta dall'articolo 795 del piu' volte citato Reg. (CEE) 2454/93, ai fini della cosiddetta "regolarizzazione a posteriori", cioe' l'emissione a posteriori di una dichiarazione doganale nell'ipotesi in cui una merce uscita dal territorio doganale non ha formato a suo tempo oggetto della prescritta dichiarazione di esportazione.

Tutto cio' premesso, al fine di ovviare alle su accennate difficoltà e allo stesso tempo di uniformare le procedure di acquisizione dei visti doganali, nel pieno rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali,

nonche' da ultimo in conformità con la sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria n. 1614 del 6 febbraio 2002, si forniscono le seguenti istruzioni operative.

1. DISPOSIZIONI GENERALI

1.1 L'esemplare 3 del D.A.U. e' espressamente previsto e disciplinato dalla normativa comunitaria (cfr. art 793 e segg. del Reg. CEE 2454/93) e, pertanto, il timbro apposto dall'ufficio doganale di uscita sul retro del predetto esemplare costituisce la prova dell'uscita materiale delle merci dal territorio doganale della Comunità.

1.2 Nel caso in cui risulti impossibile l'esibizione dell'esemplare 3 del D.A.U vistato, causa smarrimento o mancato recapito dello stesso, l'esportatore effettivo, ovvero il soggetto che ha effettuato le operazioni per suo conto, puo' richiedere all'Ufficio doganale presso cui sono state effettuate le operazioni di esportazione (dogana di partenza che puo' coincidere con la dogana di uscita) un duplicato della copia n. 3 del D.A.U. sul retro del quale il predetto ufficio apporrà "a posteriori" il timbro di uscita di cui al già citato art. 793, paragrafo 3, del Reg. (CEE) 2454/93, sulla base dei documenti di cui al successivo punto 3.1, da cui si desuma con fondatezza che la merce risulta essere effettivamente uscita dal territorio doganale della Comunità.

2 . ASPETTI PROCEDURALI

2.1 CAD e spedizionieri doganali in possesso di copia dell'esemplare 3

Se le operazioni di esportazione per cui si chiede il duplicato della copia 3 siano state poste in essere dai Centri di Assistenza Doganale (CAD) o dagli spedizionieri doganali (doganalisti) iscritti nell'Albo professionale istituito con Legge 22 dicembre 1960, n. 1612, questi, ai sensi dell'art. 2 e dell'art.3, comma 2 della Legge 25 luglio 2000, n. 213 relativo all'asseverazione dei dati possono, qualora siano in possesso di una copia dell'esemplare 3 relativa all'operazione di esportazione già appurata, presentare la stessa copia, asseverata e resa conforme, all'ufficio doganale presso cui sono state effettuate le formalità di esportazione (dogana di partenza che puo' coincidere con quella di uscita).

La predetta copia dovrà essere accompagnata, oltre che dal mandato a procedere da parte dell'esportatore effettivo, da una domanda redatta dai predetti soggetti, in carta libera, contenente i seguenti elementi:

a) la richiesta dell'apposizione " a posteriori" del timbro di uscita sul retro della copia dell'esemplare n. 3 del D.A.U.;

b) i motivi per cui e' richiesto il visto sulla copia dell'esemplare n. 3;

c) l'elenco dei documenti obbligatori e quelli "ad adiuvandum" allegati alla richiesta, comprovanti l'uscita delle merci dal territorio doganale della Comunità.

L'ufficio doganale, una volta accertati i requisiti e le condizioni e verificata la documentazione allegata, provvederà ad apporre il timbro di cui al paragrafo 3 dell'art. 793 del citato Reg. (CEE) 2913/92 sul retro

della citata copia dell'esemplare 3 del DAU, unitamente alla data e alla sottoscrizione da parte del responsabile del procedimento.

L'Ufficio doganale competente dovrà, inoltre, riportare nella casella 44, in rosso la dicitura "DUPLICATO" nonche' gli estremi della presente circolare. Nella casella D, invece, verrà indicato il numero e la data del protocollo di accettazione della domanda.

A tutela degli interessi fiscali verranno assicurati dagli uffici doganali controlli a campione, basati sul raffronto dei dati contenuti nei ripetuti duplicati con quelli delle copie 1/EX in loro possesso in misura non inferiore al 10% delle richieste presentate.

2.2. Soggetti diversi in possesso di copia dell'esemplare n. 3

Se le operazioni di esportazione per cui si chiede il duplicato dell'esemplare 3 sono state poste in essere da soggetti diversi di cui al precedente punto 2.1. che siano in possesso della copia dell'esemplare 3 relativa all'operazione di esportazione già appurata, questi, ai sensi degli articoli 19 e 47 del D.P.R. 28.12.2000, n. 445, possono presentare all'Ufficio doganale competente apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attestante che la predetta copia dell'esemplare 3 del D.A.U. sia conforme all'originale.

Ai sensi dell'art. 38 del citato D.P.R. 445/2000, la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, compilata secondo il formulario allegato alla presente circolare (1) e debitamente sottoscritta dal dichiarante, puo' anche essere presentata allegando la fotocopia di un documento di identità.

Si applicano, alla presente ipotesi, le medesime istruzioni operative di cui al precedente punto 2.1. tranne, ovviamente, per quanto riguarda l'obbligo di allegazione del mandato a procedere.

Resta anche fermo l'obbligo dei controlli a scandaglio, con le identiche percentuali fissate all'ultimo capoverso del già citato punto 2.1.. (1) Si riporta all'allegato n. 3 il formulario relativo alla dichiarazione

sostitutiva di atto di notorietà.

2.3. Soggetti non in possesso di copia dell'esemplare 3.

Qualora i soggetti che hanno effettuato l'operazione di esportazione non siano in possesso della copia dell'esemplare 3 emessa a suo tempo, questi, in caso di smarrimento o mancata restituzione dell'esemplare 3 del D.A.U. per una operazione di esportazione già appurata dalla competente dogana di uscita, possono richiedere il rilascio di un duplicato mediante apposita domanda in carta libera all'ufficio doganale presso cui sono state espletate, in origine, le formalità di esportazione.

Per duplicato si intende, nel presente caso, copia dell'esemplare 1/EX in possesso dell' ufficio doganale di partenza (che puo' coincidere con quello di uscita).

La domanda deve contenere:

a) la richiesta dell'apposizione " a posteriori" del timbro di uscita sul retro del duplicato rilasciato dall'ufficio doganale competente sulla base dell'esemplare 1/EX in suo possesso;

b) i motivi per cui e' richiesto il rilascio del duplicato;

c) l'elenco dei documenti obbligatori e quelli alternativi presentati in allegato, comprovanti l'uscita delle merci dal territorio doganale della Comunità.

Nel caso in cui l'esportatore effettivo intenda avvalersi di un CAD o di un doganalista, alla predetta domanda dovrà essere allegato il relativo mandato a procedere.

L'ufficio doganale, accertati i requisiti e le condizioni e verificata la documentazione allegata, darà corso al rilascio del duplicato in questione, sulla base dell'esemplare 1/EX già in suo possesso, la cui validità sarà resa apponendo la dicitura "VALE COME ESEMPLARE 3".

Lo stesso Ufficio provvederà, inoltre, ad apporre il timbro di cui al paragrafo 3 dell'art. 793 del citato Reg. (CEE) 2913/92.

Tali attestazioni saranno convalidate con data e firma del responsabile del procedimento. Sarà riportato, inoltre, nella casella 44, in rosso, la dicitura "DUPLICATO" e gli estremi della presente circolare. Nella casella D, invece, verrà indicato il numero e la data del protocollo di accettazione della domanda.

3. DISPOSIZIONI COMUNI

3.1 Al fine di consentire l'istruttoria, gli interessati devono presentare la sotto elencata documentazione che l'ufficio doganale esaminerà e valuterà ai fini della prova circa l'avvenuta effettiva uscita della

 merce dalla comunità.

3.1.1 Documenti da presentare obbligatoriamente:

a) fattura commerciale o documento fiscale equipollente;

b) documento bancario attestante l'avvenuto pagamento della vendita all'estero (escluso per le cessioni a titolo gratuito);

c) dichiarazione di avvenuto smarrimento o mancata restituzione dell'esemplare n. 3 del D.A.U.;

d) dichiarazione con cui si attesti che la merce esportata ha raggiunto il Paese terzo di destinazione.

e) per trasporti effettuati via mare, copia conforme del contratto di trasporto unico a destinazione di Paese Terzo;

f) per trasporti effettuati via aerea copia conforme del contratto di trasporto unico a destinazione di Paese terzo;

g) per trasporti effettuati per ferrovia copia conforme del contratto di trasporto unico a destinazione di Paese terzo;

h) trasporti effettuati a mezzo posta copia conforme del bollettino postale;

3.1.2 Documenti "ad adiuvandum":

Nel caso di trasporti diversi da quelli di cui alle precedenti lettere e), f), g) ed h) e qualora l'ufficio doganale presso cui sono presentati i documenti di cui al precedente punto 3.1.1., riscontri dubbi o incertezze sull'effettiva uscita della merce dal territorio doganale della Comunità, saranno richiesti, in aggiunta agli stessi, uno o piu' dei seguenti documenti:

1) il CMR comprensivo dell'attestazione del vettore o suo agente di avvenuta consegna della merce a destino;

2) in caso di espletamento delle formalità di uscita presso una dogana nazionale, una attestazione di avvenuta uscita della merce appositamente rilasciata, su richiesta del soggetto interessato, da parte della stessa dogana sulla base delle risultanze dei propri registri;

3) in caso, invece, di espletamento delle formalità di uscita presso una dogana comunitaria, alternativamente, i certificati di importazione rilasciati da autorità estere ovvero le attestazioni di arrivo rilasciate dalle dogane o da altre Autorità pubbliche dello Stato estero di destinazione della merce, anche mediante annotazioni apposte sul documento di trasporto;

4) ogni altra documentazione commerciale o fiscale dalla quale si rilevino gli estremi della spedizione e l'arrivo a destino della merce (lettera di credito, certificato di assicurazione, certificato di controllo, certificazione sanitaria, ed altro).

Al fine di verificare la veridicità di tale documentazione la dogana competente effettuerà, a campione, gli opportuni controlli avvalendosi degli accordi che la Repubblica italiana o la Comunità Europea ha concluso in materia di Mutua Assistenza Amministrativa o di Cooperazione Doganale con i relativi Paesi di destinazione (2). Qualora nessun Accordo di Mutua Assistenza o di Cooperazione sia stato concluso con il Paese di destinazione della merce, i predetti documenti dovranno essere muniti di specifica attestazione a tal fine resa dai Consolati o da altri enti od istituti pubblici italiani presenti in tali Paesi (ad esempio l'ICE).

(2) Si allega alla presente l'elenco degli accordi intergovernativi bilaterali di Mutua assistenza Amministrativa (all.1) e l'elenco degli Accordi contenenti clausole sulla Mutua Assistenza Amministrativa in materia doganale conclusi dalla Comunità o dalla Comunità e i suoi Stati Membri (all.2).

4. DISPOSIZIONI FINALI

4.1 E' appena il caso di sottolineare che, atteso gli interessi erariali coinvolti, gli uffici doganali competenti sono chiamati a porre la massima attenzione a che nel rilascio dei duplicati in parola, non ricorrano circostanze o non sorgano dubbi che facciano temere abusi in ordine alla effettiva uscita della merce dal territorio comunitario.

4.2 Tenuto conto che il servizio di che trattasi comporterà un aggravio di attività e nella considerazione che il tempo medio necessario per il rilascio del duplicato possa essere valutato in ore una per i casi di cui al punto 2.1. e 2.2 e ore due per i casi di cui al punto 2.3, e' stabilito che, al fine di coprire le spese relative a carico dell'Amministrazione doganale e salvo eventuali successive modifiche, per il ristoro delle spese per le procedure di cui alla presente circolare sia fatto riferimento ai rimborsi orari di cui al D.M. 24 giugno 1992, n. 403 "Regolamento recante la disciplina per il rimborso all'erario, da parte di privati ed enti diversi dallo Stato, del corrispettivo dei servizi resi dal Dipartimento delle Dogane e delle Imposte Indirette" pubblicato nella G.U. 14 ottobre 1992, n. 242.

4.2 Per quanto concerne la procedura di riscossione, va seguita la procedura prevista dalla circolare n. 3/D del 24 gennaio 2002 recante "Istruzioni sullo svolgimento delle prestazioni di tipo non commerciale svolte a titolo oneroso dall'Agenzia delle Dogane (ciclo attivo)" e dalla nota n. 1052 dell'8 febbraio 2002 recante "Istruzioni sulla contabilizzazione degli incassi a qualunque titolo all'Agenzia delle Dogane (ciclo attivo).

 4.3 Si precisa che tutti gli atti e documenti di cui alla presente circolare sono da intendersi in carta libera.

4.4 Le disposizioni contenute al punto 3 della presente circolare sono applicate anche nell'ipotesi di cui all'articolo 795 del Reg. (CEE) n. 2454/93 relativo alla emissione a posteriori della dichiarazione doganale di esportazione. Sono, pertanto, conseguentemente integrate le disposizioni emanate con il telex min.le prot. 1638/VIII/SD del 28.7.1993 con la Dipartimentale prot. 1854/VII/SD del 7.3.2000, nonche' la nota prot. 1188/VII/SD del 26.2.2001.

Ogni inconveniente sarà immediatamente portato a conoscenza di questa Area Centrale.

Si prega di dare la massima divulgazione della presente circolare presso i dipendenti uffici.

 

gennaio 2004

 

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