STUDIO FERRARI

CONSULENZA ED ASSISTENZA TRIBUTARIA

PIAZZA M. BUONARROTI N. 22 - 95128   CATANIA

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COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI CATANIA

RICORSO AVVERSO CARTELLA DI PAGAMENTO

EMESSA DA

AGENZIA DELLE ENTRATE

UFFICIO IMPOSTE DIRETTE DI CATANIA

N. …. 2002 000000 - ANNO D’IMPOSTA 1995

 

NEI CONFRONTI DI

1. Agenzia delle Entrate - Ufficio Imposte Dirette di Catania per:

1.1   decadenza dei termini di iscrizione a ruolo, ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, a seguito della liquidazione delle imposte dovute e non versate;

1.2   decadenza dei termini di liquidazione e accertamento delle imposte dovute, a seguito dell’illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 36/bis e 43 - Dpr. n. 600/73, nonché dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000; 

1.3   violazione e falsa applicazione dell’art. 9, comma 1 - legge n. 448/98; legge che ha prorogato i termini per il controllo formale delle dichiarazioni e formazione dei ruoli, ex art. 37/ter - Dpr. n. 600/73, in quanto non applicabile alla mera liquidazione delle dichiarazioni, procedura prevista esclusivamente dall’art. 36/bis, stesso decreto Presidenziale;

1.4   decadenza dei termini di riscossione, quale conseguenza dell’illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73 e 43 - Dpr. n. 600/73.

2. ………. S.p.a., Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania - Sportello di Catania, per:

2.1 notifica della cartella di pagamento, oltre i termini di decadenza previsti dall’art. 25 - Dpr. n. 602/73.

 

Ill.mo Signor Presidente e Signori Giudici

Il sottoscritto Sig. ……………………….., elettivamente domiciliato in Catania…………………….., presso lo Studio del Dott. Ferrari Carlo, Commercialista - Tributarista, il quale lo rappresenta e difende giusta delega rilasciata a margine del presente ricorso.

P R E M E S S O

* Che in data 3 settembre 2002, è stata notificata all’odierno esponente la Cartella di Pagamento n. …. 2002 0000000 - Anno d'Imposta 1995, atto impugnato, contenente l'iscrizione a ruolo dei seguenti tributi:

- Codice Tributo 4001 - Irpef Persone Fisiche Omesso/Carente Versam. per €. 3965,36-. 

-         Codice Tributo 4105 - Sanzioni Pecun. Omesso/Ritard. Versam. per €. 1189,40-.

-         Codice Tributo 4110 - Interessi Ritard. Iscr. Om./Car. Versam. per €. 995,21-.

-         Diritti di notifica €. 3,10-.

Il tutto per l'ammontare complessivo di €. 6.153,07-. (Cfr. all. n. 1)

TUTTO CIO’ PREMESSO

Il sottoscritto, come rappresentato, domiciliato e difeso,

R I C O R R E

contro la Cartella di Pagamento n. 293 2002 000000 - Anno d'Imposta 1995, emessa dalla Agenzia delle Entrate - Ufficio Imposte Dirette di Catania, per i seguenti motivi.

Questa difesa desidera richiamare l'attenzione del Collegio giudicante su alcune questioni pregiudiziali di diritto.

A tal uopo, fà osservare quanto segue.

1.1 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di iscrizione a ruolo, ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, a seguito della liquidazione delle imposte dovute, da imputare alla A.E. - Ufficio Imposte Dirette di Catania.

La pretesa tributaria portata dalla Cartella di Pagamento de qua, trova la propria genesi dalla liquidazione della dichiarazione dei redditi - Anno d’Imposta 1995, e mirante al recupero di imposte, dichiarate e non versate, oltre ad interessi e sanzioni pecuniarie. (Argomenta art. 36/bis - Dpr. n. 600/1973 - testo in vigore ante modifica dell’art. 13 - D. Lgs. n. 241/97 - in quanto il testo novellato è applicabile esclusivamente alle dichiarazioni dei redditi presentate a far data dal 1° gennaio 1999)

Ciò precisato, si aggiunge che l’Ufficio avversario ha proceduto alla riscossione coattiva delle imposte, interessi e delle sanzioni pecuniarie, oltre i termini di decadenza previsti dalla norma citata. Più precisamente, l’atto impugnato è illegittimo per un vizio consumato durante l’azione della riscossione. Infatti, l’art. 36/bis, Dpr. citato, rubricato "Liquidazione delle imposte dovute in base alle dichiarazioni", recita:«Gli Uffici delle imposte, avvalendosi di procedure automatizzate, sulla base di programmi stabiliti annualmente dal Ministero delle Finanze, procedono entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione alla liquidazione delle imposte dovute, ... omissis …», termine perentorio. (In tal senso Cfr. Cassazione Civile - Sez. 1, n. 7088 del 29/07/97; C.T.P. di Brindisi - Sez. 1, n. 1 del 28/01/99; C.T.P. di Vicenza - Sez. 8, n. 519, del 26/11/99; C.T.R. della Lombardia - Sez. 62, sentenza n. 48 del 19/02/2001 - all. n. 2/3/4/5)

A parere di questa difesa, e non solo, anche dopo l'introduzione dell'art. 28 della legge n. 449/97, articolo che ha interpretato i termini indicati nel più volte citato art. 36/bis di natura ordinatoria, e dell'art. 9, comma 1, della legge n. 448 del 23 dicembre 1998, comma che ha disposto la proroga al 31 dicembre 2000 dei termini per i controlli formali delle dichiarazioni presentate per gli anni dal 1994 al 1998, ha lasciato inalterati i termini per gli anni precedenti.

Quanto precede traduce che tali norme non rilevano sul contenuto effettivo del sopra esaminato art. 36/bis - Dpr. n. 600/1973, per due ordini di motivi:

a) L'Interpretazione autentica (Argomenta art. 28 - legge 449/97) ha disposto nel senso che "il termine in esso indicato, avendo carattere ordinatorio, non è stabilito a pena di decadenza", va coordinata con il disposto di cui all'art. 154 c.p.c., secondo il quale “il giudice, prima della scadenza, può abbreviare o prorogare, anche d'ufficio, il termine che non sia stabilito a pena di decadenza. La proroga non può avere una durata superiore al termine originario. Non può essere consentita proroga ulteriore, se non per motivi particolarmente gravi e con provvedimento motivato”.

E' chiaro che detta norma, di natura processuale, è applicabile anche all'azione amministrativa.

Orbene, è ai più notorio che il termine di natura ordinatoria, inutilmente decorso, produce gli stessi effetti preclusivi di quelli perentori. (Cfr. Ex multis Cass. Civ., Sent. 8976 del 25/07/92; Idem Sent. n. 651 del 23/01/91 n. 651 - all n. 6/7) 

E’ evidente, infine, che mentre i termini ordinatori, nel processo civile, possono essere prorogati dal giudice, sempre prima della scadenza; i termini ordinatori in materia fiscale, non possono che essere prorogati con atti aventi forza di legge.

b) Con l'art. 9, comma 1 - legge n. 448/1998, il legislatore ha disposto la proroga dei termini al 31 dicembre 2000, esclusivamente per i controlli formali delle dichiarazioni presentate negli anni dal 1994 al 1998; procedura positivizzata all'art. 36/ter - Dpr. n. 600/1973. Infatti, l’art 36/ter - Dpr. n. 600/73, rubricato "Liquidazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base a più dichiarazioni o certificati di esse sostitutivi presentati  dallo stesso contribuente", dispone che:«Senza pregiudizio dell’accertamento a norma degli artt. 37 e seguenti, gli uffici delle imposte, sulla base degli elementi in loro possesso o di quelli forniti dal Centro informativo delle imposte dirette procedono alla liquidazione della maggiore imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sull’ammontare complessivo dei redditi risultanti da più dichiarazioni o certificati. ... omissis ...», testo applicabile a tutte le dichiarazioni presentate sino al 31/12/98. Ed ancora, il comma 3 - stesso Dpr., prevede che l'Ufficio prima di iscrivere a ruolo la maggiore imposta liquidata, invita il contribuente a confermare l'esatta esposizione dei dati dichiarati o a rettificare eventuali errori formali. (In tal senso C.T.P. di Vicenza, sez. VIII, 26.11.1999, n. 519 - Cfr. all. n. 4)

Ciò anche perchè il contenuto dell'art. 36/bis - Dpr. n. 600/1973, ha il precipuo scopo di recuperare l'imposta dichiarata, entro il termine ivi indicato (31 dicembre dell'anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione).

Ora, l’atto formale di “liquidazione della dichiarazione” e di “formazione del ruolo”, per la liquidazione delle imposte ex art. 36/bis medesimo Dpr., non sono due procedimenti distinti,  poiché, la liquidazione non ha una valenza autonoma, in quanto la norma citata non prevede l’emanazione di atto amministrativo da cui sia possibile verificarne la tempestività. Pertanto, la formazione del ruolo, in quanto elenco dei debitori delle somme dovute,  rappresenta l’unico “atto formale e procedimentale” desumibile esclusivamente dalla Cartella di Pagamento notificata, portatrice del recupero delle imposte liquidate.

Concludendo sul punto, è pacifico che l’inosservanza dell’Ufficio avversario dei termini di liquidazione delle dichiarazioni, ex art. 36-bis, produce l’illegittimità della cartella di pagamento, e per la conseguenza la inesistenza giuridica della pretesa tributaria.

Sulla base della normativa e della giurisprudenza citata ed alligata, è di solare evidenza, che l'atto impugnato è viziato in radice.

1.2 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di liquidazione e accertamento delle imposte dovute, quale conseguenza della illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 36/bis e 43 - Dpr. n. 600/1973, nonché dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000, da imputare alla A. E. - Ufficio Imposte Dirette di Catania.

La procedura di determinazione del debito di imposta prevista dal dettato normativo ex 36/bis - Dpr. n. 600/73, ante la modifica intervenuta ad opera dell’art. 13 - D.Lgs n. 241/97 ed applicabile al caso che ci occupa, non ha rilievo autonomo rispetto alla fase del pieno soddisfacimento della pretesa tributaria, ciò in quanto non è previsto nessun atto formale di liquidazione di imposta dal quale si evince la sua tempestività; ciò incarna la sostanziale differenza rispetto dalla rettifica, portata dall’accertamento di una maggiore imposta che scaturisce dal controllo sostanziale del reddito dichiarato.

Di conseguenza, la mera liquidazione e accertamento del debito delle imposte dichiarate dai contribuenti e non versate, va individuato nell’iscrizione a ruolo che assume atto conclusivo e innovativo-costitutivo nella fase di accertamento delle imposte solamente con la notifica della Cartella di Pagamento.

Per cui, assume carattere innovativo e conclusivo nella fase di accertamento e liquidazione delle imposte la pretesa tributaria accertata, che al fine di rendere edotto il contribuente sulle ragioni su cui si fonda, la stessa deve essere portata a conoscenza del debitore attraverso la Cartella di Pagamento “regolarmente notificata” nei termini indicati dall’art. 43 - Dpr. n. 600/73, anche se sommariamente motivata.

Pertanto, la notifica al contribuente della Cartella di Pagamento è “atto imprescindibile al fine della produzione degli effetti giuridici del ruolo”, in quanto nella procedura di liquidazione, ex art. 36/bis - Dpr n. 600/73, la stessa assume la funzione dell’avviso di accertamento, in quanto lo incorpora, e lo stesso essendo un atto interno dell’A.F., rende edotto il contribuente e produce i suoi effetti giuridici solo ed esclusivamente con una regolare notifica nei termini previsti, a pena di decadenza, dall’art. 43 - Dpr. n. 600/73.

Inoltre, a supporto ed integrazione della tesi sostenuta da questa difesa, si osserva che:

a)      Con la nuova procedura di liquidazione, riscossione ed accertamento delle dichiarazioni, prevista per tutte le dichiarazioni presentate dal 1 gennaio 1999, introdotto con la delega conferita al Governo dall’art. 3, comma 134 - legge n. 662/96, è stata emanato il D. Lgs. n. 462/97, il quale all’art. 2, comma 2 - dispone la riscossione a mezzo ruolo, solo dopo trascorsi inutilmente 30 giorni della notifica dell’esito della liquidazione al contribuente, previsto dall’art. 36/bis, comma 3 - Dpr. n. 600/73.

Non solo, anche nel sopra richiamato testo previgente, si leggeva che:«… . Ai fini del precedente comma, il contribuente è invitato anche a mezzo telefono o mezzo posta, a fornire chiarimenti in ordine ai dati contenuti nella dichiarazione ed a esibire o trasmettere ricevute di versamento. … omissis …». (Cfr. art. 36/bis, testo ante la modifica dell’art. 13 - D. Lgs. n. 241/97, ed applicabile al caso che ci occupa).

b)      L’art. 6 - legge n. 212/2000, rubricato “Conoscenza degli atti e semplificazione” così dispone:«Comma 1. - L’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati. (nel caso in specie il ruolo o il suo procedimento di formazione  - n.d.r.) A tal fine essa provvede comunque a comunicarli nel luogo di effettivo domicilio del contribuente, quale desumibile dalle informazioni in possesso della stessa amministrazione … omissis …. Restano ferme le disposizioni in materia di notifica degli atti tributari; Comma 5. - Prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, … l’amministrazione deve invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti o a produrre i documenti …..omissis… Sono nulli i provvedimenti emessi in violazione delle disposizioni di cui al presente comma».

Orbene, da quanto precede si ricava che: l’Ente impositore durante la liquidazione e la successiva riscossione ha violato le norme su richiamate, ciò perché il ruolo come formato dall’A.F. con la procedura prevista dall’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, rimane un atto interno, consistente in un elenco inventariato di contribuenti creditori della stessa A.F., per mezzo del quale si vantano delle imposte dichiarate e non versate, privo di recettività ai destinatari sia ai fini decadenziali che procedimentali, atteso che lo stesso è idoneo a produrre i propri effetti giuridici in capo al soggetto passivo d’imposta, solo quando avviene la notifica della Cartella di Pagamento di cui ne è parte integrante.

Ora, è pacifico che, nel caso in argomento, la dichiarazione dei redditi è stata presentata nell’anno 1996, motivo per cui il termine quinquennale di decadenza decorre dal 31/12/1996 e si conclude il 31/12/2001. Il tutto traduce che la Cartella di Pagamento de qua, essendo stata notificata in data 3 settembre 2002, è illegittimità, in quanto, risulta notificata oltre i termini di decadenza di cui al combinato disposto degli artt. 36/bis e 43 - Dpr. n. 600/73.

Inoltre, durante tutta la procedura di liquidazione e di riscossione, l’Ufficio avversario non ha invitato il contribuente a fornire i chiarimenti o a produrre i documenti, circa la dichiarazione liquidata con la conseguente nullità di tutti gli atti conseguenti - Ruolo e Cartella di Pagamento, oggetto della presente impugnazione, in violazione dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000. (In tal senso C.T.P. di Catania Sez. 12  n. 354  del 28/04/2000 - C.T.P. di Bari Sez. 17 n. 238 del 09/07/2001 - C.T.P. di Catania Sez. 4  n. 310  del 03/04/2002)

1.3 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per violazione e falsa applicazione dell’art. 9, comma 1 - Legge n. 448/98; norma che ha prorogato i termini per il controllo formale delle dichiarazioni e formazione dei ruoli, ex art. 37/ter - Dpr. n. 600/73, in quanto, non applicabile alla mera liquidazione delle dichiarazioni, procedura prevista solo dall’art. 36/bis stesso decreto, da imputare alla A. E. - Ufficio Imposte Dirette di Catania.

Per il controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, presentate fino alla data del 31/12/1998, regolato dall'art. 36/ter - Dpr. n. 600/73, è intervenuta proroga dei termini, ex art 9, comma 1 - legge n. 449/98, fissando come termine ultimo il 31/12/2000.

Sul punto questa difesa fa osservare al Collegio giudicante quanto segue:

a) che l’art 36/ter - Dpr. n. 600/73, rubricato "Liquidazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base a più dichiarazioni o certificati di esse sostitutivi presentati  dallo stesso contribuente", dispone che:«Senza pregiudizio dell’accertamento a norma degli artt. 37 e seguenti, gli uffici delle imposte, sulla base degli elementi in loro possesso o di quelli forniti dal Centro informativo delle imposte dirette procedono alla liquidazione della maggiore imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sull’ammontare complessivo dei redditi risultanti da più dichiarazioni o certificati. ... omissis ...», testo applicabile a tutte le dichiarazioni presentate sino al 31/12/98. Ciò, in quanto, l’art. 13 - D. Lgs n. 241/97, ha riscritto la suddetta norma, ed è applicabile alle dichiarazioni presentate a far data dal 01/01/1999, ai sensi dell’art. 16, dello stesso decreto legislativo;

b) che per controllo formale, cioè prettamente documentale, è da intendersi la liquidazione delle dichiarazioni in riferimento alla rideterminazione dell'imposta dovuta a seguito di sopravvenuta conoscenza di elementi alla Amministrazione Finanziaria, che determinano infedeltà e/o la duplicazione dei redditi dichiarati, come previsto dalla norma richiamata, dando facoltà all’Ufficio di ricalcolare le stesse, senza dover procedere alla notifica di un atto formale, quale l’accertamento. Tale procedura, pertanto, non è applicabile alla fattispecie concreta della cartella di pagamento che ci occupa, in quanto, inerisce al recupero di imposte dichiarate e non versate, e soggiace alla procedura prevista dall’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73;

c) che l’Amministrazione Finanziaria, con la R. M. n. 6/E del 19/01/1999, dando risposta ad un quesito posto da un Ente Pubblico, con il quale chiedeva di conoscere l’applicabilità della proroga dei termini dell’ art. 9, legge n. 448/98, in materia di tributi locali, si è espressa (punto quattro risposta) nel senso che:«… omissis ..., i due commi dell’art. 9 hanno un ambito unitario e funzione complementare, in quanto il comma 1 si riferisce esclusivamente al "controllo formale" delle dichiarazioni per tributi Diretti ed IVA, ex art. 36/ter  - Dpr. n. 600/73, mentre il comma 2 riguarda le altre modalità di controllo, (controllo di dichiarazioni, liquidazione ed accertamento) di tributi erariali, ... omissis ...»; (Cfr. R. M. n. 6/E del 19/01/1999 - all. n. 8)

d) che comunque, la proroga dei termini intervenuta, così come disposta dal citato art. 9, comma 1 - legge n. 448/98, per i controlli formali della dichiarazione dei redditi in argomento, (Anno d’imposta - 1994 presentata nel 1995), non è neanche applicabile alla liquidazione delle dichiarazioni, ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, in quanto, il "termine ordinatorio biennale" era già scaduto al momento dell’entrata in vigore della stessa legge, atteso che non è stato prorogato prima della scadenza, secondo quanto disposto dall’artt. 153 e 154 c.p.c. (Cfr. quanto in narrativa - Punto n. 1 Ricorso), in coerenza con quanto precede, i termini di cui all’art. 36/bis - Dpr. n. 600, relativamente all'anno d'Imposta 1995, sono inesorabilmente chiusi, e nessuna legge, può, legittimamente, prorogare un termine già scaduto;

e) che il Legislatore, in forza di quanto disposto all'art. 9, comma 2 - legge citata, non poteva che prorogare esclusivamente i termini biennali di decadenza, relativamente alle dichiarazione dei redditi presentate nell'anno 1997 - Anno d’Imposta 1996, in scadenza il 31/12/98 al 30/06/99, per la liquidazione delle imposte, ex art. 36/bis - Dpr. n. 600/73;

f) che il legislatore, con l'art. 9, comma 1 - legge n. 448/1998,  ha disposto la proroga dei termini al 31 dicembre 2000, esclusivamente per i controlli formali delle dichiarazioni presentate negli anni dal 1994 al 1998; procedura positivizzata all'art. 36/ter - Dpr. n. 600/1973, atteso che la norma applicabile per il controllo formale delle dichiarazioni era subordinata ai termini quinquennali di decadenza. Mentre, limitatamente alle dichiarazioni presentate a far data dal 1° gennaio 1999, gli Uffici Tributari devono procedere al controllo formale delle dichiarazioni, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione. Testo in vigore dopo la novella contenuta nell'art. 13 - D. Lgs. n. 241/1997, e nei termini indicati dall'art. 16, medesimo D. Lgs.. (31 dicembre del secondo anno successivo alla presentazione)

g)  che nel "Diritto Tributario", la ratio dell’istituto della decadenza si ravvede nella necessità di tutelare i contribuenti, i quali, a contrario, rimarrebbero esposti sine die alle richieste dell’Erario.

Pertanto, i vizi eccepiti in narrativa, consumati dall'Ufficio Tributario durante il procedimento di liquidazione e la successiva riscossione, non possono che determinare la nullità di tutti gli atti conseguenti, quale è la Cartella di Pagamento che ha generato la vexata quaestio. (In tal senso, ex multis Cfr. C.T.P. di Brindisi - Sez. 1, n. 1 del 28/01/99; - C.T.R. del Lazio - Sez. n. 33, n. 4  del 22/02/99; C.T.P. di Vicenza - Sez. n. 8, n. 519 del 26/11/99; C.T.P. di Salerno - Sez. n. 8, n. 152 del 20/07/2000; C.T.P. di Catania: sez. 4, n. 310 del 370472002 e sez. n. 9, n. 108 del 1/02/2002 - all. n. 4/9/10)

1.4 Eccezione di nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di riscossione, quale conseguenza della illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73 e art. 43 - Dpr. n. 600/73, da imputare alla A.E. - Ufficio Imposte Dirette di Catania.

L’emanazione della Cartella di Pagamento impugnata, conseguente a recupero delle imposte dovute, è altresì illegittima, per un ulteriore vizio consumato durante l’azione della riscossione, in quanto risulta violato il combinato disposto degli artt. 17,  comma 1 - Dpr. n. 602/1973 e l’art. 43 - Dpr. n. 600/73. L’ordinativo di pagamento notificato (Cartella di Pagamento), per il recupero delle imposte liquidate con l’iscrizione a ruolo, risulta essere l’unico “atto recettizio”, notificato al contribuente, che mirante alla riscossione coatta delle suddette somme, è il solo procedimento amministrativo, avverso il quale si può o meno contestare tale pretesa. Ciò in quanto, il ruolo, che rappresenta “l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo concessionario ex art. 11 - Dpr. n. 602/73”, risulta essere un «atto interno non recettizio» e «senza nessuna efficacia interruttiva» ai fini della decadenza della riscossione dei tributi,  e di conseguenza l’unico atto che lo porta a conoscenza del destinatario è la Cartella di Pagamento notificata, che lo incorpora.

Ne consegue, pertanto, che per l’effettiva legittimità e validità dell’atto impositivo, non è sufficiente la formazione del ruolo posta in essere entro il termine quinquennale previsto dall’art. 17, comma 1 – Dpr. n. 600/73, ma è necessaria la notifica dell’ordinativo di pagamento (Cartella di Pagamento), entro il termine di cui all’art. 43 - Dpr. n. 600/73, pena la decadenza della pretesa impositiva. 

Ciò perché:

a.      l’avviso di accertamento, è un atto di natura impositiva e costituisce presupposto dell’obbligazione tributaria; è quindi atto recettizio, la cui validità e subordinata, alla regolare e tempestiva notificazione del medesimo atto, ai sensi degli artt. 42 e 43 - Dpr. n. 600/73;

b.      il ruolo invece, così come formato dall’Ufficio, costituente l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute, si perfeziona ai fini della riscossione e produce i suoi effetti giuridici, esclusivamente con una valida e tempestiva notifica della cartella di pagamento che lo incorpora, e quest’ultima acquisisce il titolo definitivo per la riscossione coattiva.

Infatti, l’art. 43 Dpr. n. 600/73, al comma 1 recita:«Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.»

E’ evidente, quindi, che  la validità dell’atto impugnato è subordinato alla condizione che lo stesso deve essere notificato entro il termine quinquennale previsto dalla norma citata.

Nel caso in esame, la dichiarazione dei redditi è stata presentata nell’anno 1996, motivo per cui il termine quinquennale di decadenza decorre dal 31/12/1996 e si conclude il 31/12/2001. Tanto premesso, per come è documentale, è facile dimostrare per questa difesa, che l’atto formale (la Cartella di Pagamento) oggetto di impugnazione, viene ad assumere la funzione di un atto conclusivo, per cui la cartella di pagamento non può essere notificata oltre l’arco temporale previsto dall’art. 43, comma 1 - Dpr. n. 600/73.

(In tal senso  C.T.R. Toscana  - Sez. 9,  n. 80 del 25/09/2000; senso  C.T.P. di Milano Sentenza n. 35/34/01 del 11/04/2001 - C.T.P. di Ravenna Sez. n. 1 n. 375 del 07/12/2001)

Riepilogando, il quadro normativo di riferimento risulta condurre alle seguenti considerazioni conclusive:

a)      L’iscrizione a ruolo è un atto interno dell’A.F., che incorporato nella Cartella di Pagamento ex art. 6 - D.M. 03/09/1999, n. 321, costituisce un atto unilaterale recettizio, in quanto indirizzato al debitore, e ai sensi dell’art. 1334 del codice civile produce i suoi effetti giuridici, dal momento in cui viene notificato, di conseguenza il momento della sua formazione non ha nessuna rilevanza giuridica, cioè improduttiva di effetti, poiché non assumendo rilevanza esterno-pubblicistica, non incide nella sfera giuridica del soggetto destinatario.

b)      L’art. 19 - D.Lgs. n. 546/92, al comma 1, lettera d)  annovera tra gli atti impugnabili, il ruolo e la cartella di pagamento. Pertanto essendone  prevista la impugnabilità, il ruolo per assumere carattere recettizio, deve essere portato a conoscenza del contribuente, e l’unico strumento abilitato, è la cartella di pagamento ritualmente notificata.

c)      L’art. 24, comma 3 - Dpr. n. 602/73, testo previgente (applicabile alla vexata quaestio)  rubricato “Consegna del ruolo al Concessionario”, disponeva che:«Per i ruoli posti in riscossione in unica rata l’intendente di finanza può consentire la proroga fino ad un mese a condizione che la scadenza avvenga prima del compimento dei termini di decadenza dell’art. 17». Ciò conferma che la notifica della cartella di pagamento doveva avvenire necessariamente entro i termini quinquennali di decadenza.     

Da quanto precede, è agevole per questa difesa dimostrare che, dal quadro normativo di riferimento, emerge che l’Ufficio Impositore: 

-         ha proceduto alla iscrivere a ruolo, oltre i termini di decadenza previsti dall’art. 36/bis - Dpr. n. 600/73, previsti dal combinato disposto degli artt. 36/bis e 43 stesso Dpr., procedura prevista, in materia di accertamento e riscossione, per la sola liquidazione delle imposte dichiarate e non versate, risultanti dalle dichiarazioni presentate dai contribuenti;

-         ha violato l’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000, in quanto non è stato osservato il procedimento cognitivo previsto per gli atti posti in essere dall’A.F. e destinati al contribuente; violazione sanzionata con la nullità di tutti gli atti conseguenti l’iter formativo del ruolo (la Cartella di Pagamento);

-         ha palesemente violato l'art. 9, comma 1 - legge n. 448/98, norma intervenuta a prorogare i termini per il controllo formale delle dichiarazioni, ex. art. 36/ter -  Dpr. n. 600/73, non applicabile alla fattispecie concreta del rapporto controverso in esame, in quanto, inerisce esclusivamente al recupero di imposte dichiarate e non versate; procedura prevista solo dall’art. 36/bis - Dpr. medesimo;

-         ha proceduto a notificare la cartella di pagamento oltre il  termine di decadenza previsti dal combinato disposto degli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73 e art. 43 - Dpr. n. 600/73, in materia di riscossione, per le imposte liquidate in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti. 

Si aggiunge, che nel campo del diritto amministrativo e tributario, più precisamente nella fase preparatoria del procedimento di liquidazione e riscossione del tributo, il quale si svolge in funzione di una certa fattispecie esprimente l’azione del pubblico potere, ci sono atti che si risolvono nel constatare l’esistenza di determinate circostanze nel corso delle quali l’ordinamento riconosce la legittimità del provvedimento che si tratta di porre in essere.

3.1 Eccezione di nullità e/o annullabilità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione dell’art. 25, comma 1 - Dpr. n. 602/73, da imputare alla …………….. S.p.a. - Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia  di Catania.

Per ultimo in ordine, ma non certo per importanza, si lamenta la violazione dei termini di notifica dell’atto impugnato. Ciò, in quanto, il Concessionario della Riscossione di Catania …………… S.p.a., non ha provveduto a notificare la cartella di pagamento entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello nel corso del quale il ruolo gli è stato consegnato. Infatti, l’art. 25, comma 1 - Dpr. n. 602/73, prevede che:«Il Concessionario notifica la cartella di pagamento, entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo, al debitore inscritto a ruolo … omissis ...»,  termine perentorio.

Si fa osservare ai primi Giudici, che la Cartella di Pagamento, non è un atto del Fisco, ma dell’Esattore, il quale, pur non essendo del tutto estraneo all’Amministrazione Finanziaria, ne è tuttavia, un organo indiretto, in quanto, in forza di una concessione, esercita i poteri di riscossione, dei quali resta titolare il soggetto Pubblico. Pertanto, l’Esattore deve notificare la cartella di pagamento entro i ristretti termini di cui all’art. 25 - Dpr. n. 602/73. (In tal senso Corte di Cassazione - Sez. 1 Civile, n. 7662 del 19/07/99. La Suprema Corte rileva che il contribuente non può essere soggetto all’infinita soggezione del Fisco, essendo l’esattore soggetto ai ristretti termini di notifica della cartella di pagamento, ex art. 25 - Dpr. n. 602/73 - Cfr. all. n. 11).

Ciò è facilmente rilevabile facendo ricorso al disposto degli artt. 153 e 154 c.p.c., dai quali artt. si ricava che la differenza tra i termini ordinatori e perentori risiede nel fatto che, i primi possono essere prorogati prima della scadenza, mentre i secondi non possono essere prorogati, nemmeno con l’accordo delle parti. E’ evidente, però, che mentre i termini ordinatori, nel processo civile, possono essere prorogati dal giudice, sempre prima della scadenza, i termini ordinatori in materia fiscale non possono che essere prorogati con atti aventi forza di legge. (In tal senso: Cfr. C.T.P. di Pordenone - sentenza n. 21/02/01 del 14 febbraio 2001; C.T.P. di Milano - Sez. 39, sentenza n. 14/38/00 del 07/02/00 - all. n. 12/13)

Per quanto in narrativa argomentato, in forza delle norme richiamate e della giurisprudenza di ogni ordine e grado alligata, è evidente che la Cartella di Pagamento, che forma oggetto della presente impugnazione, sia destituita di ogni fondamento giuridico per l’illegittimità della pretesa tributaria che incorpora.

PER TUTTI QUESTI  MOTIVI

Il sottoscritto, come rappresentato, domiciliato e difeso,

C H I E D E

all’Ill.mo Sig. Presidente e a Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale di Catania adita, ciascuno per quanto di propria competenza, previa sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato, ai sensi dell’art. 47 - D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in forza dell’ingiusto oltre che grave e irreparabile danno che provocherebbe la procedura esecutiva “periculum in mora” (Cfr. all. 14), in accoglimento delle argomentazioni in punto di mero diritto, “fumus boni iuris”, di cui in narrativa, voglia compiacersi dichiarare:

1.     In Via Pregiudiziale:

1.1  La nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di iscrizione a ruolo, a seguito della liquidazione delle imposte dovute, ex art. 36/bis  -  Dpr. n. 600/73, in quanto, l’Ufficio Impositore non ha provveduto a iscrivere a ruolo le imposte dovute e non versate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi.

1.2   La nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di liquidazione e accertamento delle imposte dovute, quale conseguenza della illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 36/bis e 43 - Dpr. n. 600/1973, nonché dell’art. 6, comma 1 e 5 - legge n. 212/2000.

1.3  La nullità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione e falsa applicazione dell’art. 9, comma 1 - legge n. 448/98; norma che ha prorogato i termini per il controllo formale delle dichiarazioni e formazione dei ruoli, ex art. 36/ter - Dpr. n. 600/73, in quanto, non applicabile alla mera liquidazione delle dichiarazioni, procedura prevista esclusivamente dall’art. 36/bis, stesso Dpr..

1.4  La nullità della cartella di pagamento impugnata, per decadenza dei termini di riscossione, quale conseguenza della illegittima applicazione del combinato disposto degli artt. 17, comma 1 - Dpr. n. 602/73 e art. 43 - Dpr. n. 600/73, in quanto, l’Ufficio Impositore, ha provveduto a notificare la cartella di pagamento, che incorpora l’iscrizione a ruolo a seguito di liquidazione delle imposte dovute, oltre il termine quinquennale di decadenza previsto dall’art. 43 - Dpr. n. 600/73.

1.5  La nullità della cartella di pagamento impugnata, per palese violazione dell’art. 25, comma 1 - Dpr. 602/73, in quanto, il Concessionario della Riscossione per la Provincia di Catania …………………….. S.pa., non ha provveduto a notificare la cartella di pagamento al debitore, entro l’ultimo giorno del quarto mese successivo a quello di consegna del ruolo, termine perentorio.

2.     Nel merito, e senza rinuncia alle eccezioni pregiudiziali che  precedono:

2.1  La massima riduzione delle sanzioni irrogate o da irrogare.

3. Spese e compensi.

Il presente ricorso è redatto in triplice esemplare, il primo originale in carta resa legale, viene notificato mediante presentazione all’Agenzia delle Entrate - Ufficio Imposte Dirette di Catania; il secondo originale, viene inviato a mezzo posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento …………………… S.p.a, Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania; e la terza copia che la parte dichiara conforme all’originale, verrà depositata entro il termine di 30 giorni, presso la Commissione Tributaria Provinciale di Catania.

ISTANZA DI DISCUSSIONE IN PUBBLICA UDIENZA

Si chiede, ai sensi e per gli effetti dell’art. 33, comma 1 - D. Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, che il ricorso di cui trattasi venga discusso in pubblica udienza.

Si fa riserva di produzione di ulteriori documenti e di presentazione di memorie all’esito del comportamento delle controparti, e si allega il fascicolo di parte con i seguenti documenti in fotocopia:

1.      Cartella di Pagamento, atto impugnato.

2.      Sentenza Corte di Cassazione - Sez. I Civile, n. 7088 del 29/07/97.

3.      Sentenza C.T.P. di Brindisi - Sez. n. 1 del 28/01/99, n. 1.

4.      Sentenza C.T.P. di Vicenza - Sez. n. 8 del 26/11/1999, n. 519.

5.      Sentenza C.T.R. della Lombardia - Sez. 62, sentenza n. 48 del 19/02/2001.

6.      Sentenza Corte di Cassazione, n. 8976 del 25/07/92.

7.      Sentenza Corte di Cassazione, n. 651 del 23/01/91.

8.      Risoluzione Ministeriale del 19/01/1999, n. 6/E.

9.      Sentenza C.T.R.  del Lazio - Sez. 33 del 22/02/99, n. 4. Sentenza.

10.  Sentenza C.T.P. di Salerno - Sez. n. 8 del 20/07/2000, n. 152.

11.  Sentenza Corte di Cassazione - Sez. I Civile, n. 7662  del 19/07/99.

12.  Sentenza C.T.P. di Pordenone - Sez. n. 2 del 14/02/2001, n. 21/02/2001.

13.  Sentenza C.T.P. di Milano - Sez. n. 39 del 07/02/2000, n. 14/38/00.

14.  Mod. Unico 2002 - Redditi 2001.

15.  Ricevuta pres.ne del presente ricorso all’A. Entrate - Ufficio Imposte Dirette di Catania.

16.  Ricevuta raccomandata a.r. spedizione del presente ricorso alla …………. s.p.a. - Concessionario del Servizio Nazionale di Riscossione per la Provincia di Catania.

Catania, addì

                                                                                                                   Dott. Ferrari Carlo        

 

 

 

 

 

 

 

 

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