intervento a cura di Danilo Sciuto
danilosciuto@libero.it

BOLLATURA E VIDIMAZIONE DEI LIBRI CONTABILI

Premessa. Come è noto, l’art. 8 della L. n. 383/2001 (c.d. Tremonti-bis) ha eliminato la bollatura e la vidimazione del libro giornale e del libro inventari. La ratio delle semplificazione deve essere vista nella considerazione che le scadenze fiscali periodiche impongono formalità ed adempimenti tali da garantire comunque l’impossibilità di manipolazione dei dati memorizzati sul supporto informatico, lasciando quindi impregiudicata la potestà di controllo dell’Amministrazione Finanziaria.

Date le perplessità ancora esistenti nell’ambiente, è opportuno fare il punto della situazione, anche in considerazione del recente intervento ministeriale (circolari nn.60 e 64 del 30 luglio e del 1° agosto scorsi).

Non solo il libro giornale e il libro inventari. La soppressione dell’obbligo in questione é stata estesa anche agli altri registri obbligatori previsti ai fini dell’Iva e delle Imposte Dirette, mediante la modifica apportata all’art. 39 del decreto Iva e all’art. 22 del DPR n. 600/73. Da tale modifica normativa si evince che le nuove semplificazioni interessano anche tutti i registri istituiti in ottemperanza ad una disposizione che per le modalità di tenuta rinvia al citato articolo 39.

Tali sono, ad esempio : 1) registro delle fatture emesse 2) registro dei corrispettivi 3) registro degli acquisti 4) bollettario madre e figlia 5) registro delle dichiarazioni di intento emesse e ricevute 6) registro riassuntivo della liquidazione iva di gruppo 7) registro di prima nota 8) registro annotazione sistema analitico iva del margine 9) registro annotazione sistema globale iva del margine 10) registro annotazione consegne a terzi in lavorazione, comodato, deposito, ecc. 11) registro corrispettivi di emergenza per misuratore fiscale 12) registro iva per l’editoria 13) registro annotazione movimentazione beni da e per altri stati UE a titolo non traslativo della proprietà 14) registro dei depositi iva 15) registro dei beni ammortizzabili 16) registro cronologico degli incassi e pagamenti.

Libri e registri ancora utilizzabili. I libri e registri che contengono ancora pagine bianche e vidimate possono naturalmente essere ancora utilizzati, fino al loro esaurimento.

Bollatura e imposta di bollo. Per i libri e i registri che beneficiano della semplificazione in oggetto, permane dunque soltanto l’obbligo di numerare progressivamente le pagine, con la fondamentale differenza che esso sarà espletato dal soggetto utilizzatore.

Non occorre quindi confondere tra l’intervenuta soppressione della vidimazione e bollatura dei libri contabili, e il mai soppresso obbligo di pagamento dell’imposta di bollo. Infatti, l’imposta di bollo ha un presupposto che non è nel codice civile, sul quale la legge in discorso è intervenuta, ma sulla legge fiscale (la numerazione, appunto).

Continuano infatti ad essere soggetti all’imposta di bollo : a) il libro giornale e il libro inventari, b) i libri previsti da norme speciali, che seguono le specifiche disposizioni in esse previste, c) le scritture ausiliarie previste dall’art. 14 comma 1 lett. c del Dpr n. 600/73, d) le scritture ausiliarie d magazzino previste dall’art. 14 comma 1 lett. d del Dpr n. 600/73.

Sono ad esempio ancora soggetti alla vidimazione: i formulari di identificazione dei rifiuti, i fogli dei registri di carico e scarico dei rifiuti.

I soggetti competenti alla numerazione e bollatura. Poiché, come detto, non tutti i libri sono stati esclusi dall’obbligo di vidimazione (ad esempio, tutti i libri sociali obbligatori di cui all’art. 2421 c.c.), nel caso in cui l’impresa detenga dei libri ancora soggetti a vidimazione, sarà necessario recarsi presso un notaio o presso l’Ufficio del Registro delle Imprese: la competenza degli Uffici delle Entrate è infatti stata eliminata.

La misura dell’imposta di bollo. Se l’impresa paga la tassa di concessione governativa per la numerazione e bollatura di libri e registri (pari, a seconda dei soggetti, a 309,87 o 516,46 euro, e scadente il 16 marzo) dovrà corrispondere l’imposta di bollo nella misura di 10,33 euro; in caso contrario, la misura dell’imposta di bollo sarà pari al doppio, ossia a 20,66 euro. Tale aumento è stato disposto per compensare l’abrogazione dell’obbligo di versamento della tassa di L. 100.000 per ogni 500 pagine o frazione di libro giornale o inventari previsto per imprese individuali e società di persone.

La suddetta imposta di bollo dovrà essere corrisposta per ogni 100 fogli o frazione, e quindi non una tantum.

Come pagare l’imposta di bollo. Il modo forse più semplice e sbrigativo per il pagamento dell’ imposta di bollo è quello di applicare una marca (o il bollo a punzone) sulla prima o sull’ ultima pagina del libro interessato.

In alternativa, si può versare l’importo corrispondente mediante F23, codice tributo 458 T - "imposta di bollo su libri e registri" ; gli estremi del pagamento devono essere riportati sulla prima pagina del libro interessato.

Non è obbligatoria alcuna altra annotazione nella pagina in cui sono applicate le marche.

Per i libri ancora soggetti alla vidimazione iniziale l’applicazione dovrà essere fatta nell’ultima pagina numerata.

Quando deve essere pagata l’imposta di bollo. L’imposta va pagata prima di effettuare le annotazioni sulla prima pagina interessata. La dottrina ha rilevato che per il libro giornale e per il libro inventari, ai fini della individuazione del momento di messa in uso, occorrerà fare riferimento non più alla bollatura, ma alla data di pagamento dell’imposta di bollo, che quindi dovrà essere antecedente alla data della prima operazione ivi riportata.

La recente circolare ministeriale ha poi avuto modo di precisare che le marche vanno versate ogni cento pagine (o frazione o multipli di cento) effettivamente utilizzate, indipendentemente dall’anno cui si riferisce la vidimazione. Pertanto, nel caso in cui la numerazione del libro giornale del 2002 termini con la pagina 2002/90, l’imposta di bollo che è stata assolta con marche applicate sulla pagina 2002/1, deve ritenersi assolta anche per le prime dieci pagine del 2003, sicchè le nuove marche dovranno apporsi sulla pagina 2003/11, centounesima pagina del giornale.

Numerazione preventiva dei libri e registri. La numerazione preventiva è stata eliminata, sicché essa potrà essere fatta nel momento in cui si utilizza la pagina (e quindi al momento stesso della stampa, per chi tiene la contabilità meccanizzata). In caso di utilizzo dei registri a fogli mobili, occorrerà intestare la pagina al soggetto utilizzatore.

Come numerare i libri e registri. Al riguardo, occorre distinguere a seconda del comportamento del soggetto interessato.

Infatti, qualora si decida di effettuare (facoltativamente, o in presenza di obbligo) la bollatura e la vidimazione, la numerazione dovrà avvenire in base alle vecchie regole, ossia progressivamente in base all’anno di utilizzo.

Nel caso in cui invece si decida di non bollare le pagine (avvalendosi dunque della semplificazione in discorso) la numerazione deve avvenire indicando l’anno cui fa riferimento la contabilità.

Pertanto, se nel 2003 viene stampato il libro giornale contenente le operazioni contabili del 2002, le pagine andranno numerate da pag. 2002/1 in poi.

Per quanto riguarda poi la numerazione del libro inventari, la recente circolare ministeriale permette l’omissione dell’anno se le annotazioni riportate occupano solo poche pagine per ciascuna annualità

Sanzioni su infrazioni precedenti. Per effetto del c.d. favor rei, dovranno essere disapplicate le sanzioni irrogabili prima dell’entrata in vigore del decreto in discorso. Naturalmente, se la sanzione è già stata irrogata e pagata, non si avrà diritto al rimborso di quanto pagato.

Poiché però l’obbligo della numerazione non è stato soppresso, la relativa violazione - riconducibile verosimilmente alla irregolare tenuta delle scritture contabili di cui all’art. 9 del D.Lgs. n. 471/97 - continuerà ad essere sanzionata; tuttavia, é da rilevare come, stante il disposto dell’art. 6 comma 5bis del D.Lgs. n. 472/97, tale sanzione potrà essere applicata solo qualora abbia rappresentato ostacolo all’azione di controllo del Fisco ; in caso contrario, infatti, rientrerà tra le cc.dd. violazioni formali.

settembre 2002

Danilo Sciuto - dottore commercialista in Catania - danilosciuto@libero.it

 

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