ANCHE LE S.R.L.

POSSONO ESSERE "ARTIGIANE"

 

Dopo anni di trattative è stata approvata la Legge che permette agli artigiani di organizzarsi sotto forma di società a responsabilità limitata.

 

         Sono state imposte alcune condizioni:

-         sotto l'aspetto del numero dei soci, che la maggioranza degli stessi, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo;

-         sotto l'aspetto del capitale, che la stessa maggioranza dei soci occupati nel processo produttivo detenga anche la maggioranza del capitale sociale e degli organi deliberanti della società, quindi in assemblea e in Consiglio di amministrazione.

 

Già dal 1997 è possibile costituire società a responsabilità limitata aventi la qualifica di "artigiane", se composte da un unico socio (vedi: SRL UNINOMINALI).

 

La definizione di impresa artigiana viene data dall'art. 3 della Legge 8 Agosto 1985, n. 443: è artigiana l'impresa che abbia per scopo prevalente lo svolgimento di un'attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi, escluse le attività agricole e le attività di prestazioni di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali e accessorie all'esercizio dell'impresa.

 

L'impresa artigiana può svolgersi in luogo fisso, presso l'abitazione dell'imprenditore o di uno dei soci o in appositi locali o in altra sede designata dal committente oppure in forma ambulante o di posteggio. In ogni caso, l'imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana.

 

L'art. 4 della stessa legge stabilisce invece i limiti dimensionali superati i quali l'impresa perde i requisiti e non può più essere considerata artigiana. Si tratta di limiti inerenti le persone impiegate nell'attività, diversificati a seconda del tipo di lavorazione effettuata: in serie oppure non in serie; nel settore delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura piuttosto che nel trasporto o nelle costruzioni edili. Ad esempio un'impresa che non lavora in serie mantiene la qualifica fino ad un massimo di 18 dipendenti, conteggiando in tale numero anche gli apprendisti in numero non superiore a nove. Sono poi stabilite altre regole per il conteggio delle persone impiegate: ad esempio si computano anche i familiari che svolgono l'attività nell'ambito dell'impresa in modo prevalente e professionale; si computano altresì tutti i soci, tranne uno, che svolgono il prevalente lavoro personale nell'impresa.

 

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L'introduzione della legge che permette ai soci delle imprese artigiane di separare i capitali personali da quelli investiti nelle aziende ha soprattutto lo scopo di agevolare l'avvio di nuovi investimenti e di conseguenza il rafforzamento della struttura finanziaria del mondo dell'artigianato. Ciò permetterà alle imprese (di una certa dimensione) di reperire nuove risorse finanziarie da destinare all'innovazione tecnologica e all'espansione sui nuovi mercati.

 

Per talune imprese artigiane la possibilità di organizzarsi sotto forma di società a responsabilità limitata era attesa anche allo scopo di far rientrare il reddito prodotto nell'ambito dell'IRPEG: questo tipo di tassazione, in caso di produzione di redditi  in misura elevata, può rivelarsi inferiore rispetto a quella IRPEF che ha aliquote marginali del 39% (per lo scaglione di reddito 60.000.000/135.000.000) e del 45% (per scaglioni di reddito oltre 135.000.000), quindi superiori al 36% che è l'aliquota irpeg stabilita per l'anno 2001.

 

Occorre però considerare che per le "società di persone" artigiane già esistenti la trasformazione in società di capitali ha determinati costi (notarili e per perizie, in particolar modo) e soprattutto l'eventuale beneficio fiscale potrà a breve essere ottenuto - senza particolari spese - attraverso l'opzione di cui all'art. 9 della Legge Finanziaria 2001.

 

Questa opzione consente (anche alle ditte individuali), a decorrere dal  2002, anche alle imprese individuali ed alle società di persone di tassare il reddito prodotto con l'applicazione dell'aliquota IRPEG (prevista per il 2003 nella percentuale del 35%) anziché con quelle previste dall'IRPEF (vedi: novità introdotte dalla Finanziaria 2001).

 

L'opportunità offerta dalla citata disposizione rappresenta per le imprese artigiane con redditi elevati un'occasione da non sottovalutare.

 

Allo stesso modo non è da sottovalutare il beneficio della limitazione della responsabilità nei confronti dei terzi, ottenibile con la trasformazione in società di capitali.      

 

L'introduzione della legge che permette ai soci delle imprese artigiane di separare i capitali personali da quelli investiti nelle aziende ha soprattutto lo scopo di agevolare l'ingresso di nuovi capitali e di conseguenza il rafforzamento della struttura finanziaria del mondo dell'artigianato. Ciò permetterà alle imprese, di una certa dimensione, di reperire nuove risorse finanziarie da destinare all'innovazione tecnologica e all'espansione sui nuovi mercati.

 

 

 

Marzo 2001

Centro Studi Ragionieri Commercialisti