Procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: ecco le osservazioni e proposte del CNDCEC sul progetto di legge


Procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: ecco le osservazioni e proposte del CNDCEC sul progetto di legge di alcuni deputati.

Il documento redatto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili è accompagnato dalla nota informativa n. 114 del 21 ottobre 2016.

Questo relazione al disegno di legge presentato dal Ministro Orlando di concerto con il Ministro Guidi, recante delega alla Governo in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, progetto stralciato in data 18 maggio 2016 dal disegno di legge n. 3671 di cui rappresentava l’art. 15.

Viene subito precisato che, i due testi si differenziano notevolmente. Il primo contiene la disciplina dettagliata della “nuova” procedura di amministrazione straordinaria, per tramite di un testo normativo che si pone l’obiettivo di effettuare la reductio ad unitatem dei differenti modelli procedurali vigentinell’ordinamento; il secondo, invece, contiene principi generali di delega per la revisione della amministrazione straordinaria, in ossequio ai criteri generali declinati nel disegno di legge delega per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza (A.C. n. 3671).

In linea generale, viene condivisa l’intenzione di unificare e razionalizzare la disciplina dell’amministrazione straordinaria attualmente frammentata in quattro provvedimenti normativi.

Come è noto, il primo intervento legislativo è stato attuato con la legge n. 95/1999 (c.d. legge Prodi) che successivamente è stato sostituita da d.lgs. n. 270/1999 (c.d. legge Prodi bis). Le imprese soggette a questa procedura devono essere in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti: lavoratori subordinati compresi quelli al trattamento di integrazione dei guadagni non inferiori a 200 unità impiegati da almeno un anno; debiti per un ammontare complessivo non inferiore a due terzi tanto del totale dell’attivo dello stato patrimoniale, quanto dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dell’ultimo esercizio.

Tale normativa, fortemente incentrata sul ruolo dell’autorità giudiziaria, si è rivelata inadeguata nelle situazioni in cui era emersa l’esigenza di avviare in tempi rapidi il risanamento dell’impresa assumendo da subito misure incisive ai fini della ristrutturazione: la tempestività dell’intervento risultava del tutto incompatibile con la durata della c.d. fase giurisdizionale di osservazione.

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Data: 26 Ottobre 2016
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Per tali motivi, in occasione del dissesto del gruppo Parmalat, veniva emanato il d.l. n. 347/2003, convertito dalla legge n. 39/2004 (c.d. legge Marzano) recante una disciplina di amministrazione straordinaria rivolta esclusivamente ad imprese di rilevanti dimensioni quanto a livelli occupazionali (lavoratori subordinati compresi quelli al trattamento di integrazione dei guadagni pari ad almeno 500 unità impiegati da almeno un anno) ed esposte con un forte indebitamento (debiti per un ammontare complessivo non inferiore a 300.000.000 di euro). Questa procedura si connota per l’ammissione immediata, con decreto del Ministero e su richiesta dell’impresa, sottraendo la fase di ammissione al vaglio dell’autorità giudiziaria e disponendo lo spossessamento del debitore e il conseguente affidamento dell’impresa e dell’amministrazione dei beni insolventi ad un commissario straordinario di nomina governativa.

Il quadro legislativo veniva dunque ad articolarsi in una procedura di amministrazione straordinaria comune, vale a dire quella della legge Prodi bis, e una procedura di amministrazione straordinaria per così dire speciale, vale a dire quella della legge Marzano, in quanto destinata alla soluzione delle insolvenze particolarmente importanti.

Anche la procedura della legge Marzano, tuttavia, si è rivelata, inadeguata rispetto alla soluzione delle crisi non necessariamente finanziarie, ma anche industriali e in particolar modo nei casi in cui si trattava di imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali o che gestivano almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale. In occasione, dunque, del dissesto Alitalia, il Governo emanava il d.l. 134/2008, convertito dalla legge n. 166/2008 (cd. Decreto Alitalia), modificando direttamente la normativa della legge Marzano e della legge Prodi – bis, anche consentendo la cessione dei complessi di beni e contratti sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa di durata non superiore ad un anno e ampliando i poteri del commissario straordinario.

La stratificazione dei provvedimenti normativi, qui sinteticamente illustrati, rende necessario il riordino della disciplina, con l’importante precisazione che la procedura di amministrazione straordinaria, connotandosi per la sua eccezionalità rispetto alle regole generali, dovrebbe essere riservata solo a imprese di dimensioni significative, il dissesto delle quali possa sensibilmente incidere sulla collettività, anche e soprattutto sotto il profilo della tutela dei livelli occupazionali.

Trattandosi allora di grandi imprese, occorre riflettere anche in merito all’opportunità di definire in modo univoco l’aspetto inerente alla legittimazione attiva a proporre il ricorso per l’ammissione alla procedura.

L’art. 3 della summenzionato d.lgs. n. 270/1990, ricalcando le previsioni di cui all’art. 6 l.f., individua nell’imprenditore, nei creditori e nel pubblico ministero i soggetti legittimati, ferma restando la dichiarazione officiosa dello stato d’insolvenza; differentemente, l’art. 2 del d.l. n. 347/2003 prevede unicamente l’iniziativa della grande impresa insolvente privilegiando, in tal modo, una concezione premiale della procedura per quanti si attivino per la ristrutturazione economica e finanziaria o per la cessione dei beni sulla base del programma di prosecuzione dell’attività, come stabilito dalla legge stessa. La scelta effettuata nell’ambito della c.d. legge Marzano potrebbe essere replicata laddove si intendesse effettivamente limitare l’accesso all’ amministrazione straordinaria alle imprese di dimensioni significative, facendo ricadere sotto l’ambito applicativo della legge fallimentare, ovvero de jure condendo delle procedure di insolvenza, la gestione delle insolvenze meno significative e relative ad imprese non grandi.

Presupposti e requisiti di ammissione

Per la ricorrenza del presupposto dell’insolvenza, il CNDCEC ritiene che vadano fissati requisiti dimensionali tali da limitare l’accesso alla procedura ad imprese di dimensioni significative il cui dissesto possa sensibilmente incidere sulla collettività, anche e soprattutto sotto il profilo della tutela dei livelli occupazionali.

Vengono condivise le scelte effettuate nell’ambito del progetto A.C. n. 3671– ter dove la procedura è riservata a imprese che presentino un rilevante profilo dimensionale da valutare anche rispetto al numero dei dipendenti. Il disegno di legge specifica che il numero dei dipendenti deve essere pari ad almeno 400 unità per la singola impresa e ad almeno 800 unità nel caso in cui ricorra la richiesta di ammissione da parte di più imprese appartenenti al medesimo gruppo.

Osservazioni al disegno di legge A.C. 3671–ter

Seguono poi le osservazioni al disegno di legge A.C. 3671–ter. Il disegno di legge contenente delega al Governo in materia di amministrazione straordinaria, A.C. n. 3671–ter, contiene previsioni di criteri di delega che derivano dal testo del disegno di legge recante la delega al governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza.

Osservazioni alla proposta di legge A.C. n. 865

Viene poi espresso apprezzamento per le specifiche previsioni dedicate alla insolvenza del gruppo e alla procedura di amministrazione straordinaria delle imprese facenti parte del gruppo presenti nella proposta di legge A.C. n. 865, tematica.

Procedura ed altro ancora

Infine, nel documento il CNDCEC si sofferma sulla procedura, nonché sui requisiti di professionalità, onorabilità e di indipendenza degli organi.

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Data: 26 Ottobre 2016
Relatore: Dott. Francesco Farneti
Orario: 15.30 - 17.30
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