L’EMISSIONE DELLA FATTURA …
alcune particolarità tra cui l'invio tramite FAX

 

 

Con il presente articolo, vogliamo analizzare alcune particolarità legate all’emissione della fattura, con le quali quotidianamente gli operatori del settore sono obbligati a confrontarsi.

 

L’articolo 21 del DPR 26/10/1972 n. 633 (legge IVA) prevede che per ciascuna operazione imponibile deve essere emessa una fattura e che la stessa si ha per emessa all’atto della sua consegna o spedizione all’altra parte.

La fattura deve essere emessa in duplice esemplare al momento di effettuazione dell’operazione, determinato ai sensi dell’articolo 6 dello stesso decreto, ed uno degli esemplari deve essere consegnato o spedito all’altra parte.

La data della fattura deve essere quella di emissione della stessa ovvero se non indicata si assume quella di formazione del documento.

In ogni caso la fattura si considera emessa nel momento della sua consegna o spedizione.

(…per data di emissione deve intendersi la data indicata nella fattura, ritenendola coincidente in assenza di altra specifica indicazione con la data di consegna o con quella di spedizione…circolare 134 del 5/8/94).

 

Ora, come si emette una fattura, cioè come si consegna?

Sembra una domanda banale, ma lo è tutt’altro, in quanto se la fattura è consegnata secondo i canoni di legge vigenti si considera regolarmente emessa, altrimenti non si considera emessa, con tutte le conseguenze del caso in termini sanzionatori.

Le modalità tradizionali di emissione sono: la consegna a mano, tramite il servizio postale, tramite posta elettronica o con procedure informatizzate  semprechè i dati relativi alle operazioni rilevanti ai fini IVA vengano materializzati in documenti cartacei.

 

… e il fax?…

 

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 107 del 04.07.2001 ammette altresì anche la spedizione a mezzo fax, ma con specifiche limitazioni.

Non si deve trattare infatti di un semplice fax collegato unicamente alla linea telefonica, ma deve trattarsi necessariamente di un fax collegato ad un supporto informatico.

In pratica il documento inviato con tale fax deve essere “instradato” all’interno del sistema operativo, trasformato in formato elettronico, memorizzato su disco e storicizzato all’interno dell’archivio insieme alla sua immagine, garantendo così l’integrità del documento e la sua inalterabilità.

La trasmissione dovrà avvenire entro i termini stabiliti dall’articolo 21 del DPR 633/1972; inoltre il cedente e il cessionario dovranno procedere alla stampa e alla conservazione delle fatture su supporto cartaceo.

Da qui il divieto assoluto di spedire via “fax tradizionale” le fatture, poiché risulterebbero non emesse e la relativa  registrazione tra gli acquisiti da parte del cessionario comporterebbe l’indetraibilità dell’IVA.

Segnaliamo anche un parere contrario dell’Assonime con la circolare 108 del 16/11/1996 con cui si ammetteva la possibilità di inviare la fattura a mezzo facsimile.

Il divieto di inviare le fatture a mezzo fax tradizionale (collegato unicamente alla linea telefonica) non riguarda invece l’invio del documento di trasporto, che può essere inviato con tale modalità, in quanto lo stesso non contiene dati rilevanti ai fini del tributo, quali l’importo dell’imposta.

L’unica deroga riguardante l’ammissibilità della spedizione a mezzo fax, derivante dalla particolarità dell’applicazione dell’IVA, riguarda il settore delle agenzie di viaggio.

 

 

Il momento di emissione

 

Cessioni di beni

 

Il momento di emissione coincide con il momento impositivo regolato dall’art. 6 del DPR 633/1972.

Per la cessione di beni mobili, il momento impositivo è la consegna, pertanto in ipotesi di fatturazione immediata la fattura va emessa entro lo stesso giorno di effettuazione dell’operazione,  quindi entro la mezzanotte del giorno in cui è stata effettuata la cessione del bene.

Nel caso in cui durante una verifica fiscale dovessero risultare fatture immediate compilate ma non ancora inviate, si potrebbe contestare la mancata emissione del documento.

Nel caso di fatturazione differita la fattura può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo, ricordando sempre che emessa significa consegnata o spedita.

Per poter effettuare la fatturazione differita è obbligatorio che la cessione dei beni sia stata accompagnata dall’emissione del documento di trasporto. E’ possibile raggruppare in un’unica fattura tutte le consegne effettuate nel corso di un mese solare. Non è possibile raggruppare le consegne fatte nel corso di due mesi diversi.

Nel caso di fatturazione differita è obbligatorio indicare sulla fattura il numero e la data dei documenti di trasporto, non è necessario riportare anche la data della effettiva spedizione.

 

Prestazioni di servizi e Professionisti.

 

Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo e le relative fatture devono essere emesse entro lo stesso giorno, in senso conforme la risoluzione ministeriale n. 550077 del 28/06/1988.

 

Le “note pro-forma”

 

I professionisti sono soliti far precedere la fattura dalle cosiddette note pro forma, avviso di parcella, notule, ecc. compilando le stesse con gli stessi elementi della fattura.

Occorre fare particolare attenzione, in quanto prima di tutto la fattura non è detto che si debba chiamare solo così, l’articolo 21 prevede infatti che debba essere emessa una fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili, e che debba contenere gli elementi costitutivi della stessa elencati dal n. 1 al n. 5 del comma 2. Pertanto un avviso di parcella emesso anticipatamente alla riscossione del corrispettivo, contenente tutti gli elementi della fattura, costituisce una vera e propria fattura. Scatta perciò l’obbligo della sua annotazione nel registro delle fatture. (Commissione Tributaria Centrale sezione I sentenza n. 3592 del 12/5/1990).

Occorre quindi esplicitare bene la natura del documento evitando se possibile lo specifico addebito dell’IVA.

 

Casi particolari

 

E’ possibile anticipare la fatturazione rispetto al verificarsi dell’operazione. Questo vale sia nel caso di cessione di beni che di prestazioni di servizi (E’ ammessa l’emissione della fattura anticipata prima dell’effettuazione dell’operazione e, cioè prima dell’emissione della relativa bolla d’accompagnamento… Commissione Tributaria Centrale sezione XXIV, decisione n. 1076 del 10.02.1989)

(…Con specifico riferimento all’ipotesi della fatturazione anticipata dell’intero importo delle operazioni, disciplinata dall’art. 6, quarto comma, del DPR n. 633 del 1972, si fa presente che i beni oggetto della cennata fatturazione possono essere, ovviamente, trasportati senza alcuno dei documenti indicati nell’articolo unico, comma 3, del DPR n. 472 del 1996…Circolare 11.10.1996 n. 249/E)

 

Fatturazione relativa a contratti di somministrazione.

 

Nel contratto di somministrazione che preveda una serie di cessioni continue e periodiche, la fattura può essere emessa all’atto del pagamento dei corrispettivi non rilevando il momento della cessione dei singoli beni. In questo senso la Risoluzione Ministeriale del 28.06.1973 n. 501023. E’ richiesto però l’esistenza di un contratto scritto che confermi l’esistenza del rapporto.

 

Consegne effettuate in più momenti.

Nel caso un cui venga ceduto un bene che però per dimensioni o altri motivi debba essere consegnato in più riprese, l’emissione della fattura andrà effettuata con riferimento al momento dell’ultima consegna, quando cioè tutto il bene sarà trasferito nella disponibilità dell’acquirente.

Nel caso invece di acquisto di una partita di merci che venga consegnata in più volte, sebbene il contratto prevede una fornitura unica, occorrerà considerare effettuate le cessioni al momento di ogni singola consegna.


dicembre 2003

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